Le spoglie di Sant’Ercolano hanno fatto ritorno a Campione. La traslazione (che ha un solo precedente nel 1956) è avvenuta ieri sera, quando un corteo di auto ha mosso da Maderno

Ieri sera la cerimonia Traslati a Campione i resti di S. Ercolano

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Di Luca Delpozzo
Simone Bottura

Le spoglie di Sant’Ercolano han­no fat­to ritorno a Cam­pi­one. La traslazione (che ha un solo prece­dente nel 1956) è avvenu­ta ieri sera, quan­do un cor­teo di auto ha mosso da Mader­no, dove sono cus­todi­ti i resti del dician­noves­i­mo vesco­vo di Bres­cia (che gli stori­ci col­lo­cano tra i SS. Cipri­ano ed Onofrio), alla vol­ta del­la frazione lacus­tre di Tremo­sine. Impos­si­bile sta­bilire gli anni dell’episcopato di Ercolano. Si può soltan­to affer­mare che si svolse nel VI sec­o­lo, prob­a­bil­mente poco dopo la metà. Cer­to è che dopo aver cop­er­to la car­i­ca vescov­ile di Bres­cia, Ercolano las­ciò gli onori del mon­do riti­ran­dosi a Cam­pi­one, dove morì in odore di san­tità. Doc­u­men­ti di varie epoche attribuis­cono al san­to mira­coli che gli valsero la mas­si­ma ven­er­azione dei garde­sani. Ercolano resti­tuì la vita a due mor­ti. La tradizione par­la di altri fat­ti stra­or­di­nari: uccel­li, ani­mali ter­restri e pesci accor­re­vano alla sua voce e si fer­ma­vano ad ascoltar­lo quan­do legge­va i sal­mi. «L’intento del­la stra­or­di­nar­ia cel­e­brazione — ha det­to il par­ro­co di Mader­no don Gian­fran­co Masch­er durante la mes­sa che ha pre­ce­du­to la traslazione — non è cer­to quel­lo di ali­menta­re il fol­clore, né di favorire il devozion­al­is­mo, ma quel­lo di rav­vi­vare la fede in Cristo, trasmes­sa dagli Apos­toli, pred­i­ca­ta e tes­ti­mo­ni­a­ta da Sant’Ercolano, ed autorevol­mente ripro­pos­ta nel nos­tro tem­po da Papa Gio­van­ni Pao­lo II e dall’attuale pas­tore del­la Chiesa bres­ciana, il vesco­vo Giulio San­guineti». Al ter­mine del­la fun­zione nel­la par­roc­chiale di Mader­no le reliquie di Sant’Ercolano, cus­todite in due involti di seta dam­as­ca­ta, sono state deposi­tate da don Ivo Pan­tegh­i­ni, cus­tode dioce­sano delle reliquie, in una nuo­va arca real­iz­za­ta su com­mis­sione del­la comu­nità par­roc­chiale mader­nese dal lab­o­ra­to­rio del dioce­sano di Bres­cia. Con i resti del san­to, nell’arca sono sta­ti posti la plac­chet­ta metal­li­ca già rin­venu­ta nell’urna durante la ric­og­nizione effet­tua­ta nel 1580 da San Car­lo Bor­romeo, il testo auto­grafo del vesco­vo di Bres­cia Gabrio Maria Nava depos­to nell’arca in occa­sione del­la ric­og­nizione del 1825 e il ver­bale del­la depo­sizione avvenu­ta ieri. Al ter­mine del­la cer­i­mo­nia reli­giosa un cor­teo di auto ha accom­pa­g­na­to la traslazione di Ercolano fino a Cam­pi­one. Oggi nel­la frazione tremosi­nese la pre­sen­za del San­to pro­tet­tore sarà cel­e­bra­ta con una mes­sa alle 20 con­cel­e­bra­ta da don Giuseppe Zac­chi e i sac­er­doti del­la zona. L’urna farà ritorno a Mader­no ven­erdì 11 agos­to con una pro­ces­sione di barche che pren­derà il largo alle 19.30, dopo la S. Mes­sa (ore 18) pre­siedu­ta dal vesco­vo Mons. San­guineti. Una par­ti­cel­la ossea di Ercolano resterà però a Cam­pi­one, con­ser­va­ta in un reli­quario.

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