Comunità del Garda. A Desenzano l’assemblea ha eletto il nuovo presidente

Il Benaco vota Mongiello

Di Luca Delpozzo
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Tut­to sec­on­do copi­one. Nuo­vo pres­i­dente del­la è il pro­fes­sor Giuseppe Mongiel­lo (Forza Italia), che rac­coglie l’ered­ità di Ade­lio Zanel­li (Ds), in car­i­ca negli ulti­mi quat­tro anni. Mongiel­lo ha rice­vu­to 34 voti (i votan­ti era­no 53), men­tre 18 sono state le schede bianche (un voto per Zanel­li). E’ questo l’e­si­to del­lo scru­ti­nio al ter­mine del­l’assem­blea, che si è svol­ta ieri a Desen­zano. Il neo­pres­i­dente, 56 anni, salo­di­ano, è sposato con tre figli. Ha una lun­ga car­ri­era polit­i­ca alle spalle. Con­sigliere comu­nale del­la Dc a Salò dal 1975 all’80, quin­di asses­sore alla Pub­bli­ca istruzione e Cul­tura dal 1980 all’85, e anco­ra pres­i­dente del Sis­tema Bib­liote­cario Alto Gar­da; infine sin­da­co di Salò dal 1990 al ’95 e di nuo­vo asses­sore e vicesin­da­co dal 1995 al 2000, pri­ma con la Giun­ta Cigognetti e poi con la Giun­ta Cipani. L’as­sise era com­in­ci­a­ta con un ind­i­riz­zo di salu­to del sin­da­co di Desen­zano, Cino Anel­li, alla quale ha fat­to segui­to la relazione di Ade­lio Zanel­li, che ha sanci­to di fat­to il pas­sag­gio delle con­seg­ne a Mongiel­lo. Un inter­ven­to, quel­lo del pres­i­dente uscente, che ha pas­sato in rasseg­na tut­ti gli sforzi com­piu­ti dal­l’ente nel suo quadri­en­nio di pres­i­den­za. Con la con­sapev­olez­za che non tut­ti gli obi­et­tivi sono sta­ti rag­giun­ti. «Ma è pur sem­pre una comu­nità — ha det­to — che deve riven­di­care il suo ruo­lo di coor­di­na­men­to, di autono­mia con cui i garde­sani devono pot­er decidere di ciò che li riguar­da. Gli obi­et­tivi del doc­u­men­to pro­gram­mati­co del ’96 era­no: la dife­sa del­l’am­bi­ente, una polit­i­ca tur­is­ti­ca e una polit­i­ca pro­mozionale uni­tarie, l’at­ten­zione alla risor­sa acqua, il poten­zi­a­men­to delle strate­gie di comu­ni­cazione, il rilan­cio del­l’Au­torità Inter­re­gionale del Gar­da. «Cre­do che — ha det­to Zanel­li — in ques­ta direzione abbi­amo fat­to quan­to era nel­la nos­tra pos­si­bil­ità, perseguen­do non dis­eg­ni provvi­sori ma costru­en­do pro­gram­mi che ora potran­no con­sen­tire alla Comu­nità del Gar­da di pro­por­si a nuove sfide». Zanel­li ha quin­di riv­is­i­ta­to i quat­tro anni di lavoro del­l’ente di Gar­done. Non sen­za ricor­dare il peri­o­do in cui la esisten­za fu mes­sa in dis­cus­sione dal prog­et­to propizia­to dal­l’al­lo­ra pres­i­dente del­la Provin­cia di Verona di una Unione delle Province del Gar­da, che non solo esautora­va la Comu­nità, ma inten­de­va met­ter­la fuori gio­co defin­i­ti­va­mente. «Un’u­nione che nasce­va vizia­ta di ver­ti­cis­mo — ha pros­e­gui­to -, di dirigis­mo provin­ciale. L’ab­bi­amo osteggia­ta per­chè riteneva­mo che per il Gar­da fos­se un pas­so indi­etro». Sul­l’Au­torità Inter­re­gionale del Gar­da, figu­ra mai decol­la­ta, Zanel­li ha ril­e­va­to che «ha con­tin­u­a­to a fun­zionare a singhioz­zo». Ma ora che che «è mat­u­ra­ta un’o­mo­geneità polit­i­ca (giunte di cen­trode­stra di Vene­to e Lom­bar­dia, ndr.) sarebbe vera­mente grave se non si desse all’Aig un ruo­lo e un potere all’in­ter­no degli statu­ti region­ali che fac­cia del­la Comu­nità del Gar­da stru­men­to non vin­colante ma obbli­ga­to­rio di con­sul­tazione». Infine, Zanel­li ha ricorda­to i molti prog­et­ti real­iz­za­ti: l’ar­ri­vo del­la , il varo del rego­la­men­to di sicurez­za del­la , l’ap­por­to deci­si­vo nel trasfer­i­men­to delle com­pe­ten­ze trasferite dalle regioni ai comu­ni, la nasci­ta del coor­di­na­men­to dei laghi ital­iani, la cul­tura e l’in­for­mazione, la pre­sen­za del Gar­da in un’ot­ti­ca uni­taria nelle fiere estere, infine l’aper­tu­ra di siti infor­mati­ci di ril­e­van­za inter­nazionale. Il dibat­ti­to che ha fat­to segui­to ha vis­to gli inter­ven­ti, tra gli altri, di rap­p­re­sen­tan­ti delle varie ammin­is­trazioni e del­l’asses­sore provin­ciale bres­ciano . Nel diret­ti­vo, insieme a Mongiel­lo, entra­no altri tre espo­nen­ti bres­ciani: Beschi (Toscolano Mader­no), Zanel­li (Pueg­na­go) e Meri­ci (Maner­ba). Per il Vene­to Zap­palà (Bren­zone) e Pasot­ti (Gar­da); per il Trenti­no Ces­chi­ni e per Man­to­va Righetti.