Inaugurato a Tredes Pin l’impianto di risalita «La Colma». Permetterà di trasportare 895 persone all’ora rispetto alle circa 330 del passato. Trentasei miliardi per ristrutturare tutta la funivia

Il Baldo ha la nuova sciovia

23/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Con­sul­to per la funi­via. Nel­la tar­da mat­ti­na­ta di ieri si sono dati appun­ta­men­to ai 1760 metri di Tre­des Pin, sede d’arrivo dell’impianto di risali­ta che col­le­ga il cen­tro dell’alto lago al monte , i soci del con­sorzio funi­co­lare e alcu­ni con­siglieri region­ali per illus­trare il prog­et­to di rifaci­men­to del­la Funi­via. L’occasione anche per inau­gu­rare uffi­cial­mente la nuo­va sciovia «La Col­ma», in gra­do di trasportare 895 per­sone all’ora rispet­to alle cir­ca 330 del pas­sato. Nel­la con­fortev­ole bai­ta dei For­ti gesti­ta con ama­bil­ità da Flo­ra Menot­ti han­no trova­to riparo il vice pres­i­dente regionale Ange­lo Fior­in, Raf­faele Baz­zoni, pres­i­dente del­la sec­on­da com­mis­sione con­sil­iare regionale trasporti, il pres­i­dente del­la Provin­cia Alear­do Mer­lin l’assessore Davide Fasoli e il pres­i­dente del­la Cam­era di com­mer­cio Mas­si­mo Fer­ro. A fare gli onori di casa il sin­da­co di Mal­ce­sine Giuseppe Lom­bar­di e l’intero con­siglio di ammin­is­trazione dell’Azienda trasporti funi­co­lare Mal­ce­sine — Monte Bal­do con in tes­ta il pres­i­dente Giuseppe Ven­turi­ni. Il «bal­zo» dalle sponde del Gar­da alle cime innevate del­la mon­tagna veronese, com­plice la vista moz­zafi­a­to sul lago, ha prodot­to ben­efi­ci influs­si a chi mag­a­ri non ave­va anco­ra ben chiara coscien­za del­la valen­za che riveste l’impianto di risali­ta per l’economia del Bal­do-Gar­da. È emer­sa per­tan­to la comune volon­tà di met­tere mano alla com­ple­ta ristrut­turazione del­la Funi­via per una spe­sa di cir­ca 36 mil­iar­di. A ques­ta cifra van­no aggiun­ti gli oneri per la costruzione delle nuove infra­strut­ture (stazione a valle e a monte) facen­do lievitare il cos­to del­l’in­tera oper­azione attorno a quo­ta 45 mil­iar­di. «Per real­iz­zare il tut­to man­cano anco­ra all’appello più di una deci­na di mil­iar­di», ha spie­ga­to Ven­turi­ni dopo aver ricorda­to che sen­za l’aiuto del­lo Sta­to non sarebbe sta­to pos­si­bile costru­ire la Funi­via la cui ges­tione in quar­an­t’an­ni non è costa­ta nem­meno una lira al set­tore pub­bli­co. «Ora la rispos­ta deve giun­gere dal­la Regione e non può essere neg­a­ti­va con­sid­er­a­to che la stes­sa Regione ha finanzi­a­to con cinque mil­iar­di l’impianto di Recoaro 2000 che ha carat­ter­is­tiche tec­niche e di pro­mozione eco­nom­i­ca e sociale ben infe­ri­ori alla all’impianto di Mal­ce­sine. Se vogliamo costru­ire il parcheg­gio sem­i­nter­ra­to di cir­ca 200 posti auto alla base del­la stazione a valle occorre avere in tem­pi ristret­ti risposte pre­cise da Venezia. I lavori di rifaci­men­to del­la funi­via e delle infra­strut­ture devono pro­cedere per ovvie ragioni di pari pas­so». «La forza dei vari enti che con­fluis­cono nel con­sorzio funi­co­lare (Provin­cia, Comune di Mal­ce­sine, Cam­era di com­mer­cio) rap­p­re­sen­ta un peso speci­fi­co di rilie­vo che sicu­ra­mente può facil­itare il nos­tro com­pi­to a Venezia», ha rispos­to Baz­zoni. «Dob­bi­amo coin­vol­gere in ques­ta oper­azione tut­ti i con­siglieri verone­si», ha rib­a­di­to Fior­in. In atte­sa di buone notizie è toc­ca­to all’ingeg­nere Mario Pedrot­ti, prog­et­tista dell’impianto, illus­trare come sarà la nuo­va funi­via che dovrà essere pronta entro il giug­no del 2002 con inizio dei lavori a par­tire da set­tem­bre. «Sarà sem­pre a bifu­ne del tipo va e vieni ma a diver­sa capac­ità di por­ta­ta. Si passerà dagli attuali 200 ai 600 passeg­geri all’o­ra gra­zie a due diver­si tipi di cab­ine. Nel pri­mo trat­to ver­ran­no uti­liz­zate le tradizion­ali vet­ture con por­ta­ta di 40 per­sone men­tre nel sec­on­do tron­co entr­eran­no in fun­zione le cab­ine rotan­ti con capien­za fino a ottan­ta unità. Un sis­tema che per­me­tte al passeg­gero durante la risali­ta di ammi­rare il pae­sag­gio a 360 gra­di gra­zie al lento movi­men­to rota­to­rio del­la base del­la cabina».

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