Il bilancio 2019 del Vittoriale degli Italiani di Giordano Bruno Guerri

08/01/2020 in Attualità
Di Redazione

Cari Ami­ci,

potete leg­gere nelle pagine che seguono le attiv­ità del nel 2019. Qui pos­so annun­cia­re che i vis­i­ta­tori sono anco­ra una vol­ta aumen­tati, da 265.146 nel 2018 a 279.328, con una cresci­ta di 14.182 unità. È un risul­ta­to che ci fa ben sper­are di rag­giun­gere entro il 2021, sec­on­do gli obi­et­tivi, i 300.000 vis­i­ta­tori.

Ci aiuter­an­no, nel 2020, l’uscita nelle sale cin­e­matogra­fiche del film Il Cat­ti­vo poeta, un’eccellente copro­duzione ita­lo-francese gira­ta al Vit­to­ri­ale, che mette in risalto le ferme posizioni anti­naziste di d’Annunzio nei suoi ulti­mi anni di vita. Inoltre, il 12 mar­zo ver­rà inau­gu­ra­to il Par­lag­gio, final­mente pavi­men­ta­to con mar­mo rosso veronese sec­on­do la volon­tà di e il prog­et­to del suo architet­to Gian­car­lo Maroni. L’anfiteatro, prog­et­ta­to agli inizi degli anni Trenta e inau­gu­ra­to nel 1953, per man­can­za di fon­di era rimas­to tris­te­mente incom­pi­u­to, una feri­ta di cemen­to nel cuore del Vit­to­ri­ale. Dob­bi­amo questo risul­ta­to a un sag­gio inves­ti­men­to del­la , asses­sore alla Cul­tura , che ha con­tribuito con 500.000 euro, e a un presti­to a tas­so zero, per lo stes­so impor­to, del­la Ban­ca Valsab­bina, men­tre il resto è sta­to mes­so diret­ta­mente dal Vit­to­ri­ale.

E’ per noi un moti­vo di immen­sa sod­dis­fazione avere com­ple­ta­to l’Opera inizia­ta qua­si cen­to anni fa da d’Annunzio e Maroni. Siamo altret­tan­to orgogliosi per l’aumen­to degli stu­diosi che han­no lavo­ra­to nei nos­tri Archivi, 190, il 30 per cen­to in più, e di avere recu­per­a­to — dopo 73 anni — l’Alfa Romeo “Sof­fio di Satana”, l’ultima auto di d’Annunzio.

Il suc­ces­so mag­giore, però, è forse un altro, impal­pa­bile ma i cui effet­ti si vedono già: si trat­ta di avere dato un ind­i­riz­zo cor­ret­to all’interpretazione dell’Impresa di Fiume. Ci siamo rius­ci­ti con il con­veg­no inter­nazionale di stu­di orga­niz­za­to dal Vit­to­ri­ale, dura­to tre giorni, con il libro Dis­obbe­dis­co, nato dai nos­tri Archivi Fiu­mani e che ha avu­to in otto mesi cinque ristampe, con decine di con­feren­ze e incon­tri. Gra­zie al con­sen­so di illus­tri stori­ci, l’impresa dan­nun­ziana — che una sto­ri­ografia d’antan con­sid­er­a­va pre­lu­dio al fas­cis­mo, se non addirit­tura sua antic­i­patrice — è apparsa in una luce nuo­va e più cor­rispon­dente alla ver­ità stor­i­ca: un’impresa che, par­ti­ta dal nazion­al­is­mo irre­den­tista, è sfo­ci­a­ta nel­la ricer­ca di una nuo­va democrazia e di lib­ertà inedite. Così l’immagine di d’Annunzio, rilan­ci­a­ta anche da numerosi pro­gram­mi tele­vi­sivi, è cam­bi­a­ta nel­la gius­ta direzione pres­so il pub­bli­co.

E’ sta­to un servizio reso non soltan­to alla sua figu­ra stor­i­ca e al Vit­to­ri­ale, ma soprat­tut­to alla cul­tura ital­iana, e di questo andi­amo mag­gior­mente fieri.