Sanità & emergenza. Il reparto di terapia intensiva punto di riferimento con il pronto soccorso per il territorio Aperta alla clinica Pederzoli una rianimazione con cinque letti

Il 118 approda a Peschiera

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Ha appe­na aper­to il repar­to di ter­apia inten­si­va del­la casa di cura Ped­er­zoli: cinque posti let­to, con pri­mario il dot­tor Gian­nan­to­nio Car­ne­los, che pro­prio questo giovedì è sta­to inser­i­to a tut­ti gli effet­ti nel cir­cuito del 118. «Per la nos­tra strut­tura si trat­ta di un tra­guar­do impor­tante», dice il diret­tore san­i­tario Vito Bon­gio­van­ni, «che qual­i­fi­ca l’offerta san­i­taria incre­men­tan­do sia la tipolo­gia di inter­ven­ti che potran­no essere effet­tuati sia il tipo di pazi­en­ti sui quali si potrà inter­venire. Anche per gli atti chirur­gi­ci più sem­pli­ci ora che c’è una ter­apia inten­si­va a sup­por­to di tutte le fasi del post-oper­a­to­rio». «Un sup­por­to che, nat­u­ral­mente, vale altret­tan­to per le varie emer­gen­ze del ter­ri­to­rio, sem­pre in rap­por­to alle altre dis­ci­pline pre­sen­ti nel­la Ped­er­zoli; un ter­ri­to­rio che data la vocazione tur­is­ti­ca, pre­sen­ta una notev­ole mole di lavoro anche in questo sen­so», sot­to­lin­ea il diret­tore san­i­tario, «e ne sono tes­ti­mo­ni­an­za le cir­ca 25 mila prestazioni annue effet­tuate dal nos­tro pron­to soc­cor­so». «Con i col­leghi aneste­sisti e il per­son­ale infer­mieris­ti­co, gui­dati dal­la capos­ala Maria Mas­sagrande, abbi­amo inizia­to a lavo­rare si può dire già poche ore dopo l’inaugurazione», spie­ga il pri­mario dell’unità di ter­apia inten­si­va Car­ne­los, «il che con­fer­ma l’utilità e la valen­za di questo servizio; e sono orgoglioso di pot­er affer­mare che per il numero di posti disponi­bili siamo un’unità pic­co­la, ma la qual­ità delle attrez­za­ture e dell’assistenza offer­ta è di asso­lu­ta eccel­len­za. In questo va dato atto ai respon­s­abili di questo pre­sidio ospedaliero, di aver pen­sato ad acquistare il meglio nell’investimento fat­to per l’allestimento del repar­to». Un repar­to che, come ricor­da anco­ra il diret­tore san­i­tario Bon­gio­van­ni, «real­iz­za il mod­el­lo di cura grad­u­a­ta che è alla base dell’ospedalità mod­er­na, garan­ten­do la con­ti­nu­ità assis­ten­ziale anche nelle fasi più del­i­cate e il mas­si­mo liv­el­lo di sicurez­za per il paziente». «Qui arrivano, e han­no già inizia­to a far­lo», riprende il dot­tor Car­ne­los, «pazi­en­ti in fase post-oper­a­to­ria, da seguire per un tem­po che può vari­are da qualche ora ad alcu­ni giorni, e altri cosid­det­ti crit­i­ci attra­ver­so la rete del 118. Alla cen­trale del 118 comu­nicher­e­mo ogni mat­ti­na la disponi­bil­ità di let­ti che abbi­amo e dei quali uno è già pre­dis­pos­to per l’isolamento». «Oltre ai mon­i­tor che con­trol­lano i nos­tri cinque let­ti, ve ne è uno col­le­ga­to con i posti del­la car­di­olo­gia stru­men­tale, così pos­si­amo veg­liare anche noi su quei pazi­en­ti; inoltre un breve cor­ri­doio ci col­le­ga diret­ta­mente con l’angiografia car­di­o­log­i­ca, in modo da accel­er­are even­tu­ali tem­pi di inter­ven­to. Sen­za dub­bio ogni cosa può essere miglio­ra­ta, e col tem­po anche noi vedremo se e quali cor­ret­tivi ci saran­no da apportare; ma sono real­mente con­vin­to», sostiene il pri­mario Car­ne­los, «che sia sta­to fat­to un buon lavoro, pri­ma di tut­to a favore dei pazi­en­ti». L’interazione, oltre che con gli altri servizi, assume il suo sig­ni­fi­ca­to più alto nel­la rap­por­to con i col­leghi spe­cial­isti delle altre dis­ci­pline. «La col­lab­o­razione con le altre pro­fes­sion­al­ità oper­an­ti nel­la clin­i­ca», sot­to­lin­ea anco­ra il pri­mario, «è essen­ziale: una ter­apia inten­si­va deve calar­si nel­la realtà in cui agisce e legar­si a ques­ta per­ché il trat­ta­men­to dei suoi pazi­en­ti può aver bisog­no dell’apporto di tut­ti; allo stes­so tem­po, però, la ter­apia inten­si­va è quel val­ore aggiun­to in gra­do di creare qual­ità anche negli altri servizi. Questo repar­to ha, dunque, una valen­za anche cul­tur­ale che se sfrut­ta­ta adeguata­mente può con­tribuire a creare dial­o­go tra tut­ti e favorire gli scam­bi tra le pro­fes­sion­al­ità».