Successo nel Palio delle Contrade del Corsetto, una barca trascinata letteralmente dai fratelli Malfer Alle spalle di Ettore «Baccalà» i remi di Borgo e Rosa. Poi finale con i botti

I senatori si riscattano e domano i giovani

17/08/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Garda

L’avevamo scrit­to: se la schiena di Ettori­no regge… E la schiena di Ettore «Bac­calà» Malfer, classe 1938, una vita pas­sa­ta sul lago, ha ret­to. Così lui ha mes­so in fila giri di boa da man­uale, por­tan­do al suc­ces­so nel Palio la con­tra­da del Corset­to in una scop­pi­et­tante finale con­tro Bor­go e Rosa, vincitri­ci delle ultime quat­tro edi­zioni del tor­neo remiero di Fer­ragos­to, con la Spagna quar­to inco­mo­do. Se Ettore Malfer è il cam­pi­onis­si­mo del­la voga tradizionale (ha vin­to una deci­na di volte la cor­ren­do sulle bisse di Tor­ri, Gar­da e San Vig­ilio), non era­no cer­to di sec­on­do piano gli altri «sen­a­tori» del Corset­to: Alber­to Malfer, fratel­lo di Ettori­no (nel pal­mares ha appe­na una bandiera in meno) e Ali­gi Pinci­ni, pres­i­dente dell’associazione bisse La Roc­ca, tutt’e due classe ’49. Ad abbas­sare l’età media di una bar­ca abbon­dan­te­mente «over 50» c’era Mat­teo Pinci­ni, figlio di Ali­gi, 27 anni, bis­saio­lo sul­la bar­ca di Gar­da, insieme ad Alber­to Malfer. Bor­go e Rosa han­no ono­ra­to il loro ruo­lo di pro­tag­o­nisti delle ultime edi­zioni del palio dell’Assunta. Il Bor­go, sec­on­do, ha mes­so in acqua la for­mazione che ha vin­to tre volte di fila, dal ’98 al 2000: Pier­francesco Maf­fez­zoli e Sil­vano Dall’Agnola, recen­ti dom­i­na­tori del­la bandiera del lago con la bis­sa di , insieme a Mas­si­mo Favet­ta e Rober­to Avanzi. Terza la Rosa, vincitrice l’anno scor­so. Sta­vol­ta la con­tra­da cam­pi­one si pre­sen­ta­va con una sos­ti­tuzione: Vale­rio Mon­ese ha dato for­fait, com­pli­ci i pos­tu­mi di un brut­to strap­po rime­di­a­to pro­prio nel­la gara vit­to­riosa del 2001. La Mon­ese fam­i­ly resta­va così rap­p­re­sen­ta­ta da due voga­tori: Fabio e Mar­co. Insieme a loro anco­ra una vol­ta Mau­ro Faraoni, fres­co di tri­on­fo con la bis­sa di Bar­dolino, men­tre il nuo­vo atle­ta del­la con­tra­da era Michele Berton­cel­li, bis­saio­lo di Gar­da. La Rosa ha dovu­to sostenere il turno di recu­pero per accedere alla finale, ma non sem­bra­va un hand­i­cap: era anda­ta così anche l’anno scor­so. Il fat­to è che forse Bor­go e Rosa han­no fat­to una finale trop­po tesa, con­trol­lan­dosi a vicen­da e finen­do per com­piere un ulti­mo giro di boa un po’ largo. Così l’esperienza del Corset­to ha avu­to la meglio, ros­ic­chi­an­do metri a ogni vira­ta. Per il resto, c’è sta­ta una mez­za delu­sione per l’assenza delle due donne che dove­vano cor­rere per la Piaz­za. All’ultimo min­u­to si sono riti­rate: le han­no sos­ti­tu­ite due ragazz­i­ni di 13 e 15 anni, Manuel Sala e Pietro Maf­fez­zoli, entram­bi molto promet­ten­ti. In pre­mio a tut­ti i voga­tori delle ceramiche di Pino Castagna, con­seg­nate dal sin­da­co Davide Bendinel­li e dal vicepres­i­dente dell’amministrazione provin­ciale Anto­nio Pas­torel­lo. E come gran finale i fuochi d’artificio, con più di una deci­na di migli­a­ia di per­sone ad applaudire dal lungolago.

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