Quattro diocesi per sei santuari. Un breve storia per capire.

I santuari giubilari del Garda

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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

SANTUARIO DI MON­TE­CASTEL­LOLa sto­ria del san­tu­ario di Mon­te­castel­lo di Tig­nale (Bres­cia), arroc­ca­to su una rupe a 700 metri di quo­ta a stra­pi­om­bo sul lago, e lega­ta al ricor­do di una «Stel­la». Nel sec­o­lo XIII, durante una vio­len­ta battaglia tra bres­ciani e tren­ti­ni, una luce abbagliante sca­tu­ri­ta dal castel­lo, dove già esiste­va un tem­pi­et­to ded­i­ca­to a Maria, par­al­iz­zò i tren­ti­ni, per­me­t­ten­do ai bres­ciani di sopraf­far­li. Gli abi­tan­ti di Tig­nale tes­ti­mo­ni­arono la pre­sen­za di Maria sul­la mon­tagna in for­ma di Stel­la lumi­nosa, per cui n pri­mo tito­lo di ques­ta Madon­na sarà appun­to «Madon­na delta Stel­la». In segui­to la cap­pel­la sul monte acquis­terà sem­pre mag­gior fama di avven­i­men­ti miracolosi.La chiesa infe­ri­ore roman­i­co-got­i­ca possiede affres­chi rinasci­men­tali del tar­do ‘400. La chiesa supe­ri­ore ha l’altare mag­giore in leg­no dora­to e, al pos­to del­la pala, una inve­tra­ta dietro alla quale si nota la mira­colosa immag­ine del­la Madon­na, di autore igno­to del ‘400, che, men­tre viene incoro­na­ta regi­na da Suo Figlio, sta in ginoc­chio in atteggia­men­to umile e sup­plichev­ole. L’af­fres­co è cir­conda­to da quat­tro medaglioni su rame, rap­p­re­sen­tan­ti la Pre­sen­tazione al Tem­pio, l’An­nun­ci­azione, la Nasci­ta di Gesù, la Visi­ta dei Magi. Impor­tante e pure l’ex voto più grande d’I­talia: un dip­in­to del ‘600 che raf­figu­ra una battaglia com­bat­tuta da uno stra­no eserci­to eh risale sen­tieri dietro calessi carichi di fucili. II San­tu­ario e aper­to dal 19 mar­zo al 30 otto­bre (9–18) ed e chiu­so nei mesi invernali.SANTUARIO MADONNA DELLE GRA­ZIELa devozione alla risale all’al­to Medio­e­vo. Fu devozione di poveri pesca­tori man­to­vani riconoscen­ti, per scam­pati peri­coli, ver­so la Vergine Madre ven­er­a­ta in una roz­za immag­ine sopra un capitel­lo sor­gente sul­la spon­da destra del Min­cio, a 8 km da Man­to­va. Fu poi devozione del popo­lo man­to­vano quan­do si con­statö, col molti­pli­car­si delle gra­zie, la predilezione delta Madon­na per quel luo­go soli­tario. Nel 1339, infieren­do la peste, Francesco Gon­za­ga fece voto che, ces­sa­ta la moria, avrebbe muta­to quel suo povero ora­to­rio in un’ampia e son­tu­osa basilica.II tem­pio, costru­ito su dis­eg­no del cele-bre architet­to Bar­toli­no da Novara, fu con­sacra­to il 15 agos­to del 1406 e venne affida­to ai frati Frances­cani che nel 1412 eressero un maestoso con­ven­to. Nel 1521, sul piaz­za­le davan­ti alla chiesa fu costru­ito un lun­go por­ti­co con 52 arcate, che ser­vi­va da ricovero ai pel­le­gri­ni. La chiesa e in stile goti­co-lom­bar­do, a una sola nava­ta, con dieci cap­pelle (5 per lato) e un ampio coro che fa da coro­na all’altare mag­giore. II taber­na­co­lo a tem­pi­et­to con­tiene una edi­co­la con l’im­mag­ine ritenu­ta mira­colosa del­la , dip­in­ta a tem­pera su tavola da igno­ta mano man­teg­nesca del 1400. II 15 agos­to, fes­ta del san­tu­ario, si tiene la Fiera che si svolge fin dal Mille. II sagra­to del