Il Bardolino “in rosa”: il 50% delle cantine della doc è diretta da una donna

21/02/2014 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

8 mar­zo, il Bar­dolino fes­teggia un pri­ma­to “in rosa”: il 50% delle can­tine del­la doc (undices­i­ma per dimen­sione in Italia e quar­ta nel Vene­to) ha come tito­lare o con­ti­to­lare una don­na

Una can­ti­na su tre nel­la doc del Bar­dolino è gesti­ta da una don­na. Se si con­sid­er­a­no i con­ti­to­lari, la per­centuale sale addirit­tura dal 33,3% al 50%. La pre­sen­za fem­minile nel­la gui­da delle aziende vini­cole del­la cos­ta ori­en­tale del lago di Gar­da è altissi­ma, ben oltre la media regionale vene­ta, che si attes­ta su un più modesto 24%. Se poi si pren­dono in esame i col­lab­o­ra­tori famil­iari, figu­ra essen­ziale nelle pic­cole e medie aziende del Bar­dolino, la metà sono donne: anche nelle can­tine a con­duzione maschile, dunque, il ruo­lo del­la don­na fon­da­men­tale. E, si badi, si par­la di un gigante eno­logi­co: con i suoi 30 mil­ioni di bot­tiglie, quel­la del Bar­dolino è la quar­ta zona vini­co­la del Vene­to dopo il sis­tema Pros­ec­co, la Valpo­li­cel­la e il Soave ed è l’undicesima in asso­lu­to in Italia.

I dati emer­gono da un’indagine di fil­iera svilup­pa­ta dal Con­sorzio di tutela del Bar­dolino. “Fin qui si pen­sa­va che la nos­tra fos­se una doc ‘in rosa’ soprat­tut­to per­ché abbi­amo con­quis­ta­to i pochi anni il ruo­lo di leader nel mon­do dei vini rosati ital­iani, gra­zie alla for­mi­da­bile asce­sa del nos­tro , pas­sato da 5 a 10 mil­ioni di bot­tiglie, ma ora c’è la net­ta evi­den­za di quan­to il col­ore rosa sia con­sono ad una denom­i­nazione che vede le donne così pro­fon­da­mente inserite nel tes­su­to pro­dut­ti­vo” dice il pres­i­dente del Con­sorzio del Bar­dolino, Gior­gio Tom­masi. E comunque, anche il con­sumo del rosé bar­do­linese è ques­tione fem­minile: i dati con­sor­tili par­lano chiaro e dicono che il 62,8% del Chiaret­to è acquis­ta­to pro­prio da donne. Donne che fan­no per le donne, insom­ma, nel caso del Bar­dolino Chiaret­to.

Tor­nan­do all’indagine di fil­iera del Bar­dolino, si ril­e­va che ben il 72,2% delle can­tine asso­ciate al Con­sorzio di tutela ha tra i suoi occu­pati almeno una don­na. Il 22,2% delle aziende ha in gen­erale più fem­mine che maschi tra gli occu­pati. Il 5,6% delle aziende è for­ma­to al 100% da donne. Le tito­lari d’azien­da sono soprat­tut­to donne adulte, ossia con un’età supe­ri­ore ai 40 anni: queste rap­p­re­sen­tano, infat­ti, il 91,7% di tutte le con­dut­tri­ci di can­tine del­la zona. La cat­e­go­ria degli imp­ie­gati è com­pos­ta esat­ta­mente per la metà da fem­mine, ma in questo caso si trat­ta per lo più di ragazze (il 60% delle occu­pate han­no meno di 40 anni).

Se poi il Bar­dolino e il Chiaret­to han­no incom­in­ci­a­to a primeg­gia­re anche nei con­cor­si eno­logi­ci e nelle guide, lo devono spes­so pro­prio alle pro­dut­tri­ci. Per esem­pio, tutte e tre le medaglie d’oro con­quis­tate dall’Italia all’ultimo Mon­di­al du Rosé, il cam­pi­ona­to del mon­do dei vini rosati orga­niz­za­to a Cannes dagli enolo­gi france­si, maestri nel set­tore, sono arrivate dalle ragazze del Chiaret­to: due medaglie per le sorelle Clau­dia e Giu­lia Benaz­zoli, l’altra medaglia alle sorelle Ele­na e Fed­er­i­ca Zeni, che sovrin­ten­dono all’azienda di famiglia con il fratel­lo. I “tre bic­chieri” del Gam­bero Rosso il Bar­dolino li deve a Matilde Pog­gi, tito­lare dell’azienda agri­co­la Le Fraghe e tra l’altro anche pres­i­dente del­la Fed­er­azione ital­iana dei vig­naioli indipen­den­ti. Ed è il Bar­dolino di Gio­van­na Tan­ti­ni ad aver ottenu­to quest’anno l’eccellenza del­la gui­da de L’Espresso.

Il pre­sente (e il futuro) del Bar­dolino è davvero rosa. E sarà domeni­ca 16 mar­zo, subito dopo la fes­ta del­la don­na, che a Lazise, sul­la riva veronese del Gar­da, sarà pos­si­bile incon­trare le donne del Bar­dolino: in pro­gram­ma c’è l’Anteprima dell’annata 2013 (180 vini in lib­era degus­tazione alla Dogana Vene­ta). www.ilbardolino.com

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