Sulla Gardesana forse si apre uno spiraglio Cavalli: «Tratteremo»

Ieri a Trento una riunione sul futuro della strada

Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

L’incontro, tenu­tosi nel tar­do pomerig­gio di ieri alla Provin­cia di Tren­to sul­la situ­azione del­la Garde­sana tra Riva e Limone (chiusa in segui­to alla frana del 22 dicem­bre), con­sente di nutrire anco­ra qualche sper­an­za sul futuro del­la vicen­da. Una sper­an­za esile: qual­si­asi deci­sione sarà lega­ta anz­i­tut­to alle garanzie di sicurez­za che la dor­sale del monte Roc­chet­ta potrà offrire. Un aspet­to, questo, che vede i tren­ti­ni piut­tosto deter­mi­nati a non cedere spazio. Ma gli ammin­is­tra­tori bres­ciani pre­sen­ti all’incontro sono rius­ci­ti almeno a smuo­vere i col­leghi tren­ti­ni da una posizione lega­ta a un diniego, che fino a ieri pare­va intran­si­gente. Il pres­i­dente del­la Provin­cia, Alber­to Cav­al­li, era accom­pa­g­na­to dall’assessore in Bro­let­to , da Bruno Faus­ti­ni (Pres­i­dente del­la Comu­nità Mon­tana), da () e Bat­tista Mar­tinel­li (sin­da­co di Limone). Di liv­el­lo anche la rap­p­re­sen­tan­za trenti­na, con il pres­i­dente Delai, gli asses­sori Casagran­da, Grisen­ti e Moli­nari, oltre ai sin­daci di Tor­bole e Riva, su posizioni sim­ili a quelle bres­ciane. Il risul­ta­to prin­ci­pale (dopo due ore e mez­za di con­fron­to) con­siste nell’avere ottenu­to un tavo­lo di trat­ta­ti­va attorno alla ques­tione-Roc­chet­ta, che veda fac­cia a fac­cia tren­ti­ni e bres­ciani. «Con­cor­diamo con la costruzione del nuo­vo tun­nel — spie­ga il pres­i­dente Cav­al­li — per­ché risolverà defin­i­ti­va­mente la situ­azione in quel pun­to». I lavori potreb­bero iniziare a otto­bre di quest’anno, in anticipo sui tem­pi. La spe­sa di 75 mil­iar­di induce però Cav­al­li a una rif­les­sione: «Tra Anas, Provin­cia e Regione, pos­si­amo met­tere sul tap­peto 60 mil­iar­di. Non è poco, ma appare sem­pre più urgente uno sfor­zo stra­or­di­nario da parte del­lo Sta­to per fare fronte a un inves­ti­men­to di 300–350 mil­iar­di». Poche chance ven­gono accred­i­tate all’alternativa del servizio di trasporto del­la che «non sem­bra in gra­do di sop­perire all’assenza del­la ordi­nar­ia, oltre che per ragioni strut­turali quali il por­to di Riva o i natan­ti stes­si». L’interrogativo prin­ci­pale (sarà ria­per­ta la Garde­sana tra Limone e Riva?) res­ta in sospe­so. «Ci sono sta­ti mostrati stu­di dai quali risul­ta che i rischi in quel pun­to sono ril­e­van­ti e non ragionevoli — con­tin­ua Cav­al­li-: l’intero trat­to trenti­no è poten­zial­mente a ris­chio e non gius­ti­fi­ca l’apertura del­la stra­da. Noi abbi­amo soll­e­va­to, però, il prob­le­ma del ris­chio mor­tale che cor­rono anche le attiv­ità eco­nomiche: un ris­chio sia bres­ciano che trenti­no». In effet­ti, molti lavo­ra­tori rag­giun­gono la spon­da bres­ciana dal Trenti­no e sono parec­chi i grossisti tren­ti­ni che for­niscono l’Alto Gar­da bres­ciano di ogni genere di mer­ce. Un risul­ta­to, rib­adisce il pres­i­dente, con­siste pro­prio nell’avere ottenu­to «un con­fron­to tec­ni­co tra i rap­p­re­sen­tan­ti delle due comu­nità nel­la sper­an­za che si pos­sano indi­vid­uare forme e lavori che con­sen­tano la ria­per­tu­ra, mag­a­ri a sen­so uni­co alter­na­to, o tem­po­ranea, sospenden­dola nel­la sta­gione mor­ta». Prossi­ma mossa di Bres­cia? «Comu­ni­care entro pochi giorni a Tren­to il nome dell’accademico o del­la Soci­età che ci rap­p­re­sen­terà, in modo che dal­la com­mis­sione tec­ni­ca mista bres­ciana-trenti­na pos­sano uscire soluzioni».