Successo di pubblico per la tradizionale rassegna legata alle realtà agricole, commerciali e artigianali del territorio

Il Baldo espone i suoi «gioielli»

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Di Luca Delpozzo
Antonella Traina

La Capri­no eco­nom­i­ca si è mes­sa in mostra per cinque giorni da ven­erdì 28 luglio a saba­to 5 agos­to. In quest’arco di tem­po si è svol­ta, infat­ti, anche quest’anno la tradizionale Fiera mon­te­bal­d­ina, mostra mer­ca­to dei prodot­ti dell’agricoltura, del com­mer­cio e dell’artigianato di Capri­no. Quel­la del 2000 è la 247esima edi­zione. «Una manifestazione,nata cir­ca tre sec­oli fa, ma le cui orig­i­ni risal­go­no al XII sec­o­lo che fa vedere la realtà pro­dut­ti­va del­la nos­tra zona», dice il sin­da­co Maria Tere­sa Girar­di. «All’inizio priv­i­le­gia­to era soprat­tut­to il set­tore agri­co­lo, poi suc­ces­si­va­mente si sono svilup­pati anche gli altri, indus­tria com­mer­cio e arti­giana­to». E con le trasfor­mazioni, con le esi­gen­ze det­tate dai cam­bi­a­men­ti dell’economia il Comune ha dovu­to sem­pre fare i con­ti. «Capri­no ha sem­pre fat­to da da aprip­ista, è sta­to il pri­mo a pas­sare da un’economia agri­co­la a quel­la indus­tri­ale, poi si è allarga­to al terziario e ai servizi. Pro­prio per questo suo ruo­lo di bat­tistra­da ha sem­pre subito per pri­mo l’impatto, a volte anche dif­fi­cile, dei pro­ces­si di cam­bi­a­men­to», con­tin­ua Girar­di. «Ora vivi­amo in una fase di tran­sizione, bas­ta pen­sare alle trasfor­mazioni subite da un set­tore come il com­mer­cio negli ulti­mi anni, dal negozio famil­iare al super­mar­ket fino agli iper­me­r­cati. Quel­lo che è nec­es­sario è trovare un’idea forte per lo svilup­po futuro». E la car­ta da gio­care, per il sin­da­co Maria Tere­sa Girar­di, è quel­la del tur­is­mo eco­com­pat­i­bile. «Abbi­amo un ter­ri­to­rio inte­gro dal pun­to di vista nat­u­ral­is­ti­co, ric­co di tes­ti­mo­ni­anze storiche e architet­toniche. Il è il nos­tro futuro con l’avvio di un vero e pro­prio sis­tema per poter­lo svilup­pare, che ovvi­a­mente, ten­ga con­to anche del­la realtà del lago. La Fiera è un momen­to di rif­les­sione sul ruo­lo che la nos­tra realtà avrà nel futuro e che non sig­nifi­ca perdi­ta, ma cam­bi­a­men­to». Il sin­da­co non con­di­vide l’opinione, ecces­si­va­mente allarmisti­ca, di chi affer­ma che Capri­no starebbe moren­do o avrebbe per­so delle oppor­tu­nità. «L’unico treno che abbi­amo per­so è il treni­no del­la Verona Capri­no che ormai non c’è più», ironiz­za. «Quan­to al resto i dati dimostra­no che la nos­tra è una realtà eco­nomi­ca­mente sol­i­da, rib­adis­co in cam­bi­a­men­to, ma tutt’altro che in crisi. Nel nos­tro comune non ci sono dis­oc­cu­pati, il tas­so di sco­lar­iz­zazione è alto e scar­so l’abbandono sco­las­ti­co. Prati­ca­mente tut­ti i cit­ta­di­ni vivono in case di pro­pri­età o pos­seg­gono un pez­zo di ter­ra o campi. Se un’azienda stor­i­ca come la Comet­ti ha chiu­so i bat­ten­ti abbi­amo già la richi­es­ta di inse­di­a­men­to da parte di altre aziende più pic­cole e forse più adeguate al nos­tro ter­ri­to­rio. Non mi sem­bra il ritrat­to di un paese sul­la via del­la deca­den­za, al con­trario sti­amo risal­en­do la chi­na rispet­to alla crisi e allo spopo­la­men­to che abbi­amo attra­ver­sato una deci­na d’anni fa». Antonel­la Traina

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