Lo ha annunciato il sindaco Cipani: via il manufatto di piazza Vittoria. La biglietteria, costruita solo 4 anni fa, sarà abbattuta

Il «battistero» al capolinea

24/01/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Salò ver­rà raso al suo­lo “il bat­tis­tero”. Così tut­ti chia­mano la bigli­et­te­ria del­la , costru­i­ta nel­la pri­mav­era 2002. L’an­nun­cio lo ha dato il sin­da­co , durante il con­siglio comu­nale con­vo­ca­to per l’ap­provazione del bilan­cio pre­ven­ti­vo 2006. «E’ una delle cose più brutte che abbi­amo real­iz­za­to, non in sin­to­nia con la piaz­za, in stile veneziano. La demolire­mo, spo­stan­dola altrove Abbi­amo sbaglia­to, e rime­dier­e­mo — ha det­to Cipani, espo­nente di Forza Italia -. Non altret­tan­to potran­no fare i nos­tri pre­de­ces­sori (una stoc­ca­ta riv­ol­ta agli ammin­is­tra­tori di cen­tro sin­is­tra del pas­sato, ndr), che han­no autor­iz­za­to la costruzione del Park Hotel in viale Lan­di o del­la casa di riposo in local­ità Due Pini. Opere (brutte) che rimar­ran­no lì nei sec­oli». La nuo­va bigli­et­te­ria, a for­ma di ottagono, in rame e cristal­lo, assomiglia a un faro (per alcu­ni) o a un bat­tis­tero (per tan­ti altri). È sor­ta nel­l’am­bito del­la sis­temazione di piaz­za Vit­to­ria, conosci­u­ta per l’im­bar­cadero e il mon­u­men­to dei cadu­ti, effet­tua­ta nel peri­o­do autun­no ’91 — pri­mav­era ’92 dal­l’im­pre­sa Berto­la­sio di Tig­nale, la stes­sa che ora sta ristrut­turan­do il vici­no palaz­zo munic­i­pale, dan­neg­gia­to dal ter­re­mo­to. In un pri­mo tem­po l’ar­chitet­to Vit­to­ri­ano Viganò, un luminare del Politec­ni­co di , pen­sò a una rad­i­cale trasfor­mazione di piaz­za Vit­to­ria: spostare su un lato il mon­u­men­to dei cadu­ti, del­lo scul­tore Ange­lo Zanel­li (ma le asso­ci­azioni d’ar­ma si ribel­larono, giu­di­can­do blas­fe­ma la pro­pos­ta), e ridis­eg­nare il tut­to a for­ma di conchiglia, sul mod­el­lo di piaz­za del Cam­po, dove si svolge il palio di Siena. La pre­sen­za, nel sot­to­suo­lo, di vas­coni per la rac­col­ta dei liqua­mi obbligò a ripen­sare all’­op­er­azione. Col risul­ta­to che l’ar­chitet­to Anna Gat­ti (la respon­s­abile del­l’uf­fi­cio lavori pub­bli­ci) e Pao­lo Beschi stu­di­arono un prog­et­to più sem­plice. Dopo una lun­ga atte­sa per ottenere l’ok del­la Soprint­en­den­za, piaz­za Vit­to­ria venne scop­er­chi­a­ta, rin­vig­ori­ta da adeguate pal­i­fi­cazioni, pavi­men­ta­ta in por­fi­do e con las­tre di mar­mo rosa. L’il­lu­mi­nazione è sta­ta col­lo­ca­ta a ter­ra. Uno scivo­lo con­sente di scen­dere in acqua. Col­lo­ca­ta anche una specie di “cop­er­ti­na” per pro­teggere il lun­go­la­go dalle onde (vista dal gol­fo, in pas­sato sem­bra­va che la passeg­gia­ta indos­sasse una minigonna). Spe­sa del­l’in­ter­ven­to: un mil­iar­do e mez­zo di vec­chie lire. Al di là dei mugug­ni soll­e­vati dal­la man­can­za di piante ed essen­ze arboree (d’es­tate il mar­mo river­bera una luce acce­cante), la gente ha accetta­to la nuo­va con­fig­u­razione, ma non ha mai gra­di­to l’ot­tagono mes­so a dis­po­sizione del­la Nav­i­gar­da, ogget­to di fero­ci bat­tute. Adesso il dietro front. «Lo abbat­ter­e­mo», ha annun­ci­a­to Cipani. E nel­l’aula dove si tiene il con­siglio, la del­l’Is­ti­tu­to tec­ni­co Bat­tisti, si è sen­ti­to un sospiro di sol­lie­vo. La deci­sione non ver­rà comunque ese­gui­ta subito, ma nel­l’am­bito del rifaci­men­to del lun­go­la­go, da piaz­za Vit­to­ria fino al Carmine: fra un anno, o forse due. «Spenden­do due mil­ioni e 50 mila euro — ha dichiara­to l’asses­sore ai lavori pub­bli­ci Bernar­do Berar­dinel­li — pen­si­amo di riarredare la zona, ripo­sizionare le aiuole, rifare l’il­lu­mi­nazione, i mar­ci­apie­di e la sede stradale con mate­ri­ali pre­giati, sicu­ra­mente più con­soni a un con­testo di cen­tro stori­co». «“Fino­ra è sta­to redat­to un prog­et­to di mas­si­ma — ha ripreso il sin­da­co -, che non abbi­amo anco­ra esam­i­na­to nei det­tagli. Lo dis­cuter­e­mo in sede di com­mis­sione urbanistico/edilizia. Il nos­tro obi­et­ti­vo è di abbel­lire Salò, stan­do al pas­so dei tem­pi». Cinzia Gof­fi, ds, capogrup­po del­la mino­ran­za di cen­trosin­is­tra, ha com­men­ta­to criti­ca­mente la deci­sione del­la mag­gio­ran­za di togliere il man­u­fat­to dal lun­go­la­go: «La bigli­et­te­ria è un’­opera pub­bli­ca paga­ta con i sol­di dei con­tribuen­ti. E dal­la costruzione sono trascor­si appe­na quat­tro anni». Dopo l’ab­bat­ti­men­to del “bat­tis­tero” sarà il caso di met­tere a dimo­ra qualche pianta, per ren­dere anco­ra più grade­v­ole la piazza.

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