Bardolino è il nome di un celebre vino e, insieme, la designazione di un paese del lago di Garda nelle cui terre si produce uva da secoli.

Il Bardolino storia & riti

16/05/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

è il nome di un cele­bre e, insieme, la des­ig­nazione di un paese del nelle cui terre si pro­duce uva da sec­oli. La sto­ria di questo vino non può per­tan­to non essere lega­ta alle vicis­si­tu­di­ni degli abi­tan­ti del­la zona. E a «gio­care con i ricor­di e con i seg­ni del­la cul­tura in cui il vino Bar­dolino nasce» è , nel libro recen­te­mente dato alle stampe dall’editore Mor­gan­ti. Per­cor­ren­do il ter­ri­to­rio di pro­duzione del vino Bar­dolino e scriven­do come se rac­con­tasse di un ami­co «di cui ha segui­to la cresci­ta e il suc­ces­so» l’autore, gior­nal­ista pub­blicista e fidu­cia­rio di Slow food per il Gar­da veronese, ricostru­isce la sto­ria di uno tra i vini verone­si più amati e conosciu­ti. L’immagine di cop­er­ti­na del libro «Il Bar­dolino», pub­bli­cazione pre­sen­ta­ta di recente al ris­torante Garde­sana di Tor­ri, ripro­duce un cibo­rio lon­go­b­ar­do con tral­ci d’uva pre­sente nel­la chiesa di San Vito, di Cortelline di Bar­dolino. Un fram­men­to di sto­ria che tes­ti­mo­nia il bla­sone dell’albero genealogi­co di questo vino e dà lo spun­to all’autore di azzardare l’ipotesi che la zona di orig­ine del­la viti­coltura bena­cense, con­trari­a­mente ad altre autorevoli opin­ioni, abbia avu­to come epi­cen­tro le colline che incoro­nano Bar­dolino con la chiesa di San Vito col­lo­ca­ta là dove di recente sono sta­ti rin­venu­ti i resti di una . Nel rac­con­tare, «fil­trati dai ricor­di, i riti, i meto­di ed i cos­tu­mi del­la civiltà del vino, di ieri, di oggi e di domani», Peretti non tralas­cia il dibat­ti­to attuale cir­ca il vino ali­men­to, vino bevan­da, vino piacere e il suo val­ore salutista. Per i tur­isti di Bac­co il libro, ric­co d’immagini, ris­er­va molte belle pagine ded­i­cate ai beni ambi­en­tali e cul­tur­ali del­la zona di pro­duzione clas­si­ca, doc, sen­za dimen­ti­care i prodot­ti come pesce, tartu­fo, aspara­gi, pesche, miele, tortelli­ni. Una cor­sa alla scop­er­ta, seguen­do il pro­fu­mo del Bar­dolino, delle bellezze nat­u­rali e dei seg­ni dell’arte e del­la sto­ria. Ma anche delle feste sacre e dei riti pro­fani e la conoscen­za con il con­sorzio di tutela, con la con­fra­ter­ni­ta del Bar­dolino, con i musei, con la scuo­la alberghiera e le man­i­fes­tazioni. Nel libro anche l’illustrazione delle regole del gio­co per un cor­ret­to abbina­men­to cibo-vino e la descrizione, ripor­tan­done un iden­tik­it del­lo stile pro­dut­ti­vo e dell’atmosfera pro­pria, di oltre una quar­an­ti­na di aziende dei pro­dut­tori. Un elo­gio con­tin­uo al Bar­dolino? Non sem­pre. Il vol­ume inizia infat­ti con i cele­bri ver­si lati­ni di Cat­ul­lo Odi ed amo , che esp­ri­mono l’ambivalenza del poeta ver­so Les­bia e quel­li dell’autore ver­so il Bar­dolino. «Forse un po’ lo odio per­ché come la Les­bia di Cat­ul­lo, vuol trop­po piacere a tut­ti… ma poi lo amo… per­ché è il mio vino… un ami­co fedele».

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