san­tu­ario diven­ta un’im­men­sa tavoloz­za per i madon­nari, pit­tori a ges­set­to di immag­i­ni sacre dell’iconografia reli­giosa classica.SANTUARIO DI ARCO­Fu il con­te Francesco D’Arco che nel 1478 decise l’ed­i­fi­cazione del San­tu­ario del­la ad Arco (Tren­to); nel suo tes­ta­men­to impose ai figli Andrea e Odori­co di portare a ter­mine l’opera da lui inizia­ta. II con­ven­to venne ulti­ma­to nel 1482 e dieci anni dopo fu ulti­ma­ta la chiesa affi­da­ta ai frati Rifor­mati (frances­cani). Nel 1508 nel refet­to-rio del con­ven­to fu sot­to­scrit­ta una tre-gua tri­en­nale dal­la guer­ra (poi non rispet­ta­ta) fra l’im­per­a­tore Mas­si­m­il­iano d Asbur­go, re Lui­gi XII di Fran­cia e la Repub­bli­ca di Venezia. Con le sop­pres­sioni napoleoniche (1810) il con­ven­to venne chiu­so e i suoi arre­di venduti.AI ritorno dei frati gli abi­tan­ti di Varig­nano con­seg­nano la stat­ua del­la (opera quat­tro­cen­tesca in leg­no di scul­tore di scuo­la veronese) che ave­vano sal­va­to e che anco­ra oggi si ven­era, e una grande pala d’altare, opera di Domeni­co Marone e di suo figlio Francesco, che invece fu venduta.La chiesa attuale in stile neo­clas­si­co risale al 1857 e sta­ta eretta nel luo­go dove si trova­va quel­la anti­ca. Gli affres­chi e la Via Cru­cis a graf­fi­to sono del pit­tore veronese Pino Casari­ni (1938). Accan­to al san­tu­ario e sta­ta costru­i­ta la «Casa del Terz’Or­dine Frances­cano a Beta­nia», attrez­za­ta con sede per con­feren­ze e di let­tura, refet­to­rio e sala da pran­zo. A dis­po­sizione 15 let­ti, una sala per incon­tri e una cap­pel­la per ritiri ed eser­cizi spirituali.SANTURAIO DEL FRASSINOCon­ven­to e san­tu­ario, vici­ni al laghet­to di orig­ine glaciale del Frassi­no di Peschiera, furono eretti nel 1514. II suo nome deri­va dal­la mira­colosa apparizione del­la Madon­na, una sta­tu­ina in ter­ra­cot­ta di fat­tura francese, lumi­nosa, dimen­ti­ca­ta su un frassi­no da un solda­to francese, a Bar­tolomeo Broglia, aggred­i­to da un ser­pente men­tre lavo­ra­va i campi (1510). Sal­va­to da sicu­ra morte il con­tadi­no portò a casa sua la stat­ua del­la Vergine con il Bim­bo, ma ques­ta scom­parve e ritornò sul frassi­no. Lo stes­so fenom­e­no si ripete quan­do si volle cus­todire l’im­mag­ine nel­la chiesa del­la Dis­ci­plina a Peschiera. Per questo fat­to si accese la pietà e la devozione ver­so la Madon­na, tan­to che in breve tem­po si poté edi­fi­care un’u­mile chieset­ta affi­da­ta in un pri­mo momen­to ai Servi di Maria e suc­ces­si­va­mente ai frati Frances­cani Minori.La chiesa ha la fac­cia­ta pre­ce­du­ta da un por­ti­co con affres­chi del Sei­cen­to. L’in­ter­no a una nava­ta con­ser­va: alcune tele di Pao­lo Far­i­nati; affres­chi nel pres­bitero; l’altare mag­giore e un coro di noce del 1652 con in alto un grande organo «cal­li­do»; nel quar­to altare di sin­is­tra la pala San Pietro e San Gio­van­ni Bat­tista, del Quat­tro­cen­to, di Zeno da Verona; nel­la cap­pel­la del­la Madon­na la stat­uet­ta in ter­ra­cot­ta del­l’ap­parizione, col­lo­ca­ta den­tro a un pez­zo del­l’an­ti­co frassi­no. Uni­to al san­tu­ario il Con­ven­to con due chiostri. Nel 1960 e sta­ta costru­i­ta la Cap­pel­la Pen­iten­ziale adi­a­cente il santuario.SANTUARIO MADONNA DELLA