Presentato il volume riccamente illustrato edito dall’Ateneo e dalla Comunità del Garda. Un approccio interdisciplinare nel libro curato da Mauro Corradini

I segni del sacro lungo il Benaco

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Di Luca Delpozzo
a. m.

Una fes­ta per il «bat­tes­i­mo» del vol­ume «Il Gar­da. Seg­ni del sacro», edi­to dal­la e dall’. L’opera, a grande for­ma­to e ric­ca­mente illus­tra­ta, è sta­ta pre­sen­ta­ta dal cura­tore Mau­ro Cor­ra­di­ni all’Antica Casci­na San Zago. Il pres­i­dente e il sin­da­co di Salò han­no ril­e­va­to, nell’introdurre il rela­tore, il sig­ni­fi­ca­to del­la ricer­ca, che col­ma una lacu­na negli stu­di garde­sani. Per­cor­ren­do le vie garde­sane, ha sot­to­lin­eato Mongiel­lo, «nonos­tante la geografia tur­is­ti­ca abbia mod­i­fi­ca­to i luoghi in maniera inci­si­va e dif­fusa, i seg­ni del sacro ci appaiono, se non carichi di sen­so, carichi di sto­ria, e pro­prio per questo chiedono di essere meglio decifrati e com­pre­si oltre la sem­plice ammi­razione». L’approccio inter­dis­ci­pli­nare al tema ha favorito l’esplorazione del ter­ri­to­rio, che risul­ta ampia anche nell’approfondimento di aspet­ti che potreb­bero apparire mar­gin­ali, ma stret­ta­mente con­nes­si con le rit­u­al­ità del sacro, ad esem­pio la gas­trono­mia e le tradizioni fior­ite nelle feste litur­giche o in occa­sione delle sagre patronali. «La scelta di affrontare il tema del sacro nell’arte — anno­ta Mau­ro Cor­ra­di­ni — nasce sia come nat­u­rale omag­gio a un sen­ti­men­to squisi­ta­mente umano, sia per la con­tin­ua pre­sen­za di seg­ni, trac­ce, icone pur nel­la diver­sità dei modi e delle forme. Sono le immag­i­ni col­le­ga­bili al sen­ti­men­to reli­gioso; la forza emo­ti­va del sacro, tra estasi e mis­tero, è tan­to pre­sente nell’uomo che sem­bra attra­ver­sare indenne le epoche e le orga­niz­zazioni sociali». E nes­sun altro tema possiede tale forza poet­i­ca e ha sus­ci­ta­to tan­ta inven­zione di forme, rin­trac­cia­bili in tutte le local­ità del baci­no garde­sano». La trenti­na di sag­gi, affi­dati a spe­cial­isti di varie dis­ci­pline, pro­pone un’esauriente indagine sui seg­ni del sacro: dal­la preis­to­ria alla sto­ria, dall’epoca pagana a quel­la cris­tiana. E dopo l’affermazione del­la nuo­va fede, accol­ta dall’imperatore Costan­ti­no con l’editto di del 313, ecco il sorg­ere delle pievi, delle chiese, delle basiliche arric­chite da opere d’arte: altari, affres­chi, pale, scul­ture, ex voto, opere lignee. Tut­to è sta­to inda­ga­to dagli autori, che han­no dato spes­sore al libro con con­tribu­ti orig­i­nali: Fab­bio Gag­gia, Giu­liano Sala, Gian Pietro Bro­gi­o­lo, Rena­ta Sal­varani, Gior­gio Corten­o­va, Anna Lisa Ghi­rar­di, Giulio Bonuc­cel­li, Mon­i­ca Ibsen, Mar­co Alber­tario, Mari­na Bot­teri Otta­viani, Rolan­do Belli­ni, Andrea Tomez­zoli, Pia Fer­rari, Car­la Boroni, Gior­gio Vedovel­li, Attilio Maz­za, Her­fried Schlude, , oltre nat­u­ral­mente allo stes­so Pino Mongiel­lo e al cura­tore Mau­ro Cor­ra­di­ni. È da con­di­videre l’osservazione di Cor­ra­di­ni: il vol­ume «non è solo un incon­tro con le immag­i­ni, attra­ver­so un’antologia più o meno ocu­la­ta sui luoghi del­la fede; è una doman­da pos­ta mille volte ad ognuno attra­ver­so ogni icona, seg­no o trac­cia, attra­ver­so ogni parola».

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