Chincarini non accetta di pagare per il presepe quando interi immobili pubblici non saldano il dovuto. Provocazione del sindaco: «Pronti a far partire l’iter per la riscossione»

Ici, controlli sulle ville regionali

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Gli uffi­ci comu­nali sono al lavoro per una serie di con­trol­li incro­ciati sug­li edi­fi­ci di pro­pri­età del­la Regione e del­lo Sta­to, quest’ultimo in par­ti­co­lare attra­ver­so l’agenzia del Demanio. L’obiettivo è quel­lo di ver­i­fi­care se su questi sta­bili sia sta­ta paga­ta l’Ici da parte dei pro­pri­etari: risul­tano, infat­ti, rego­lar­mente pagati dagli inquili­ni che li abi­tano sia la tas­sa rifiu­ti che il con­sumo dell’acqua. «È una situ­azione anom­ala», com­men­ta il sin­da­co , «del­la quale abbi­amo deciso di provare a capire le ragioni. Al momen­to sti­amo ver­i­f­i­can­do quan­to avvenu­to negli ulti­mi cinque anni. Se, come pare, si con­fer­merà che l’Ici non è sta­ta paga­ta, il Comune darà avvio alla pro­ce­du­ra che si adot­ta in questi casi: pri­ma sarà sped­i­to al pro­pri­etario dell’immobile l’avviso con il quale si con­cede tem­po per pro­durre le prove dell’avvenuto ver­sa­men­to, dopodiché par­ti­ran­no i bol­let­ti­ni per riscuotere il dovu­to». Il sin­da­co non si nasconde dietro improb­a­bili par­aven­ti per spie­gare la manovra. «Tut­to nasce da quest’ultima richi­es­ta al Comune di pagare 130 euro per lo spazio sub­ac­queo occu­pa­to dal del Canale di mez­zo. Un’autentica ver­gogna. D’altra parte la Regione fa pagare tut­to lo spazio: anche l’ ver­sa un cospic­uo canone per l’occupazione del suo­lo sub­ac­queo dove è inter­rat­to il col­let­tore. Par­liamo di decine di migli­a­ia di euro, che ovvi­a­mente inci­dono anche sulle tasche dei cit­ta­di­ni per la quo­ta che ogni Comune ver­sa alla stes­sa Ags». «Non nego per­tan­to», sot­to­lin­ea Chin­car­i­ni, «la valen­za anche provo­ca­to­ria del­la nos­tra deci­sione; a questo pun­to, però, occorre fare qual­cosa per atti­rare l’attenzione non tan­to sul paga­men­to per il pre­sepe, quan­to sulle evi­den­ti con­trad­dizioni pre­sen­ti nel rap­por­to tra il Comune e la Regione e lo Sta­to». Il sin­da­co di Peschiera ritor­na sul prob­le­ma di comu­ni­cazione. «Spes­so siamo in atte­sa di risposte da Venezia e anche da Roma, che non arrivano. Anche nel caso delle tre ville con tan­to di gia­rdi­no sul lun­go­la­go Garibal­di, un tem­po usate come allog­gi di servizio e ora abi­tati da dipen­den­ti sen­za par­ti­co­lari motivi che spiegh­i­no la loro res­i­den­za qui: per uno di questi sta­bili ave­va­mo pen­sato a una pos­si­bile des­ti­nazione come sede per la Croce Rossa e la , che han­no bisog­no di spazio per i loro mezzi». «I dis­cor­si aper­ti con la Regione, pro­pri­etaria dell’edificio, cre­do siano rimasti sul tavo­lo di qualche fun­zionario», pros­egue Chin­car­i­ni, «vis­to che non c’è sta­to segui­to alle parole degli asses­sori com­pe­ten­ti. È di fronte a questo dis­in­ter­esse, che ricade poi sulle esi­gen­ze con­crete e quo­tid­i­ane di tut­ta la popo­lazione, che si rende nec­es­sario inter­venire con gesti anche provo­ca­tori, ma che forse ci pos­sono aiutare a riaprire qualche dibat­ti­to». Il sin­da­co pre­cisa che alla stes­sa val­u­tazione sono sot­to­poste tutte le costruzioni di pro­pri­età di enti e isti­tuzioni, dalle Fer­rovie del­lo Sta­to alle numerose caserme. «È evi­dente, però, che una cosa è il fine isti­tuzionale del­la caser­ma che, ad esem­pio, ospi­ta la Scuo­la di polizia; ben diver­so è il trovar­si di fronte ad edi­fi­ci che la Regione o lo Sta­to han­no affida­to in con­ces­sione a pri­vati e per i quali riscuotono canoni di locazione sen­za, però, ver­sare appun­to l’Ici ai Comu­ni di com­pe­ten­za». «Dici­amo che in tut­to questo non c’è nul­la di scan­daloso: sti­amo tut­ti rego­lar­iz­zan­do le rispet­tive con­ces­sioni; anche il nos­tro Comune», con­clude Chin­car­i­ni, «cer­ca, come gli altri, di diventare bra­vo e pun­tuale nell’esigerle».