Successo per l’iniziativa di ricerca realizzata dalle scuole medie dell’Istituto comprensivo Falcone-Borsellino.
Uno stradario con 380 toponimi: che spiegano anche cose che gli adulti non sanno

I segreti del paese svelati dai ragazzi

03/07/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Lo stradario di Lazise ha fat­to cen­tro. Un «cen­tro» davvero cen­tra­to! Ed è mer­i­to dei ragazzi delle scuole medie dell’Istituto com­pren­si­vo Fal­cone-Borselli­no se ora Lazise, e tut­ta la cit­tad­i­nan­za, tur­isti com­pre­si, pos­sono agevol­mente con­sultare uno stradario aggior­natis­si­mo, che include tutte le local­ità, anche le più sconosciute del ter­ri­to­rio, con tan­to di bei dis­eg­ni e di impor­tan­ti e det­tagli­ate didas­calie. Ma ciò che subito affasci­na il let­tore o chi con­sul­ta il nuo­vis­si­mo stradario è la scop­er­ta dei topon­i­mi. La sua sto­ria, le curiosità legate agli stes­si, le orig­i­ni, i det­ti popo­lari, il dialet­to, le leggende legate ad alcune località.Cordonega, Mostrigo­lo, Con­ferasene, Curaci, Cioso.… quali mis­teri rac­chi­udono ?Quali realtà tradizioni, cre­den­ze, leggende rac­con­tano: Donzel­la, Miran­dola, Cà Bar­il­lo, Mom­bin­da? E tut­ti gli altri 380 topon­i­mi che rac­chi­ude «Lo stradario di Lazise»? Tan­ti sono le local­ità, i siti, le con­trade che i ragazzi delle scuole medie han­no stu­di­a­to in oltre due anni di attiv­ità. Una attiv­ità che ha entu­si­as­ma­to sia gli stu­den­ti che i docen­ti. Un lavoro cer­tosi­no e puntiglioso che inor­goglisce sia loro che l’intera comu­nità lacisiense. Ed oltre ad aver «sco­v­a­to» la sto­ria e la eti­molo­gia dei luoghi, aver­li trascrit­ti, e stam­pati, li han­no anche dis­eg­nati. Il tut­to «rac­chiu­so» in un vol­ume di grande pre­gio che sarà l’ausilio più impor­tante per i tan­ti tur­isti che ogni anno rag­giun­gono Lazise e che la voglio conoscere bene e da vicino.Una «gui­da» che ogget­ti­va­mente man­ca­va. Ed è sta­ta la , anco­ra una vol­ta, il sim­bo­lo del­la sto­ria di Lazise, ad accogliere le sco­laresche per la pre­sen­tazione del­la nuo­va fat­i­ca, dopo il bril­lan­tis­si­mo suc­ces­so, in anni pas­sati, dai cal­en­dari, sem­pre real­iz­za­ti dai ragazzi. Elo­gi e com­pli­men­ti da parte dei rap­p­re­sen­tan­ti dell’amministrazione comu­nale, ma soprat­tut­to del­la diri­gente sco­las­ti­ca, che ha sot­to­lin­eato la valen­za dell’opera appe­na real­iz­za­ta, ma soprat­tut­to l’impegno e la voglia di fare dimostra­ta dagli stu­den­ti in due anni di for­tis­si­mo impeg­no di stu­dio e ricer­ca, sot­to la gui­da esper­rta dei loro insegnanti.Due in par­ti­co­lare, Giuseppe Rever­si e Dea Camat­ti. Due colonne che da set­tem­bre prossi­mo non faran­no più parte del­l’or­gan­i­co sco­las­ti­co, per­chè col­lo­cati in quescen­za. Lo ha annun­ci­a­to con il cuore in gola, rot­to dal­la com­mozione pro­prio la diri­gente sco­las­ti­ca. E qui gli applausi sono davvero fioc­cati a sce­na aper­ta. For­tis­si­ma ed impal­pa­bile la com­mozione di tut­ta la platea. Las­ciano, i due insegnanti,un for­tis­si­mo vuo­to sia ascuo­la che nel­la comu­nità civile. Sono sta­ti davvero delle colonne per gen­er­azioni di studenti.Proprio perq uesto il sin­da­co Ren­zo Frances­chi­ni ha volu­to con­seg­nare loro una tar­ga a nome dell’amministrazione comu­nale e del­la intera comu­nità lacisiense. E in questo con­testo anche sui volti di Rever­si e di Camat­ti la com­mozione è sta­ta evei­dente. «Sono molto sod­dis­fat­to del lavoro com­pi­u­to dal­la scuo­la media di Lazise — affer­ma il sin­da­co Ren­zo Frances­chi­ni — per­chè ha occu­pa­to i ragazzi in una ricer­ca sul ter­ri­to­rio in maniera metod­i­ca e puntigliosa, sco­pren­do realtà inedite , edi­tan­do anche un’opera di facile con­sul­tazione con dei dis­eg­ni davvero splen­di­di. Pos­si­amo sen­za ombra di dub­bio affer­mare che Lazise, quel­la vera, è tut­ta rac­chiusa in questo “stradario”».

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