La Giunta ha deliberato di investire fino a 25mila euro per restare nella D’Annunzio Spa Intanto dialogo serrato tra Molgora e Miozzi per un’intesa: atteso a breve un documento

Il Broletto «torna» in pista deliberando l’investimento di 25mila euro

13/02/2010 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Gianluca Gallinari 

La Provin­cia di Bres­cia tornerà ad essere azion­ista del­la D’Annunzio Spa, la soci­età di ges­tione dell’aeroporto mon­te­clarense del quale detiene stori­ca­mente il 7,5%. Quo­ta tut­tavia di fat­to «per­sa» lo scor­so 12 dicem­bre quan­do, in occa­sione dell’assemblea in cui fu vara­ta la ricos­ti­tuzione del cap­i­tale soci­etario — ridot­to a meno di un ter­zo dalle perdite non rip­i­anate — il Bro­let­to, al pari dell’altro socio bres­ciano, vale a dire la Cam­era di Com­mer­cio, non si presentò.Un «get­tone» del­la Provin­ciaDue giorni pri­ma del­la sca­den­za ulti­ma pre­vista per riscattare le rispet­tive quote azionar­ie, ver­san­do quan­to dovu­to, è arriva­ta la deci­sione del­la Giun­ta provin­ciale, gui­da­ta dal pres­i­dente , con la quale l’esecutivo di Palaz­zo Bro­let­to ha dis­pos­to che ven­ga ver­sato un impor­to fino a 25mila euro, quale parziale rip­i­ana­men­to perdite o acqui­sizione quote. Un «get­tone» che ha val­ore pres­soché sim­bol­i­co, ma che soprat­tut­to garan­tisce al mag­giore ente ter­ri­to­ri­ale bres­ciano di con­ser­vare il dirit­to a pren­dere parte a tutte le attiv­ità del­la soci­età di ges­tione, e di essere mes­so a conoscen­za, in qual­ità di socio, di strate­gie, piani indus­tri­ali e risul­tati oper­a­tivi. Ma anche di gettare un ponte ver­so gli altri soci di Cat­ul­lo (che detiene oggi tut­to il resto del cap­i­tale del­la Spa di Mon­tichiari): vale a dire verone­si e tren­ti­ni, in prospet­ti­va di un pos­si­bile rien­tro «a pieno regime» nel­la com­pagine soci­etaria, mag­a­ri all’indomani del­la definizione del bilan­cio pre­ven­ti­vo del­la Provin­cia per il 2010.Documento in vis­ta­Ma le novità potreb­bero essere ben altre, quan­do ormai man­ca solo una set­ti­mana alla sca­den­za del 16 feb­braio, vale a dire il giorno in cui l’annosa verten­za tra Cat­ul­lo, Enac e ABeM, approderà in aula davan­ti alla terza sezione del Con­siglio di Sta­to. Dal­la spon­da veronese del Gar­da più voci del set­tore con­fer­mano i costan­ti con­tat­ti tra i due pres­i­den­ti delle Province, Daniele Mol­go­ra — sep­pure dal Bro­let­to non giungano con­ferme al riguar­do — e Gio­van­ni Miozzi. Il quale mantiene il più stret­to ris­er­bo, stante la del­i­catez­za del momen­to. L’unico com­men­to rac­colto la scor­sa set­ti­mana era tut­tavia ottimisti­co: «Sti­amo lavo­ran­do per un’intesa forte con Bres­cia. L’aeroporto di Bres­cia deve avere una sua rap­p­re­sen­tan­za forte in tut­ti i sensi».La soluzione al vaglio sarebbe una parziale revi­sione dell’ipotesi di hold­ing con sub-con­ces­sione per cias­cu­na delle due soci­età oper­a­tive a capo cias­cu­na di uno dei due scali, Mon­tichiari e Vil­lafran­ca. E sem­bra tor­na­ta in auge l’ipotesi di mag­gio­ran­za bres­ciana per quel­la dep­u­ta­ta al D’Annunzio, a fronte verosim­il­mente di una mag­gior pre­sen­za del­la Leones­sa in seno alla capogrup­po. A ritoc­care il dis­eg­no sarebbe suben­tra­to un ammor­bidi­men­to dei palet­ti posti da Enac. Men­tre i verone­si rib­adis­cono come l’andare a gara potrebbe essere sì tutt’altro che van­tag­gioso per loro, ma forse anche per i bres­ciani: la pro­ce­du­ra per la asseg­nazione del­la con­ces­sione, in caso di gara, sarebbe comunque lun­ga e qua­si di cer­to in quell’intervallo di tem­po i verone­si avreb­bero facile gio­co a «svuotare» il D’Annunzio di quan­to possibile.Difficile tut­tavia capire esat­ta­mente quali soluzioni siano prospet­tate, nel cli­ma di totale ris­er­bo imper­ante. Ma l’attesa potrebbe durare poco. Il doc­u­men­to richiesto più volte da ABeM per ragionare su un’ipotesi defini­ta sarebbe infat­ti in via di definizione. Si vedrà.

Parole chiave: