Riapre al pubblico il giardino sperimentale «Giordano Emilio Ghirardi»
Oltre 650 le specie da ammirare. Il 22 e il 23 «Il solstizio d’estate»

I segreti dell’orto si svelano

19/06/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Inizia l’estate e riapre al pub­bli­co l’Or­to botan­i­co sper­i­men­tale Gior­dano Emilio Ghi­rar­di di Toscolano Mader­no, meta di ricer­ca­tori durante l’anno e dei tur­isti in vacan­za sul lago nel cor­so del­la sta­gione estiva.Nato nel 1964 come spazio per la colti­vazione e lo stu­dio di piante med­i­c­i­nali, l’Orto botan­i­co si estende su una super­fi­cie di cir­ca 10mila metri qua­drati e sul ter­reno, tenu­to a pra­to, si inter­se­cano aiuole con alberi di varia prove­nien­za. Tre le serre, uti­liz­zate per le sem­i­ne, la sper­i­men­tazione e il ricovero inver­nale delle specie che sof­frono il fred­do. Da tem­po l’ di (pro­pri­etaria dell’orto botan­i­co dal 1991) ha isti­tu­ito il Diplo­ma in tec­niche erboris­tiche, un modo per favorire il costante uti­liz­zo e la cresci­ta di ques­ta strut­tura sul lago, dove sono fre­quen­ti gli scam­bi inter­nazion­ali. Ogni tan­to arrivano semen­ti dal Nepal, dal­l’A­maz­zo­nia o da altre nazioni. E da Toscolano partono le piante di Razone, Bri­ano o del­la . Molti anche i tur­isti stranieri che, in vacan­za sul Gar­da, col­go­no l’oc­ca­sione per entrare. In mag­gio-giug­no arrivano bam­bi­ni dal­l’Olan­da e dal­la Ger­ma­nia, in gita sco­las­ti­ca. Ragazzi e pro­fes­sori ital­iani, invece, non se ne vedono: preferiscono altre mete.Gli esper­ti con­sigliano di ammi­rare queste rar­ità: tre alberi di olea africana, che vive nelle zone pre­deser­tiche del Sahara, prog­en­i­tore sel­vati­co del­l’o­li­vo (il nos­tro ha le foglie argen­tate; quel­lo, invece, gial­lo-rug­gi­nose, e i frut­ti sono pic­coli come grani di pepe); un paio di esem­plari di pino delle Canarie e la Camp­tothe­ca acumi­na­ta (è arriva­ta nel ’64, la pri­ma che sia mai giun­ta in Italia), usa­ta nelle ricerche sui tumori. Ma non c’è che l’im­baraz­zo del­la scelta. La Gled­itschia tri­a­can­thos, ad esem­pio, è curiosa per­ché sul tron­co pre­sen­ta lunghe spine: le adop­er­a­vano a Pasqua per creare la coro­na da met­tere sul­la tes­ta di Gesù Nazareno, nelle pro­ces­sioni di paese. La Catha edulis, del Nepal, ha le foglie che provo­cano un effet­to-dro­ga, ma sul lago tale «pro­pri­età» si perde. La Cae­salpina gilliesi, del­l’Amer­i­ca aus­trale, assomiglia a un pavone men­tre il Tossi­co­den­trum rhux è velenoso. Poi ci sono la Cas­va­ri­na toru­losa del­l’Aus­tralia, la Cara­gana arborescens del­la Siberia, il Lyci­um del­la Cina, il tamarindo, il «fal­so pepe», lo zen­ze­ro. In tut­to oltre 650 specie, in atte­sa di essere ammirate.Venerdì 22 giug­no ‑nell’ambito dell’iniziativa «Sol­stizio d’estate» che coin­volge diver­si gia­r­di­ni e orti botani­ci in Lom­bar­dia- dalle 18 alle 19, ci sarà l’aperitivo con la passeg­gia­ta attra­ver­so le rar­ità botaniche; a seguire le con­ver­sazioni di Clau­dio Lon­go («Le piante, util­ità e poe­sia») e Nico­la Saino («Non solo piante») e dalle 21 alle 22 una visi­ta per sco­prire i seg­reti dell’orto botan­i­co. Al ter­mine degus­tazione dei sapori locali. Saba­to 23, dalle 10.30 la gior­na­ta sarà ded­i­ca­ta alla pre­sen­tazione del prog­et­to «Val­oriz­zazione delle cul­tura locale: la flo­ra», real­iz­za­to in col­lab­o­razione col par­co Alto Gar­da bres­ciano. Pre­visti lab­o­ra­tori didat­ti­ci e dis­trazioni musi­cali, a cura di Mara Pen­za, solista di flau­to tra­ver­so. Alle 11 la con­ver­sazione con Mar­co Cac­cian­i­ga sulle capac­ità cura­tive delle essen­ze arboree. Nel pomerig­gio, la lot­te­ria a pre­mi. Alle 16.30 Sara Vital­i­ni e Gel­som­i­na Fico par­ler­an­no delle piante nel­la cul­tura popo­lare. Per infor­mazioni, tele­fonare al numero 0365- 641246. Durante l’estate le vis­ite sono con­sen­tite il mer­coledì, ven­erdì e saba­to dalle 16.30 alle 19.30 (il saba­to anche dalle 9 alle 12).