L’apertura della galleria tra Rovereto e Torbole ha «spezzato» la piena Lungo l’Adige ancora smottamenti, crolli di sponde golenali ed erosioni

I tecnici del Magistrato alle acque sono sempre in stato di allerta

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Di Luca Delpozzo
Luca Fiorin

Sull’Adige si con­tin­u­ano a fare i con­ti con piene da record, ero­sioni, smot­ta­men­ti e pau­ra. Dopo una notte pas­sa­ta dai tec­ni­ci del Mag­is­tra­to alle acque e dal­la a tenere sot­to costante osser­vazione i pun­ti crit­i­ci del per­cor­so del fiume, anco­ra ieri nel­la Bas­sa si sta­vano atten­den­do onde dal carat­tere eccezionale. Even­ti sem­pre più pre­oc­cu­pan­ti, vis­to che la capac­ità di con­teni­men­to delle acque degli argi­ni sta via via dimin­u­en­do, anche se almeno per quan­to riguar­da la piena pas­sa­ta nel­la notte fra ven­erdì e saba­to il Veronese ha potu­to con­tare su un aiu­to deci­si­vo. L’apertura del­la gal­le­ria Adi­ge-Gar­da, che col­le­ga il fiume al lago nel trat­to Rovere­to-Tor­bole, decisa ven­erdì alle 18 dal­la Pro­tezione civile del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to ha infat­ti per­me­s­so di far defluire 100 metri cubi al sec­on­do di acqua ma soprat­tut­to ha con­sen­ti­to di spez­zare il rit­mo del­la piena gra­zie alle tur­bolen­ze nell’Adige provo­cate dal­la con­dot­ta. «Anco­ra una vol­ta», con­fer­ma infat­ti l’Ufficiale idrauli­co del Mag­is­tra­to alle acque Gian­ni Sam­bugaro, «la gal­le­ria del Gar­da si è dimostra­ta essere una valvola di sicurez­za for­mi­da­bile che è in gra­do di sal­vare dalle acque dell’Adige non solo la cit­tà di Verona ma anche il Bas­so Veronese. Un effet­to che si real­iz­za gra­zie alla capac­ità di richi­amo delle acque del­la con­dot­ta che riesce a scom­pag­inare la disce­sa del fiume». Se la piena not­tur­na, sicu­ra­mente la più alta degli ulti­mi giorni, è pas­sa­ta sen­za grossi dan­ni, se non il peg­gio­ra­men­to delle situ­azioni di crisi già note con crol­li di argi­ni gole­nali ed ero­sioni di golene, durante la gior­na­ta di ieri la situ­azione è però peg­gio­ra­ta soprat­tut­to per­chè sono via via diven­tati sem­pre mag­giori i casi in cui le piante cresciute all’interno dell’alveo veni­vano srad­i­cate e por­tate via dal­la cor­rente. Una situ­azione, ques­ta, par­ti­co­lar­mente pre­oc­cu­pante vis­to che quan­do gli alberi se ne van­no por­tano con sè con­sis­ten­ti porzioni di ter­reno arginale apren­do la via all’acqua che può creare ero­sioni con­sis­ten­ti nelle sponde. L’arrivo in tar­da mat­ti­na­ta del­la suc­ces­si­va onda­ta di piena ha infat­ti per esem­pio incre­men­ta­to lo sfi­an­ca­men­to dell’argine mae­stro a Scarde­vara di Ron­co all’Adige e, poco più a valle, provo­ca­to smot­ta­men­ti sem­pre più con­sis­ten­ti del­la gole­na che nel giro di poche ore si è ridot­ta di vari metri tan­to che gli alberi di mele che vi era­no piantati sta­vano sparen­do fila per fila. Il tut­to men­tre subi­vano un lento ma pro­gres­si­vo degra­do anche le situ­azioni degli altri pun­ti crit­i­ci, ormai ogget­to di pre­si­di con­tinui, a Por­to di Leg­na­go ed a Nich­eso­la e Begos­so di Ter­raz­zo. «Sia il Mag­is­tra­to alle Acque che la Pro­tezione civile», spie­ga­va ieri mat­ti­na Sam­bugaro, «sono pron­ti ad inter­venire in caso di neces­sità. Purtrop­po però restano anco­ra da val­utare gli effet­ti delle con­dizioni cli­matiche in atto. Men­tre sti­amo fron­teggian­do ques­ta piena, in Trenti­no sta infat­ti con­tin­uan­do a pio­vere e, se ques­ta situ­azione con­tin­uerà a lun­go ci tro­ver­e­mo la prossi­ma notte, o domeni­ca, a dover fare i con­ti con nuovi innalza­men­ti del liv­el­lo delle acque». Una situ­azione che si sta ripe­tendo da giorni e che rende sem­pre più con­sis­ten­ti i peri­coli vis­to che l’acqua può arrivare a valle a baci­ni sem­pre più sat­uri. Sta diven­tan­do per­tan­to sem­pre più prob­lem­ati­co il suo con­teni­men­to da parte di argina­ture che, imbe­vute da piogge con­tin­ue e sot­to­poste a con­tin­ue pres­sioni, han­no in vari pun­ti una con­sis­ten­za ormai ridot­ta. Luca Fiorin

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