Claudio Celon, Manuel Modena, Daniele De Luca e Luca Devoti sono in Norvegia con Alinghi, Prada Luna Rossa, Mascalzone Latino e + 39

I veronesi in America’s Cup

Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

La Cop­pa Amer­i­ca è un affare garde­sano e soprat­tut­to di spon­da veronese, ovvero del­la riv­iera degli ulivi. A Mal­moe, in Svezia, dove si è con­clu­so mart­edì l’Act 6, la ses­ta tap­pa di avvic­i­na­men­to alla Cop­pa Amer­i­ca, nelle regate match race, quelle uno con­tro uno, ha tri­onfa­to anco­ra una vol­ta Alinghi, l’equipaggio svizze­ro deten­tore dell’America’s Cup, di cui fa parte il tor­re­sano Clau­dio “Cic­cio” Celon, l’unico velista ital­iano che ha al suo atti­vo tre parte­ci­pazioni alle Olimpia­di (Los Ange­les 1984, Seoul 1988, Atlanta 1996), il Giro del mon­do ora Vol­vo Ocean Race, e a tre cam­pagne di Cop­pa Amer­i­ca, Italia 1987, Luna Rossa 2000 e ora con Alinghi. Cic­cio e com­pag­ni, al tim­o­ne il mae­stro — ovvero il tedesco Jochen Schue­mann con ben quat­tro medaglie olimpiche in tas­ca — han­no dom­i­na­to anche ques­ta rega­ta, che si è svilup­pa­ta su 66 incon­tri diret­ti (match race); Alinghi è tut­to­ra imbat­tuto, dal­la Cop­pa Amer­i­ca del 2003 con­quis­ta­ta ad Auck­land ha inanel­la­to la bellez­za di 22 vit­to­rie con­sec­u­tive. C’è da con­sid­er­are che l’ingaggio di Celon da parte del patron di Alinghi Ernesto Bertarel­li è coin­ciso con la clam­orosa rot­tura con Rus­sel Coutts, il tim­o­niere più dec­o­ra­to di Cop­pa Amer­i­ca (ha vin­to le ultime tre edi­zioni del­la rega­ta). Come dire, il tas­so di classe di Celon ha fun­zion­a­to come anti­do­to al divorzio, che ha pri­va­to gli elveti­ci del più forte tim­o­niere del mon­do. «Non c’è tem­po per annoiar­si anche per­ché si lavo­ra sodo tut­to il giorno», spie­ga Cic­cio Celon, «tra allena­men­ti, breaf­ing cioè riu­nioni oper­a­tive, preparazione delle barche, sposta­men­ti da un pos­to all’altro dove si gareg­gia i mesi volano. Ogni tan­to però pos­so tornare a casa, a Tor­ri da mia moglie e i miei figli. Allo­ra mi pren­do delle pause salu­tari e per un po’ andi­amo tut­ti in mon­tagna. Per noi di Alinghi vin­cere è un obbli­go; siamo l’equipaggio e la bar­ca da bat­tere e tut­ti con­tro di noi vogliono esprimere il meglio. Andan­do avan­ti però sarà sem­pre più dura; i nos­tri avver­sari sono sem­pre più allenati e bravi e tra poco, la mag­gior parte di loro, dis­porrà di barche nuove di zec­ca». Ma la pre­sen­za di velisti garde­sani di spon­da veronese inter­es­sa anche i tre con­sorzi ital­iani pre­sen­ti in ques­ta edi­zione del­la Cop­pa delle cen­to ghi­nee: + 39, Mas­cal­zone Lati­no e Luna Rossa. E pro­prio + 39, che ha come skip­per Luca Devoti, l’olimpionico veronese che ai Giochi di Syd­ney del 2000 ha con­quis­ta­to l’argento con il Finn, è sta­ta la riv­e­lazione delle regate match race di Mal­moe. + 39, che fa capo al orga­niz­za­tore del­la , ha con­quis­ta­to il ses­to pos­to in grad­u­a­to­ria gen­erale pur gareg­gian­do con un vec­chio scafo dell’America’s Cup del 2000. La bar­ca però è sta­ta riv­ista e cor­ret­ta da “Cav­al­lo Paz­zo” Devoti, che non è solo capo dell’equipaggio, a ter­ra, ma una specie di reg­ista, che sovrin­tende e coor­di­na anche la parte prog­et­tuale di scafo, vele e attrez­zatu­ra, oltre al team. + 39 è rius­ci­to a bat­tere i for­tis­si­mi neoze­landesi di Emi­rates New Zealand e a con­quistare la ses­ta posizione in grad­u­a­to­ria gen­erale, solo due pun­ti dietro Luna Rossa, quar­ta alle spalle degli svizzeri di Alinghi, degli amer­i­cani Bmw Ora­cle