Sarà il primo rosso del Veneto a fregiarsi della denominazione. Consorzio di tutela e produttori puntano ad essere sul mercato nel novembre 2002

I viticoltori sono pronti per la docg

09/02/2001 in Avvenimenti
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

È ormai accer­ta­to, il sarà il pri­mo rosso del­la a fre­gia­r­si del­la docg. Anche se la paro­la defin­i­ti­va spet­ta al Comi­ta­to nazionale vini, che dis­cuterà la richi­es­ta nel­la riu­nione romana di giovedì prossi­mo 15 feb­braio, è fuori di dub­bio che la doman­da avan­za­ta dai pro­dut­tori tramite il Con­sorzio tutela ver­rà accol­ta, trat­tan­dosi di un organo riconosci­u­to dal min­is­tero quale gestore del­la denom­i­nazione d’origine del rel­a­ti­vo vino. A mag­gior ragione per­ché nel cor­so dell’audizione pub­bli­ca dei giorni scor­si sono state approvate le mod­i­fiche pro­poste con­giun­ta­mente da pro­dut­tori, vini­fi­ca­tori e imbot­tiglia­tori. Con l’aggiunta del­la denom­i­nazione di orig­ine con­trol­la­ta del­la «g», sinon­i­mo di garanzia, il Bar­dolino supe­ri­ore assi­cu­ra quel­la dif­feren­za di par­ti­co­lare pre­gio alla quale i pro­dut­tori pun­ta­vano da tem­po, con un prog­et­to di ottimiz­zazione del­la viti­coltura. Trovan­dosi in un’area alta­mente voca­ta, il Con­sorzio e i viti­coltori han­no incen­ti­va­to il rin­no­va­men­to dei vit­ig­ni con cloni di Corv­ina e Rondinel­la, meno pro­dut­tivi, infit­ten­do la vigna. In questo modo la qual­ità si for­ma diret­ta­mente nel grap­po­lo, con mas­si­ma con­cen­trazione e matu­rità dell’uva, otte­nen­do così quel Bar­dolino supe­ri­ore che già con la prossi­ma sarà meritev­ole del­la docg e quin­di sul mer­ca­to dal novem­bre 2002. Si trat­terà quin­di di un vino pun­ta di dia­mante per tut­to il Bar­dolino, che per­me­t­terà di fron­teggia­re la polit­i­ca dei prezzi sui mer­cati stranieri con un prodot­to di alta per­son­al­ità. Un prog­et­to quel­lo di un grande vino, che nasce nel vigne­to, nelle zone tradizional­mente riconosciute come molto vocate, dove la resa uva ad ettaro pas­sa da 130 a 90 quin­tali con una riduzione quin­di del 40 per cen­to del­la pro­duzione; dove le viti per ettaro si infit­tis­cono, pas­san­do dalle tradizion­ali 3000 a oltre 5000 e diminuisce così la pro­duzione di ogni pianta e la vendem­mia avviene ad uva più matu­ra. Questo proces­so por­ta ad ottenere un vino rosso impor­tante per cor­po e col­ore, di grande carat­tere, con un con­tenu­to alcol­i­co di 12 gra­di rag­giun­to già sul­la pianta e quin­di sen­za bisog­no di ricor­rere ai con­cen­trati. L’operazione del Bar­dolino supe­ri­ore docg è sta­ta gesti­ta dal Con­sorzio attra­ver­so un’azione di autodis­ci­plina dei soci, avvi­a­ta anco­ra nel 1999: in quel­la data il con­sorzio di tutela del Bar­dolino, inter­prete del­la volon­tà di tut­ti col­oro che uti­liz­zano la doc, ha pre­sen­ta­to le due domande di mod­i­fi­ca al dis­ci­pli­nare di pro­duzione, per l’inserimento di nuovi vit­ig­ni (Corvi­none, Marzemi­no, Caber­net-Sauvi­gnon e Mer­lot) e per il riconosci­men­to del­la docg. «Da quel momen­to è par­ti­ta la ricer­ca stor­i­ca e tec­ni­co qual­i­ta­ti­va», pre­cisa il diret­tore del con­sorzio Giulio Liut che giovedì prossi­mo sarà a Roma per la dis­cus­sione in seno al comi­ta­to nazionale, «per avval­o­rare le domande e riconoscere il par­ti­co­lare pre­gio del val­ore gus­ta­ti­vo del Bar­dolino». Ques­ta azione ha vis­to l’intervento di una com­mis­sione min­is­te­ri­ale che ha provve­du­to a prel­e­vare i cam­pi­oni; la Regione quin­di si è mossa per dare il parere favorev­ole alle mod­i­fiche del dis­ci­pli­nare di pro­duzione del vino. Ulti­mo atto di ques­ta cate­na di inter­ven­ti è pro­prio l’audizione pub­bli­ca, con­vo­ca­ta dal Comi­ta­to nazionale dei vini doc anco­ra alla fine di gen­naio scor­so, nel cor­so del­la quale sono state approvate le domande approtan­dovi soltan­to alcune mod­este modifiche.

Parole chiave: -