La perturbazione rimescola il lago e l’acqua si riempie di alghe verdi

I vegetali strappati dal fondo si raccolgono verso il Mincio

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Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

Il lago diven­ta verde! Nel com­pren­so­rio alpino trenti­no dell’Adamello Brenta, esiste un laghet­to di orig­ine glaciale: uno stu­pen­do spec­chio d’acqua che a causa di una par­ti­co­lare alga con­tenu­ta in pro­fon­dità, assume col­orazioni di tono rossas­tro. Gra­zie a ques­ta par­ti­co­lar­ità è conosci­u­to come il «Il lago rosso di Tov­el». Sul esat­ta­mente a Peschiera, accade un fenom­e­no che trasfor­ma curiosa­mente il lago in una super­fice lumi­nosa col­or verde. In questo caso non è a causa di un’alga con­tenu­ta nel baci­no, ma a un vero e pro­prio stra­to di alghe che si deposi­tano sul­la super­fi­cie. L’episodio si ver­i­fi­ca in con­comi­tan­za con le grosse per­tur­bazioni atmos­feriche: le alghe strap­pate dal fon­do, ven­gono imman­ca­bil­mente trasportate dal­la cor­rente sino a Peschiera, dove il Gar­da finisce e con­fluisce nel fiume Min­cio. L’effetto imb­u­to del­la cit­tad­i­na aril­i­cense e la rel­a­ti­va stroz­zatu­ra finale dei pon­ti che con­ducono sull’emissario, gen­er­a­no questo indesider­a­to depos­i­to che finisce per bloc­care la ver­so il fiume. L’effetto curioso dura però pochi giorni; in men che non si dica, la cosid­det­ta macchi­na «taglia-alghe» provvede a rimuo­vere il depos­i­to, ricon­seg­nan­do lo spec­chio d’acqua alla nat­u­rale lucentezza.

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