Una quindicina di produttori hanno visitato la zona del Bordeaux, in Francia, dal Medioevo simbolo della coltura della vite. Il segreto? Grande densità di piante ed elevata redditività

I vignaioli della Valtenesi nella «capitale del vino»

20/04/2002 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Valtenesi

Un viag­gio di istruzione in Fran­cia, nelle terre del Bor­deaux. Lo han­no com­pi­u­to una quindic­i­na di vig­naioli del­la Valte­n­e­si, gui­dati all’enol­o­go salo­di­ano Giuseppe Piot­ti. «Nelle varie zone (Pes­sac, Sauternes, Graves, Saint Emil­ion, Fron­sac, Pauil­lac, Moulis) abbi­amo vis­i­ta­to una grande can­ti­na, una media da 10–15 ettari e una pic­co­la — spie­ga Piot­ti -. Siamo andati Chateau Haut Brion, Bron­delle, Haut Berg­eron, Toinet Fom­brauge, Haut Lar­iveau, La Grave, Lynch Bages, Anthon­ic e Lafite Roth­schild». Quest’ul­ti­mo vigne­to è di pro­pri­età (in parte) del­la famiglia Agnel­li, per via di Marel­la Carac­ci­o­lo, moglie del­l’Avvo­ca­to. In can­ti­na ci sono bot­tiglie antichissime, alcune di 230 anni fa, uti­liz­zate per pranzi spe­ciali (il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca, la visi­ta di un capo di Sta­to) o des­ti­nate a collezioni pri­vate (ric­chi indus­tri­ali, man­ag­er, min­istri). Ogni 25 anni ven­gono stap­pate e rab­boc­cate. «Il loro cli­ma — aggiunge l’enol­o­go — è meno favorev­ole del nos­tro, tan­to che là otten­gono poca uva per ogni pianta. Han­no però una den­sità di 10 mila piante per ettaro, con­tro le 3 mila del­la Valte­n­e­si. La red­di­tiv­ità, però, è molto alta. Tan­to per dire: una famiglia del­la zona del Bor­deaux riesce a vivere con quat­tro ettari di vigne­to, cosa da noi impens­abile». Il grup­po garde­sano, che in pas­sato ave­va vis­i­ta­to la Bor­gogna, lo Chablis e la Cham­pagne, è rimas­to col­pi­to non tan­to dai meto­di di lavo­razione o di vinifi­cazione, ma dal­l’or­ga­niz­zazione. Gli enti creati dai con­ta­di­ni effet­tuano anal­isi dei ter­reni, selezione dei cloni, stu­dio delle tec­niche pro­dut­tive. Sette lab­o­ra­tori dis­tribuiti in varie local­ità stu­di­ano la qual­ità dei tap­pi e dei vini, sper­i­men­tano, orga­niz­zano cor­si di infor­mazione e aggior­na­men­to, indi­cano soluzioni per lo smal­ti­men­to delle acque reflue, ecc. Pren­dete il caso del­la flavescen­za dora­ta, una sor­ta di virus che fa morire la vite in due anni. E’ dif­fu­so da una cicali­na che salta da una foglia all’al­tra, come la zan­zara del­la malar­ia. Da noi la soluzione del prob­le­ma è affi­da­ta alla buona volon­tà del sin­go­lo. In Fran­cia no. Appe­na scat­ta l’al­larme, la legge obbli­ga all’e­spianto imme­di­a­to. Inoltre tut­ti i con­ta­di­ni del­la zona devono effet­tuare il trat­ta­men­to di inset­ti­ci­di entro 48 ore, altri­men­ti rischi­ano la denun­cia penale e sanzioni ammin­is­tra­tive. Nel cor­so del­la set­ti­mana i valte­n­esi­ni sono andati a vis­itare anche una fab­bri­ca di bar­rique, le bot­ti di rovere da 225 litri, alcune enoteche, la Cam­era del­l’a­gri­coltura del­la Giron­da, il chiostro dei Corde­liers. Bor­deaux è diven­ta­ta la cap­i­tale del com­mer­cio del già nel Medio­e­vo, sia per la posizione strate­gi­ca (pote­va con­trol­lare la cir­co­lazione flu­viale su Giron­da, Dor­dogna e Garon­na), sia per i priv­i­le­gi ottenu­ti dagli ingle­si che, durante la dom­i­nazione dal XII al XIV sec­o­lo, com­in­cia­rono ad apprez­zarne la qual­ità. Nonos­tante guerre, carestie e riv­o­luzioni, le navi han­no con­tin­u­a­to a portare casse di bot­tiglie oltre Man­i­ca e nelle cit­tà tedesche e scan­di­nave. Il cap­ola­voro di «mar­ket­ing» si com­pì nel 1855, quan­do l’im­per­a­tore Napoleone III incar­icò il sin­da­ca­to degli agen­ti del vino di Bor­deaux di sti­lare la clas­si­fi­ca dei gran­di crus. L’op­er­azione ha con­fer­i­to pres­ti­gio all’in­tero ter­ri­to­rio, tan­to che la grad­u­a­to­ria è diven­ta­ta una pietra di paragone costante. Nel Medoc, ad esem­pio, al pri­mo pos­to ci sono i crus Lafite Roth­schild, Latour, Mar­gaut, Haut Brion e Mou­ton Roth­schild; nel Barsac e Sauternes, lo Yquem; a S.Emilion, l’Au­sone e il Cheval Blanc, e così via.

Parole chiave: