Gli incontri si terranno all’ex biblioteca con il patrocinio dell’amministrazione. Il primo appuntamento è con Italo Svevo

I venerdì con i testimoni del Novecento

04/12/2002 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Lazise

Sono giun­ti alla otta­va edi­zione gli incon­tri cul­tur­ali del ven­erdì , pro­mossi da alcu­ni pro­fes­sori e docen­ti res­i­den­ti nel ter­ri­to­rio garde­sano, fra cui il pre­side del­la facoltà di let­tere dell’ di Verona, Piero Spin­uc­ci. Gli incon­tri con caden­za quindic­i­nale sono otto e si con­clud­er­an­no nel­la pri­mav­era prossi­ma. Il tema pro­pos­to quest’anno è: «Tes­ti­moni del 900», ovvero per­son­al­ità che con la loro opera e con la loro azione han­no seg­na­to aspet­ti impor­tan­ti del sec­o­lo appe­na con­clu­so. Gli incon­tri cul­tur­ali si svol­ger­an­no nel­la ex comu­nale, con il patrocinio del­la ammin­is­trazione , il ven­erdì sera alle ore 20,30. Pri­mo appun­ta­men­to ven­erdì 6 con «Ita­lo Sve­vo, la coscien­za smar­ri­ta» dove sarà rela­tore Piero Spin­uc­ci. Il 20 dicem­bre «Ungaret­ti, Mon­tale, Qua­si­mo­do, per­son­ag­gi e testi del­la del 900», anco­ra con Piero Spin­uc­ci. Il 10 gen­naio 2003 Domeni­co Bon­gio­van­ni pre­sen­terà «Ange­lo Giuseppe Ron­cal­li, il prete e il diplo­mati­co» men­tre il 24 gen­naio, sem­pre a cura di Bon­gio­van­ni «Gio­van­ni XXIII, una svol­ta nel­la Chiesa.» L’abate di San Zeno Mag­giore, mon­sign­or Rino Bre­oni pre­sen­terà «Loren­zo Milani, fedeltà del­la coscien­za, fedeltà ai poveri e alla sto­ria» il 7 feb­braio. Il 21 feb­braio Giulio Rama, pres­i­dente dell’associazione cul­tur­ale Francesco Fontana, ter­rà una lezione su «Un tes­ti­mone del­la democrazia, ovvero Gia­co­mo Mat­teot­ti». Il 7 mar­zo Ernesto Bonaiu­ti con « il cris­tianes­i­mo di fronte alla moder­nità» ed il 21 mar­zo Adri­ano Olivet­ti, tra «cap­i­tal­is­mo e utopia». Per entrambe le ser­ate sarà rela­tore Giulio Rama. L’ingresso è libero e gra­tu­ito. «Abbi­amo scel­to i tes­ti­moni del 900 per­ché il sec­o­lo è appe­na con­clu­so », spie­ga Mario Righi, uno dei coideatori degli incon­tri del ven­erdì , «e per­ché è sta­to un peri­o­do che ha seg­na­to indelebil­mente la sto­ria per fat­ti, cul­tura, avven­i­men­ti, azioni, ma soprat­tut­to per gli uomi­ni che le han­no real­iz­zate e che anco­ra adesso sono a noi vicine nel­la memoria».

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