Un «dream team» della politica e delle istituzioni arriverà domenica mattina a Salò per visitare il costruendo Museo della città (o palazzo della cultura), che sta sorgendo sulle ceneri dell’ex convento seicentesco dei padri Somaschi, in via Brunati.

I «vip» della politicaper il museo della città

27/11/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Ci saran­no Maris­tel­la Gelmi­ni, desen­zanese e min­istro alla Pub­bli­ca istruzione, San­dro Bon­di, il min­istro ai Beni cul­tur­ali (ha una casa a Gar­done Riv­iera ed è mar­i­to del­la pre­side del Liceo Fer­mi), il Sot­toseg­re­tario agli Esteri Alfre­do Man­ti­ca (di Gar­done Riv­iera), il Prefet­to di Bres­cia Pao­lo Tron­ca, il neo­pres­i­dente del Vit­to­ri­ale . E con loro altri illus­tri ospiti.Il grup­po, invi­ta­to dal sin­da­co Giampiero Cipani, si ritro­verà nel palaz­zo comu­nale alle 10.30. Poi si recherà sul luo­go dei lavori, che dovreb­bero essere ulti­mati entro la primavera.[FIRMA]IL MUSEO, che dovrebbe essere ulti­ma­to per il prossi­mo mese di aprile, avrà uno spazio di 1.700 metri qua­drati. Sorg­erà nell’ex chiesa di San­ta Giusti­na, il cui cam­panile ospi­ta­va l’osservatorio meteo e la stazione sis­mi­ca Pio Bet­toni, e negli spazi attorno al chiostro inter­no, arric­chi­to da colonne mar­moree, che in futuro potrebbe ospitare con­cer­ti ed even­ti cul­tur­ali. Il per­cor­so è sta­to stu­di­a­to insieme ad asso­ci­azioni e isti­tuzioni cul­tur­ali locali, con la super­vi­sione di Flavio Casali, per rac­cogliere idee sull’utilizzo degli spazi espos­i­tivi, che con­sen­ti­ran­no di riper­cor­rere la sto­ria del­la cittadina.UNA SEZIONE sarà ded­i­ca­ta all’archeologia, con i reper­ti rin­venu­ti nel­la necrop­oli del Lugone; un’altra al Medio­e­vo e al Rinasci­men­to. E anco­ra: i locali del­la liu­te­ria, con la ricostruzione del­la bot­te­ga di Gas­paro, l’inventore del vio­li­no; i reper­ti dall’Unità alla Sec­on­da guer­ra mon­di­ale; i doc­u­men­ti del­la Repub­bli­ca di Salò; i dis­eg­ni del­la Rac­col­ta civica.Un pez­zo» prezioso sarà il con­tra­b­bas­so fir­ma­to da Gas­paro nel 1590, ven­du­to nell’86 per 270 mila euro all’imprenditore Gian­car­lo Bion­do, che lo ha dato in comoda­to al munici­pio per ven­ti anni.