La mostra «Cheese» in Piemonte

Il Bagoss l’«oro» di Bagolino va in vetrina con i formaggi rari

23/09/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Mila Rovatti

Non pote­va man­care il bagoss, uno dei migliori (se non il migliore) prodot­ti bres­ciani, alla «Rasseg­na inter­nazionale del for­mag­gio di qual­ità» che si tiene in questi giorni nel­la cit­tà piemon­tese di Bra. La terza edi­zione di «Cheese» orga­niz­za­ta da Slow Food Arci gola, che intende ripetere il suc­ces­so delle pas­sate edi­zioni, ospi­ta quest’anno anche la per­la ali­menta­re di Bagoli­no, ottenu­ta esclu­si­va­mente nelle mal­ghe che sovras­tano il paese. E pro­prio in occa­sione di ques­ta edi­zione, Slow Food ha fat­to salire il bagoss sull’«Arca del gus­to», che ospi­ta già 42 prodot­ti da sal­va­guardare. Quest’anno, il tema cen­trale di «Cheese» è la pre­sen­za di tut­ti i for­mag­gi a denom­i­nazione d’origine pro­tet­ta dell’Unione euro­pea. Anche il bagoss è in atte­sa del mar­cio Dop, che potrebbe garan­tire la soprav­viven­za di un otti­mo prodot­to che rac­chi­ude in sé sto­ria e tradizione. Già in alcu­ni doc­u­men­ti risalen­ti al ’500, infat­ti, si par­la di questo for­mag­gio come preziosa mer­ce di scam­bio. A Bra Slow Food ha ded­i­ca­to molto spazio ai for­mag­gi a lat­te crudo, pre­sen­tan­do ai rap­p­re­sen­tan­ti dell’Unione euro­pea una rac­col­ta di firme lan­ci­a­ta in tut­to il mon­do nel set­tem­bre dell’anno scor­so pro­prio per la pro­tezione di questi ali­men­ti. E anche in ques­ta occa­sione, come al Salone del gus­to di Tori­no, sono tor­nati i pre­si­di dell’associazione ded­i­cati ai prodot­ti caseari a lat­te crudo: sono sta­ti allesti­ti nel­la cen­tralis­si­ma via Garibal­di. Per ognuno dei 30 for­mag­gi a ris­chio di estinzione è sta­to orga­niz­za­to uno stand per la degus­tazione e la ven­di­ta. E nat­u­ral­mente un pre­sidio è sta­to ris­er­va­to anche al tesoro di Bagoli­no. Un tesoro ormai imi­ta­to da numerose aziende indus­tri­ali. Per questo la qua­si total­ità dei pro­dut­tori si è orga­niz­za­ta nel­la coop­er­a­ti­va «Valle di Bagoli­no», che intende ottenere il mar­chio Dop con lo scopo di tute­lare gli inter­es­si degli all­e­va­tori e la speci­ficità del prodotto.