CORO­NASca­v­a­to nel­la viva roc­cia del­la mon­tagna, qua­si sospe­so nel vuo­to a 770 metri sul liv­el­lo del mare, il San­tu­ario del­la Madon­na del­la Coro­na di Spi­azzi sul Monte Bal­do e indub­bi­a­mente il più sug­ges­ti­vo san­tu­ario del Veronese. II luo­go fu in orig­ine sede di eremi­ti (1139) lega­to al monas­tero di San Zeno di Verona. Ded­i­ca­to alla Madon­na con il tito­lo di Madre di Dio, il romi­to­rio ver­so il 1437 passò sot­to l’or­dine dei Cav­a­lieri di Mal­ta. Dal 1480 al 1522 fu costru­i­ta una chieset­ta. La tradizione nar­ra che nel 1522 sia apparsa su questi mon­ti un’Im­mag­ine del­la Madon­na, spari­ta da Rodi durante la con­quista turca.Storicamente e sta­ta la devozione popo­lare a vener­are dal 24 giug­no 1522, la stat­ua del­l’Ad­do­lorata, scol­pi­ta nel 1432, e dona­ta agli eremi­ti da Ludovi­co di Castel­bar­co. Il nome dato al San­tu­ario «Del­la Coro­na» deri­va dal­la cer­chia di mon­ti che cos­ti­tu­isce un impo­nente anfiteatro nat­u­rale. Nel 1623 fu edi­fi­ca­to il san­tu­ario che ebbe suc­ces­sivi e con­tinui restau­ri e com­ple­ta­men­ti, dovu­ti alla posizione logis­ti­ca. E del 1975 l’at­tuale rifaci­men­to delle strut­ture e un ulte­ri­ore ampli­a­men­to. La nuo­va chiesa fu ded­i­ca­ta nel 1978, e divenne Basil­i­ca Minore nel 1982. All’in­ter­no sono cus­todi­ti gli ex-voto e il cele­bre affres­co del­la Madre di Dio risalente al sec­o­lo XIV. La stat­ua che si ven­era è un grup­po mar­moreo alto 70 cen­timetri, di pietra, dip­in­ta: la Vergine Addo­lorata sor­regge e con­tem­pla il Cristo mor­to, depos­to dal­la Croce.SANTUARIO DELLMADONNA DEL CARMINECostru­ito nel 1452 con il tito­lo di San­ta Maria delle Gra­zie, ma più conosci­u­to per San­ta Maria delle Cis­terne, a causa del luo­go ric­co di acqua sor­gi­va, il San­tu­ario del­la Madon­na del Carmine di San Felice del Bena­co (Bres­cia) sorge tra le colline del­la Valte­n­e­si che decla­mano dol­cemente sul lago di Garda.Dalla pri­ma cap­pel­la alla più ampia chiesa volu­ta a moti­vo del­la duris­si­ma peste, che nel 1428 ha col­pi­to la zona: le fig­ure dei san­ti rap­p­re­sen­tati nei numerosi e bel­lis­si­mi affres­chi, richia­mano appun­to i pro­tet­tori con­tro la peste, malat­tie, malar­ia: Sebas­tiane, Roc­co, Lucia. La chiesa, dopo essere sta­ta ampli­a­ta, e con­sacra­ta nel 1482 e ded­i­ca­ta al Mis­tero del­l’an­nun­ci­azione di Maria Santissima.La fac­cia­ta richia­ma l’arte roman­i­ca: a capan­na, con por­ta a ses­to acu­to, tre finestre, tra cui il rosone cen­trale e.due lat­er­ali a for­ma di mono­fore veneziane. Inter­no con uni­ca nava­ta, divisa in cinque zone par­al­lele in sen­so lon­gi­tu­di­nale da quat­tro arconi tri­on­fali a ses­to acu­to che, rag­giun­gen­do il ver­tice del sof­fit­to, fan­no da capri­ate al sof­fit­to stes­so. I numerosi affres­chi del XV-XVI sec­o­lo sono legati alla scuo­la lom­bar­do-vene­ta, con influs­si del Man­teg­na e del Foppa.Al servizio del san­tu­ario sono pre­sen­ti i frati Carmeli­tani, tor­nati nel 1952 dopo un’assen­za forza­ta di 182 anni. Nel 1962, il vesco­vo di Verona Gluseppe Car­raro incoro­nò solen­nemente la stat­ua del­la Madon­na e la proclamò regi­na e patrona del­la Valte­n­e­si.

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