Le festività iniziano nel segno della tradizione ma senza eccessi: si spera nel veglione Negozianti preoccupati a Desenzano e Sirmione: la gente non spende

Il basso Garda si consola a Capodanno

27/12/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Ven­dite sot­totono nei negozi, alberghi qua­si tut­ti chiusi e offer­ta gas­tro­nom­i­ca nei ris­toran­ti impronta­ta alla tradizione regionale. Traf­fi­co ordi­nario sulle strade prin­ci­pali del bas­so lago sen­za inci­den­ti di rilie­vo, tranne uno mor­tale avvenu­to a Lona­to di cui rife­ri­amo nelle pagine di cronaca. Lavoro di ordi­nar­ia ammin­is­trazione, infine, al Pron­to soc­cor­so di Desen­zano con una sola nota curiosa: parec­chie ragazze si sono riv­olte ai san­i­tari per far­si pre­scri­vere la «pil­lo­la del giorno dopo». Ques­ta, in sin­te­si, la del lun­go ponte natal­izio a Sirmione e Desen­zano dove, nonos­tante il cli­ma rigi­do e le tem­per­a­ture di qualche gra­do sot­to zero, i tur­isti non sono man­cati facen­do la gioia dei pochissi­mi alberghi rimasti aper­ti. Da mart­edì, comunque, è atte­sa la ria­per­tu­ra fino al giorno di di altri hotel per il tradizionale veg­lione. «Sono sta­ti molti i negozi aper­ti quest’an­no — pun­tu­al­iz­za il pres­i­dente dei com­mer­cianti sirmione­si, Raoul Negri -, purtrop­po il trend degli acquisti è in net­to calo: non conos­ci­amo anco­ra la per­centuale, però il risul­ta­to è neg­a­ti­vo. Dici­amo che i vis­i­ta­tori ave­vano mag­gior inter­esse per la passeg­gia­ta che non per le vetrine. «Gli alberghi aper­ti — pros­egue Negri — sono tut­ti pieni gra­zie anche alla con­comi­tante aper­tu­ra inver­nale di e del Cen­tro benessere delle Terme». I pochi ris­toran­ti aper­ti nel bas­so lago han­no rispet­ta­to pien­amente la tradizione natal­izia. Faraona o gal­li­na rip­i­ena, capret­to o agnel­lo al forno, panet­tone farci­to i piat­ti più richi­esti. Ma è comunque crisi anche in questo set­tore. Basti pen­sare che, rispet­to agli anni pas­sati, molti locali non han­no più ospi­ta­to cene per gli auguri azien­dali. Gli uni­ci seg­nali di ripresa ven­gono dal prossi­mo ponte di Capo­dan­no che vedono la nos­tra regione terza asso­lu­ta in Italia fra le più get­to­na­ta. Se il bel tem­po ter­rà, anche tra una set­ti­mana saran­no in molti a decider­si a trascor­rere la notte di San Sil­ve­stro sulle rive del Gar­da dove, val la pena ricor­dar­lo, si tro­va la più ele­va­ta con­cen­trazione di dis­coteche e locali di ten­den­za dopo la riv­iera romag­no­la. Natale tran­quil­lo anche per le . Ver­bali in bian­co per Polizia e , lo stes­so per i Vig­ili urbani delle due cit­ta­dine. Qualche lamentela è sta­ta rac­col­ta anche tra i com­mer­cianti di Desen­zano. «Nelle set­ti­mane prece­den­ti, ascoltan­do molti miei col­leghi — spie­ga Gigi Tremoli­ni, tito­lare di uno dei più noti locali del­la cit­tà e apparte­nente a una famiglia di com­mer­cianti con inter­es­si in altre attiv­ità — abbi­amo purtrop­po la certez­za di aver avu­to un calo del 20–25% nelle ven­dite rispet­to allo scor­so anno, sia nel­l’ab­biglia­men­to che nel­la ris­torazione e nei pub­bli­ci eser­cizi. Le cause? Sec­on­do noi, la scar­sità di parcheg­gi, la via­bil­ità non ordi­na­ta, la crisi eco­nom­i­ca gen­erale». Almeno il 60% degli alberghi di Desen­zano, sec­on­do una sti­ma fat­ta dal pres­i­dente del­la cat­e­go­ria, Save­rio Zil­iani, sono rimasti chiusi. Ne riapri­ran­no, però, molti la prossi­ma set­ti­mana. Tradizione cris­tiana rispet­ta­ta in pieno nelle chiese. Affol­lati il Duo­mo di S. Maria Mad­dale­na, San Zeno, quin­do la chiesa di S.Maria del­la Neve di Colom­bare e Lugana a Sirmione. Molti i vis­i­ta­tori ai pre­sepi dei Rogazion­isti e del Por­to Vec­chio (gal­leg­giante) allesti­to dagli «Ami­ci». E’ rimas­to invece solo un ricor­do quel­lo cele­ber­ri­mo di Riv­oltel­la, un pre­se­pio vivente con centi­na­ia di fig­u­ran­ti che in pas­sato tene­va ban­co nel­la frazione desenzanese.