Il 118 offre un servizio sperimentale per tutto agosto in collaborazione con il Cnsas degli alpini. L’elisoccorso affina le tecniche di salvataggio per naufragi e malori

I subacquei arrivano dal cielo

08/08/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Arri­va sul il servizio di elisoc­cor­so: sarà atti­vo nei week-end d’agosto e per tut-ta la set­ti­ma di fer­ragos­to. A dir il vero già dal mese di luglio è fun­zio­nante, a liv­el­lo sper­i­men­tale, il servizio di soc­cor­so con la pre­sen­za di un sub­ac­queo a bor­do dell’elicottero del Suem, Servizio urgen­za emer­gen­za med­ica che risponde alla chia­ma­ta del 118. Il grup­po oper­a­ti­vo, per for­tu­na, fino­ra non è mai entra­to in azione ma è comunque pron­to ad alzarsi in volo per portare aiu­to ad even­tu­ali mal­cap­i­tati rimasti in balia delle acque del Benaco.La nuo­va unità d’azione, che avrà come sede d’appoggio una roulotte a fian­co del­la caser­ma dei vig­ili del fuo­co e del­la Croce Rossa, è sta­ta pre­sen­ta­ta ieri mat­ti­na in munici­pio; pre­sen­ti i respon­s­abili dei sin­goli set­tori di com­pe­ten­za nel cam­po del pron­to soc­cor­so e l’assessore provin­ciale alla , Lucio Campedel­li. A fare gli onori di casa l’assessore Francesco Mar­chiori, pron­to a sot­to­lin­eare i tan­ti mer­i­ti dei volon­tari del­la Croce Rossa di stan­za a e a ricor­dare come il Comune a liv­el­lo di pro­tezione civile sia sede del Com, cen­tro oper­a­ti­vo mis­to, che rag­grup­pa i pae­si di Gar­da e Lazise.È apparsa subito evi­dente a tut­ti l’importanza dell’istituzione del servizio di elisoc­cor­so, nato dal­la col­lab­o­razione fra l’Ulss 20, da cui dipende il Suem 118 di Verona, e il Cnsas, cor­po nazionale soc­cor­so alpino e spele­o­logi­co, che sul lago opera con i volon­tari di Verona (ses­ta del­egazione spele­o­log­i­ca). Questo equipag­gio per­me­tte alla già oli­a­ta macchi­na di pron­to inter­ven­to, di poten­ziare qual­ità e pro­fes­sion­al­ità del servizio sul più grande lago d’Italia.«Si trat­ta di un ulte­ri­ore tas­sel­lo, che va nel seg­no dell’eccellenza dei servizi a favore del­la popo­lazione riv­ieras­ca e dei tan­ti tur­isti che affol­lano i pae­si lacus­tri», ha sostenu­to l’assessore Campedel­li dopo l’intervento di Gio­van­ni Cipolot­ti, il medico respon­s­abile del Suem Verona, che ha rimar­ca­to la «neces­sità di pot­er dis­porre in tem­pi rapi­di di per­son­ale tec­ni­co qual­i­fi­ca­to, che pos­sa oper­are a bor­do dell’elicottero per il recu­pero di naufraghi e di tutte le per­sone in dif­fi­coltà in acqua».«Dopo un anno di prog­et­tazione e di con­tat­ti con i respon­s­abili dell’Ulss 20 siamo arrivati, pri­mo caso in Italia, a isti­tuire il servizio di elisoc­cor­so sul Gar­da», ha dichiara­to Fabio Bris­tot, pres­i­dente vene­to del cor­po nazionale soc­cor­so alpino e spele­o­logi­co, met­ten­do in luce come il mon­do del volon­tari­a­to ben si coni­ughi a questo tipo d’utilizzo. Parole e com­pli­men­ti pros­e­gui­ti con i bre­vi ind­i­rizzi di Pao­lo Rosi, del Creu (Cen­tro regionale emer­gen­za urgen­za), e Bor­to­lo Sem­pre­bon, diret­tore del Pron­to soc­cor­so dell’Ulss 22, che non ha man­ca­to di elen­care le patolo­gie più fre­quen­ti che colpis­cono i bag­nan­ti: sin­cope, shock per sbal­zo ter­mi­co, con­ges­tioni. «In questi casi è nec­es­sario inter­venire imme­di­ata­mente e in tale otti­ca, più anco­ra che per situ­azioni con­seguen­ti a un naufra­gio, è da sot­to­lin­eare l’importanza dell’istituzione dell’elisoccorso sul Garda».Ai dis­cor­si è segui­ta una con­vin­cente dimostrazione prat­i­ca nel­lo spec­chio d’acqua anti­s­tante lido Cor­ni­cel­lo. A far da Cicerone Antoni­no Biled­do, del soc­cor­so spele­o­logi­co di Verona, men­tre, muni­to di mega­fono, l’assessore Mar­chiori spie­ga­va alla fol­la raduna­ta in spi­ag­gia come il disp­ie­ga­men­to di mezzi e uomi­ni fos­se solo una pro­va gen­erale di pron­to inter­ven­to. Nel­lo stes­so momen­to scat­ta­va l’allarme rosso dal­la cen­trale oper­a­ti­va del 118, con l’invio dell’elicottero all’elisuperficie di Bar­dolino per imbar­care a bor­do l’elisubacqueo del Cnsas, dota­to di bom­bole con un sis­tema di doppia res­pi­razione. Pochi sec­on­di e l’arrivo sul luo­go del fin­to naufra­gio: il lan­cio del sub dall’elicottero, a un’altezza di cir­ca cinque metri dal lago, l’aggancio del naufra­go che viene quin­di issato a bor­do dell’elicottero per mez­zo del ver­ri­cel­lo insieme al soc­cor­ri­tore. Il tut­to è ese­gui­to in tem­pi molto rapi­di, l’esibizione viene ripetu­ta più volte. «Una vol­ta in acqua pos­si­amo scen­dere a una pro­fon­dità non supe­ri­ore ai 10 metri», spie­ga Biled­do, uno dei 12 volon­tari che a turno saran­no pre­sen­ti nei fine set­ti­mana alla base oper­a­ti­va di Bar­dolino, ovvi­a­mente gratis. L’Ulss 20 si è fat­ta cari­co dell’acquisto delle attrez­za­ture nec­es­sarie per le oper­azioni di soccorso.

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