Gli acquedotti del C9 cominciano a far «soffrire» certe località

I serbatoi? Agli stessi livelli di luglio

15/01/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Alto Lago

Non è anco­ra emer­gen­za ma il liv­el­lo di guardia è alto. Molto alto. Di quel­li che pre­ce­dono lo sta­to di crisi. Dai rubi­net­ti delle abitazioni del­la Busa l’ac­qua sgor­ga nor­mal­mente ma ogni giorno che pas­sa la situ­azione si fa sem­pre più crit­i­ca e pre­oc­cu­pante. E in alcu­ni casi incom­in­ciano a far­si sen­tire le prime avvis­aglie di una sic­c­ità che ha pochi prece­den­ti (almeno negli ulti­mi decen­ni). I pate­mi del Sar­ca e del sono sot­to gli occhi di tut­ti da set­ti­mane, le cam­pagne per ora sof­frono poco, ma se le con­dizioni mete­o­ro­logiche non cam­bier­an­no repenti­na­mente qualche prob­le­ma lo avran­no presto anche i nos­tri approvvi­gion­a­men­ti idrici.Ma fin da adesso s’inizia ad avere qualche sen­tore di ques­ta pos­si­bile crisi. In alcu­ni cen­tri del­l’Al­tog­a­r­da, infat­ti, si è già sta­ti costret­ti a fare i con­ti con la man­can­za d’ac­qua. E’ il caso del­la con­tra­da Parisi di Campi: qualche giorno fa gli abi­tan­ti del grup­pet­to di case sono rimasti prati­ca­mente «a sec­co», sen­za una sola goc­cia del prezioso liq­ui­do che scende dal­la sor­gente del rifu­gio Per­ni­ci. Una cosa mai suc­ces­sa pri­ma nel bel mez­zo del­la sta­gione inver­nale. Per for­tu­na l’Ags ha potu­to sfornare subito una pom­pa che attinge l’ac­qua diret­ta­mente dal­l’ac­que­dot­to e la por­ta nel ser­ba­toio a monte di Campi. Ogni giorno la stes­sa soci­età rivana dei servizi tiene comunque mon­i­tora­to il liv­el­lo di tut­ti i ser­ba­toi del comune (tra un po’ potrà addirit­tura far­lo in modo telem­ati­co) ed è pronta a far entrare in azione i tre pozzi d’e­mer­gen­za che ven­nero real­iz­za­ti assai provvi­den­zial­mente allorquan­do il tun­nel ledrense fece schi­attare la stor­i­ca fonte del Ponale.Ad Arco la situ­azione più grave è quel­la del­l’abi­ta­to di Be dove l’u­ni­ca famiglia res­i­dente viene quo­tid­i­ana­mente for­ni­ta d’ac­qua con le auto­cis­terne dei vig­ili del fuo­co. A Dro, invece, a sof­frire sono gli occu­pan­ti delle case sit­u­ate in local­ità Al Lago: l’e­mer­gen­za viene fron­teggia­ta con dei “travasi” dal­l’ac­que­dot­to di Pietra­mu­ra­ta al ser­ba­to­rio di Gag­gi­o­lo. Ma il dis­a­gio è este­so un po’ in tut­to il ter­ri­to­rio comu­nale dove nei piani più alti delle abitazioni l’ac­qua arri­va sola­mente a “rate”, ossia in deter­mi­nati orari del­la gior­na­ta. A Drena, infine, il sin­da­co Mich­e­lot­ti ha invi­ta­to la sua comu­nità ad evitare gli sprechi (come si fos­se in pieno luglio) e per dare il buon esem­pio ha persi­no ordi­na­to la chiusura di tutte le fontane del comune.

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