Rac­ing e degli All black di Emi­rates Team New Zealand. «Quan­do i ragazzi di + 39 sono rius­ci­ti qui a Mal­moe a bat­tere i neoze­landesi ho prova­to un’emozione sim­i­le a quan­do sono sal­i­to sul sec­on­do gradi­no del podio olimpi­co a Syd­ney», con­fes­sa Devoti, «dietro a ques­ta espe­rien­za ci sono quel­la medaglia, oltre all’oro vin­to da Iain Per­cy, l’attuale tim­o­niere di + 39, la grin­ta di Ian Walk­er il nos­tro nuo­vo tat­ti­co, il lavoro di Rafa Tru­jil­lo alle vele, di Rizzi e Scher­rer, di Gan­ga Bruni, di tut­ti gli altri, dai mec­ca­ni­ci ai cuochi, da Edo a Igor, da Cris­t­ian a Miche­li­no. Adesso spe­ri­amo nel­la nuo­va bar­ca. Qui si è vis­to un grande equipag­gio. In pri­mav­era nav­igher­e­mo con il nuo­vo scafo. La scelta di velisti prove­ni­en­ti dalle clas­si olimpiche, con la mia stes­sa tes­ta e preparazione, ci sta dan­do ragione». Su Mas­cal­zone Lati­no c’è Daniele “Dede” De Luca, fratel­lo del­lo scom­par­so Clau­dio, e di Mas­si­mo che con lui rega­ta nel­la classe Maxi con Our Dream. “Dede”, il suo ruo­lo su Mas­cal­zone è quel­lo di trim­mer, in Cop­pa Amer­i­ca è sta­to svez­za­to da Flavio Scala di Por­to di Bren­zone, grande tim­o­niere di Star e 12 Metri S.I., ma anche di Lib­era, Maxi e gran­di barche d’epoca, che lo ave­va por­ta­to assieme a un gio­vanis­si­mo Celon su Italia nel­la Cop­pa Amer­i­ca del 1987, che si dis­putò a Free­man­tle (Aus­tralia). «Qui c’è molto da lavo­rare e molto da impara­re», rac­con­ta Dede De Luca, «ques­ta espe­rien­za per un velista è il mas­si­mo. Pro­fes­sion­al­mente la Cop­pa Amer­i­ca è una inesauri­bile miniera pro­prio per­ché ti dà la pos­si­bil­ità di mis­urar­ti con i migliori. Ma non solo sot­to il pro­fi­lo sporti­vo, ma anche per quan­do riguar­da i mate­ri­ali, la tec­nolo­gia, le soluzioni prog­et­tuali, la ges­tione logis­ti­ca del team». Manuel Mod­e­na di Castel­let­to di Bren­zone, cug­i­no di Luca, con il quale ha vin­to tra l’altro un tito­lo europeo Asso 99 oltre a un ital­iano 49Er e il tri­col­ore sem­pre con gli Asso 99, è nell’equipaggio di Pra­da Luna Rossa. Pra­da è sta­to il pri­mo con­sorzio ad alle­stire la base oper­a­ti­va nel por­to di Valen­cia, anche pri­ma di Alinghi, e prati­ca­mente dal­la fine Cop­pa del 2003 ha con­tin­u­a­to a lavo­rare sen­za clam­ori : «La mia avven­tu­ra con Pra­da è inizia­ta subito dopo il cam­pi­ona­to mon­di­ale 49ER 2003. In qua­si due anni di lavoro abbi­amo effet­tua­to un’infinità di test. È servi­to ai nos­tri tec­ni­ci e prog­et­tisti per rac­cogliere i dati di rap­por­tati alle con­dizioni del­la baia di Valen­cia. Su ques­ta base si svilup­pano i prog­et­ti per le nuove barche. Sono entra­to a far parte del team Pra­da dopo che Michele Ival­di, nav­i­ga­tore su Luna Rossa, mi ha vis­to all’opera su Clan des Team in occa­sione del Gor­la e del­la Cen­tomiglia del 2003, che abbi­amo vin­to gareg­gian­do assieme. Il grup­po di Pra­da Luna Rossa è inter­nazionale: su 40 velisti gli ital­iani sono 12; tra le nazioni più rap­p­re­sen­tate c’è l’Australia che è la patria del tim­o­niere James Spith­ill». Mod­e­na si occu­pa del­la rego­lazione del­la ran­da, «Sono anche strate­ga», spie­ga, «pun­ti­amo ad affinare una mis­cela tra per­sone d’esperienza che han­no alle spalle diverse edi­zioni di Cop­pa Amer­i­ca e per­sone moti­vate che proven­gono da altre espe­rien­ze ago­nis­tiche. Per quan­to mi riguar­da ques­ta è una grande oppor­tu­nità. Cer­to non è facile adat­tar­si ai rit­mi e alle regole di questo ambi­ente, però il bagaglio di espe­rien­za che si acqui­sisce è enorme».