Il Comune ha distribuito depliant informativi sui percorsi della zona collinare.
Ma la segnaletica è inadeguata e le mappe poco decifrabili Così l’ambiente naturale è ancora off limits per i turisti

I sentieri ritrovati del Parco Monte Corno

Di Luca Delpozzo
Daniele Bonetti

Il Comune di Desen­zano ha dis­tribuito depli­ant infor­ma­tivi sul «Par­co ritrova­to» del Monte Corno, la zona col­linare attorno all’ospedale. In realtà per «ritrovare» e riconoscere i sen­tieri del par­co ci vuole mol­ta buona volon­tà. I sen­tieri in realtà esistono, ma sono privi di qual­si­asi indi­cazione, che li ren­da in qualche modo fruibili da tut­ti. Sul depli­ant infor­ma­ti­vo i sen­tieri sono indi­cati da una carti­na topografi­ca, che ripro­duce dal­l’al­to il ter­ri­to­rio desen­zanese; una map­pa che, per chi conosce bene le zone, può anche risultare decifra­bile men­tre può risultare incom­pren­si­bile per i turisti.IN OGNI CASO i «sen­tieri ritrovati» con­sentono una visi­ta «fuori pro­gram­ma» del­l’en­troter­ra del­la cit­tad­i­na garde­sana all’in­ter­no del par­co del Monte Corno. Dif­fi­cile trovare chi li fre­quen­ta «zaino in spal­la», come il ter­mine sen­tieri sug­gerirebbe. Più facile incon­trare, spe­cial­mente nel tar­do pomerig­gio, appas­sion­ati con la moun­tain bike che risal­go­no il Monte Corno per poi puntare, in disce­sa, ver­so il cen­tro del paese, aven­do il lun­go­la­go come nat­u­rale pun­to di arrivo.UN PROGETTO di pro­mozione del Par­co che ave­va avu­to anche la col­lab­o­razione del­la sezione del Cai di Desen­zano: una «dotazione» sen­tieris­ti­ca che ha dovu­to però scon­trar­si con il veto pos­to da alcu­ni pro­pri­etari dei ter­reni inter­es­sati che, per ovvie ragioni, non si sono mai mostrati entu­si­asti all’idea che i tur­isti potessero pas­sare nelle loro proprietà.Per i desen­zane­si i sen­tieri pos­sono rap­p­re­sentare una felice realtà: a pat­to di riconoscerne il pun­to di parten­za e di arri­vo sul­la car­ta topografi­ca. A meno che non ven­ga instal­la­ta una seg­nalet­i­ca più adat­ta, che ne indichi direzione, lunghez­za e tem­po di per­cor­ren­za. Un’­op­er­azione con­sigli­a­bile, anche per­chè sarebbe un pec­ca­to «nascon­dere» ai tur­isti garde­sani quel­lo che la flo­ra e la fau­na del Par­co del Monte Corno pos­sono regalare.