Gli operatori in difficoltà: «La nuova autoscala non entra dalla porta della nostra caserma...»

I Vigili del Fuoco stanno stretti e il Comune studia le soluzioni

29/04/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Le orga­niz­zazioni sin­da­cali Cgil-Cisl-Rdb dei Vig­ili del fuo­co inter­ven­gono per sol­lecitare la soluzione del­la ques­tione-caser­ma a Salò. Quel­la di via Tur­ri­ni, vici­no al vec­chio cam­po sporti­vo, è inadegua­ta alle neces­sità. Spazi ristret­ti, dif­fi­coltà ad accedere con i mezzi, insom­ma non è pro­prio l’ideale. Così i pom­pieri (alcu­ni pro­fes­sion­isti, altri volon­tari) fan­no fat­i­ca a svol­gere profi­cua­mente il loro lavoro. Nei giorni scor­si da Bres­cia era sta­ta spedi­ta un’autoscala Magirus, val­ore un mil­iar­do di vec­chie lire. «Abbi­amo abbat­tuto una parete del capan­none — han­no det­to i pom­pieri -, ma entrare e uscire è un dis­as­tro. La super­fi­cie lim­i­ta­ta del­la nos­tra sede e la ester­na ci costringono (con ram­mari­co) a rin­un­cia­re all’autoscala». Il coman­dante provin­ciale Bruno Nicolel­la ha promes­so che ne man­derà una più pic­co­la (e di sec­on­da mano). «Il par­co automezzi com­pren­de­va due autopompe-ser­ba­toio, un’autobotte-pompa, un polisoc­cor­so, due fuoristra­da, un gom­mone e una imbar­cazione a motore da dieci metri — spie­ga il comu­ni­ca­to dei sin­da­cati-. A inte­grazione, ecco l’autoscala. Ma la strut­tura di pro­pri­età del comune, che ospi­ta il dis­tac­ca­men­to, è ormai fatis­cente». «Con ques­ta nuo­va asseg­nazione diven­ta ulte­ri­or­mente più dif­fi­cile manovrare per uscire in soc­cor­so. Inoltre lo spazio si è ridot­to notevol­mente. Abbi­amo per­tan­to invi­ta­to il sin­da­co e il coman­dante provin­ciale a trovare una soluzione. La stes­sa è già sta­ta indi­vid­u­a­ta». A det­ta di Omar Zam­boni, il por­tav­oce incar­i­ca­to da Nicolel­la di fare da tramite, l’assessore munic­i­pale ai lavori pub­bli­ci, Bernar­do Berar­dinel­li, ha local­iz­za­to un’area sul­la statale 45 bis, in posizione strate­gi­ca. Venden­do la strut­tura attuale, col rica­va­to (e con una robus­ta aggiun­ta di quat­tri­ni) sarebbe pos­si­bile real­iz­zare una caser­ma adegua­ta alle neces­sità. «Da parte del comune — ha assi­cu­ra­to il sin­da­co Gian­pietro Cipani — c’è la disponi­bil­ità a risol­vere il prob­le­ma. Dob­bi­amo però con­frontar­la con la realtà dei , che han­no inau­gu­ra­to la nuo­va sede a Cunet­tone, e stu­di­are le oppor­tune sin­ergie. In ogni caso bisogna met­ter­si a un tavo­lo, e ragionare». Alle parole del sin­da­co, Nicolel­la aggiunge: «E’ indis­pens­abile lavo­rare assieme su un prog­et­to con­di­vis­i­bile, per indi­vid­uare la stra­da da per­cor­rere». «Il ter­ri­to­rio del Gar­da occi­den­tale (il tri­an­go­lo Limone-Sirmione-Bres­cia) è cop­er­to in modo uni­forme dai vari dis­tac­ca­men­ti — pros­eguono le orga­niz­zazioni con­fed­er­ali-. A Salò oper­a­no vig­ili del fuo­co di pro­fes­sione, sup­por­t­ati dal con­trib­u­to di cir­ca 15 volon­tari. Poi ci sono i dis­tac­ca­men­ti di Mon­tichiari, Cas­tiglione delle Stiviere (entram­bi con per­ma­nen­ti), Desen­zano, Vestone e Lumez­zane (fun­zio­nano con i volon­tari), con­tor­nati dal­la pre­sen­za del­la cen­trale di Bres­cia». zTale cap­il­lar­ità è nei para­metri pre­visti dal prog­et­to del Min­is­tero dell’Interno denom­i­na­to “l’Italia in 20 minu­ti”. Inoltre è recente l’intenzione di Roma di assumere altri 500 vig­ili del fuo­co, tra cui gio­vani del­la nos­tra provin­cia. I quali, oltre ad avere un pos­to di lavoro, oggi sem­pre più impor­tante per guardare al futuro con seren­ità, porter­an­no il loro con­trib­u­to pro­fes­sion­ale al soc­cor­so tec­ni­co urgente, com­pi­to isti­tuzionale del­lo Sta­to, che non va las­ci­a­to all’improvvisazione e all’estemporaneità. Uni­to, infat­ti, a con­ti­nu­ità, espe­rien­za e for­mazione, con­sente di ren­dere un servizio effi­ciente e com­pe­tente, come da sem­pre è in gra­do di dare alla popo­lazione il Cor­po nazionale dei vig­ili del fuoco».

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