Richiesta dei primi cittadini dell’alto lago all’assessore regionale alla Sanità per garantire il diritto alla salute del territorio. «Servono altri specialisti, interventi ortopedici e il controllo pubblico»

I sindaci: «Un ospedale più forte»

18/10/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Nell’incontro di Gar­da con l’assessore alla San­ità del Vene­to e con il diret­tore gen­erale dell’Ulss 22, i sin­daci dell’alto lago han­no mes­so sul piat­to le loro richi­este per il «ripoten­zi­a­men­to e la sal­va­guardia dell’ospedale di Mal­ce­sine». Era­no pre­sen­ti oltre all’assessore i sin­daci di Mal­ce­sine, Bren­zone, il del­e­ga­to di Tor­ri, la pres­i­dente del­la con­feren­za dei sin­daci e il diret­tore gen­erale dell’Ulss di Bus­solen­go. «L’incontro è sta­to pos­i­ti­vo», affer­ma la pres­i­dente del­la con­feren­za dei sin­daci, Car­la De Beni, «abbi­amo affida­to le nos­tre richi­este di tutela san­i­taria del ter­ri­to­rio agli inter­locu­tori più idonei». Per arrivare alla nuo­va ges­tione, nonos­tante il ban­do di gara euro­pea sia des­ti­na­to ad essere pub­bli­ca­to pri­ma di Natale, ci vor­ran­no 11 o 12 mesi. Un anno pieno di insi­die e molto temu­to dai sin­daci che, in maniera com­pat­ta, han­no cer­ca­to rime­di alla grave situ­azione di stal­lo, che ha di fat­to svuo­ta­to l’ospedale. «Non pos­si­amo stare a guardare per un anno», dice Gia­co­mo Simonel­li, sin­da­co di Bren­zone, con­cor­dan­do con Fabio Raguzzi di Tor­ri, «per­ché potrebbe essere trop­po tar­di. Già trop­pi medici e infer­mieri se ne sono andati e quel­li che restano non pos­sono più essere tenu­ti nelle attuali con­dizioni lavo­ra­tive e psi­co­logiche». Per con­trastare tale situ­azione i rap­p­re­sen­tan­ti di Mal­ce­sine, Bren­zone, Tor­ri e la De Beni han­no avan­za­to quat­tro richi­este. Pri­mo: «Poten­ziare gli ambu­la­tori polispecal­is­ti­ci, por­tan­do a Mal­ce­sine anche altri medici, oltre agli attuali». Sec­on­do: «Poten­ziare il pron­to soc­cor­so, anche con let­ti di astan­te­ria e mon­i­tor­iz­zazione, per far fronte alle urgen­ze non solo del ter­ri­to­rio, ma dei tur­isti». Gli altri due pun­ti sono però i più del­i­cati. «Parte­ci­pazione dei Comu­ni, con il due per cen­to delle quote, alla ges­tione dell’ospedale, in modo da garan­tire da un lato il pri­va­to, cui andrà solo il 49 per cen­to delle quote, e dall’altro dare garanzie anche alla parte pub­bli­ca». Infine, e forse è pro­prio questo il pas­sag­gio prin­ci­pale, i sin­daci vogliono nell’immediato «Lo sposta­men­to almeno di una parte degli inter­ven­ti orto­pe­di­ci pro­gram­mati da Bus­solen­go a Mal­ce­sine, in modo da garan­tire il fun­zion­a­men­to delle due sale oper­a­to­rie, moti­vare il per­son­ale dell’ospedale, riem­pire i let­ti del­la divi­sione di orto­pe­dia e accor­cia­re le liste d’attesa del­la Ulss 22». Va ricorda­to che queste ultime, per alcu­ni inter­ven­ti orto­pe­di­ci, arrivano pure ai sei mesi. Guardan­do al futuro, inoltre, i sin­daci han­no chiesto anche «Il man­ten­i­men­to del repar­to di orto­pe­dia per acu­ti, oggi non pre­vis­to dalle schede ospedaliere, anche in vista di una pros­e­cuzione degli inter­ven­ti orto­pe­di­ci di day hos­pi­tal e day surgery». «Anche per­ché, sia per i pazi­en­ti comu­ni che in vista di quel­li del cos­tituen­do cen­tro per lo stu­dio e la cura dei poliomieliti­ci, solo un’ortopedia di liv­el­lo e che fac­cia inter­ven­ti pesan­ti può dare garanzie e risposte adeguate alle attese e alle neces­sità». I tre sin­daci e la loro pres­i­dente infine riconoscono infine: «L’assessore Tosi si è mostra­to sen­si­bile e sta spin­gen­do il diret­tore gen­erale dell’Ulss 22 per Mal­ce­sine. Final­mente abbi­amo trova­to un inter­locu­tore che ci vuole davvero dare una mano». Pro­prio l’assessore dà riscon­tri che, almeno in parte, fan­no ben sper­are: «Le richi­este dei sin­daci mi sono sem­brate sen­sate e fat­tibili», dice, «in atte­sa del gestore pri­va­to l’ospedale dev’essere rimes­so in con­dizione di fun­zionare adeguata­mente, per­ché ora è davvero in un peri­coloso stal­lo». Nel det­taglio delle richi­este, Tosi dichiara: «Ho dato uffi­cial­mente manda­to al diret­tore Pic­coli di con­tattare gli orto­pe­di­ci dell’ Ulss 22 per chiedere loro la disponi­bil­ità ad andare ad oper­are anche a Mal­ce­sine, in modo da far fun­zionare entrambe le sale oper­a­to­rie. Dopo le con­sul­tazioni, ma comunque entro due o tre set­ti­mane, Pic­coli con­vocherà una riu­nione coi medici e i sin­daci per delin­eare gli aspet­ti orga­niz­za­tivi del­lo sposta­men­to degli inter­ven­ti. Cre­do però che si potran­no portare a Mal­ce­sine inter­ven­ti di day hos­pi­tal e non inter­ven­ti pesan­ti. Ma questo, ripeto, dovrà ver­i­fi­car­lo Pic­coli». Tosi pro­pone ai sin­daci, invece del 2 èer cen­to delle quote, di «entrare nel futuro con­siglio di ammin­is­trazione dell’ospedale, che avrà tre rap­p­re­sen­tan­ti del pub­bli­co e due del pri­va­to. Uno dei tre pub­bli­ci potrebbe essere un rap­p­re­sen­tante dei sin­daci». Per il pron­to soc­cor­so, l’assessore con­fer­ma: «Ver­rà poten­zi­a­to il pun­to di pri­mo inter­ven­to sul mod­el­lo di Capri­no, cioè con defib­ril­la­trori, auto med­ica, piaz­zo­la per l’elicottero e let­ti di astan­te­ria e di ter­apia sem­i­nten­si­va per la sta­bi­liz­zazione del paziente». Infine il man­ten­i­men­to del­la divi­sione di orto­pe­dia: «Le schede non lo preve­dono e quin­di su questo non pos­so dare una rispos­ta cer­ta», con­clude, «ver­ran­no mod­ifi­cate per diver­si ospedali, è vero, ma even­tu­ali novità di pro­gram­mazione ricor­do che devono pas­sare in giun­ta e in quin­ta com­mis­sione. È quin­di una pro­ce­du­ra del­i­ca­ta e lun­ga. Pos­so solo dire che, se ci sarà una richi­es­ta davvero forte, la valuteremo».

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