«Una città in crescita» Lo dicono le statistiche Bar e ristoranti verso quota 300. Ma gli esercenti sono inquieti

Il «bilancio sociale» del Comune

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

«La cit­tà cresce e res­pi­ra», dice lo slo­gan ripor­ta­to sul libro real­iz­za­to dall’amministrazione comu­nale di Desen­zano che con­tiene un con­sun­ti­vo del­la giun­ta Pien­az­za a metà del suo manda­to ammin­is­tra­ti­vo. Che la cap­i­tale eco­nom­i­ca e sociale del stia crescen­do lo si deduce da alcu­ni dati incon­tro­vert­ibili che da alcu­ni anni si man­i­fes­tano: aumen­to di sportel­li ban­cari, di cen­tri com­mer­ciali e di agen­zie di inter­me­di­azione finanziaria ed assi­cu­ra­ti­va, cresci­ta del red­ddi­to pro capite. Insom­ma, si res­pi­ra una nuo­va atmos­fera di benessere con seg­nali tut­to som­ma­to incor­ag­gianti. Ci sono però da reg­is­trare le repliche degli oper­a­tori tur­is­ti­ci, com­mer­cianti ed alber­ga­tori in pri­ma fila, che lamen­tano perdite di red­di­tiv­ità e di sicurez­za futu­ra per le loro imp­rese. Desen­zano, a fine 2004, con­ta­va 25.465 res­i­den­ti (ama ora sono già diven­tati più di 26 mila), di cui 12.056 maschi e 13.589 fem­mine, con 1526 immi­grati. I nuclei famil­iari era­no 11.815 nel mag­gio scor­so, di cui 4407 sin­gle, 3.360 con due per­sone, 2.130 con tre, 1.487 con quat­tro. Una curiosità. Anche a Desen­zano sono in calo i mat­ri­moni reli­giosi: sono sta­ti 45 sem­pre lo scor­so anno con­tro i 52 del 2003, men­tre sono in cresci­ta quel­li civili: 49 nel 2003, 64 lo scor­so anno. Desen­zano, che rap­p­re­sen­ta una realtà socio-eco­nom­i­ca di par­ti­co­lare impor­tan­za nel­la nos­tra provin­cia, mostra un sostanziale equi­lib­rio tra i diver­si set­tori pro­dut­tivi. Infat­ti, ci sono 2.290 addet­ti nell’industria, 1.947 nel com­mer­cio, 3.229 in altri servizi, 2.363 negli organi isti­tuzion­ali, per un totale di 9.829 per­sone. Le strut­ture di ven­di­ta sono 554, di cui 64 nel set­tore ali­menta­re, 29 misti e 461 non ali­men­ta­ri. Le gran­di strut­ture con super­fi­cie supe­ri­ore a 2 mila mq. sono 2, men­trre le medie strut­ture (tra i 250 e i 2.500 mq.) sono ben 22. In cresci­ta il numero di imp­rese, che sono qua­si 3.500: 1060 nel com­mer­cio all’ingrosso e al det­taglio, 487 nelle attiv­ità immo­bil­iari, infor­mat­i­ca, noleg­gio e ricer­ca, 315 nelle attiv­ità man­i­fat­turiere e altret­tante nelle costruzioni, quin­di seguono i pub­bli­ci eser­cizi, bar alberghi e ris­toran­ti (ben 294). Fanali­no di coda: le attiv­ità di pis­ci­coltura, pesca e servizi con­nes­si che sono appe­na 5: evi­den­te­mente non è più un «vil­lag­gio di pesca­tori» come era cen­to anni fa, ma è un dato sto­na­to per una local­ità che vive sull’acqua. Il bilan­cio sociale elen­ca tut­ti i prin­ci­pali servizi, i mag­giori prog­et­ti ed inter­ven­ti real­iz­za­ti o da fare. Un con­fron­to sulle cose fat­te e quelle anco­ra da fare. Tra le promesse man­tenute, dichiara­no gli autori del­la ricer­ca, tro­vi­amo i servizi al cit­tadi­no che han­no indub­bi­a­mente fat­to seg­nare un pun­to a favore del Comune: nuovi locali e spazi aper­ti all’ospitalità ed alle relazioni con il pub­bli­co. Quin­di, inter­ven­ti sul­la mobil­ità e sul traf­fi­co, che per­al­tro anco­ra non han­no miglio­ra­to del tut­to la situ­azione del­la cit­tà. Infine, una polit­i­ca di rac­col­ta e smal­ti­men­to dei rifiu­ti che col­lo­cano Desen­zano tra le prime cit­tà nel­la provin­cia di Bres­cia nel­la sis­tem­at­i­ca . Anche il ver­sante eco­nom­i­co deno­ta una dinam­ic­ità in con­tin­ua asce­sa. Le entrate comu­nali sono state 39 mil­ioni e 114 mila euro nel 2004 (32.310.000 nel 2003), men­tre le spese sono ammon­tate a 38 mil­ioni 607 mila euro con­tro i 33.730.900 dell’anno prece­dente. Da notare che l’amministrazione Pien­az­za ha spe­so per i cit­ta­di­ni oltre 11 mil­ioni di euro con­tro i 10 mil­ioni e 626 mila euro del 2003 e per il ter­ri­to­rio 21 mil­ioni di euro. La giun­ta di cen­trosin­is­tra, che gov­er­na la cit­tà dal giug­no 2002, riven­di­ca un pro­prio ruo­lo di sosteg­no del­la famiglia con l’erogazione di con­tribu­ti ed aiu­ti sot­to varia for­ma. Infine, si seg­nala la cam­pagna con­tro l’abuso di alcol nell’età giovanile.

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