Disputate ieri le prime partite. Organizza l’Ac Gavardo per un fine assai nobile. Entra nel vivo la nona edizione del torneo Unicef

Il calcio baby diventa grande

07/04/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
l.c.

Da nove anni ormai, con l’approssimarsi del­la Pasqua, il ponte che attra­ver­sa il cen­tro stori­co di Gavar­do si veste d’azzurro e diven­ta la vet­ri­na pro­mozionale per un nome dal grande sig­ni­fi­ca­to: Unicef, ovvero il Fon­do delle Nazioni unite per l’infanzia. Gli striscioni che tappez­zano le strade e le numerose locan­dine aff­isse in paese dan­no man forte nel dif­fondere un mes­sag­gio pre­ciso: è arriva­to il momen­to di abbina­re sport e sol­i­da­ri­età, cal­cio e benef­i­cen­za. È arriva­to il momen­to del «Tor­neo inter­nazionale Unicef».Quella inizia­ta ieri è la nona edi­zione, ma gli orga­niz­za­tori, i mem­bri dell’Associazione cal­cio Gavar­do, mostra­no sem­pre la fer­vente atte­sa che carat­ter­iz­za gli esor­di. D’altra parte è dif­fi­cile affrontare sen­za emozioni un even­to di tale val­ore, che vede coin­volte ben dod­i­ci squadre in rap­p­re­sen­tan­za del set­tore gio­vanile di molte quo­tate soci­età d’Europa. A gio­car­si il pri­mo pos­to sono i «Gio­vanis­si­mi sper­i­men­tali», cioè i ragazzi nati dopo l’1 gen­naio 1993, che da ieri sono in cam­po per le gare di qual­i­fi­cazione che han­no vis­to con­frontar­si, oltre alla for­mazione di casa (che schiera solo tesserati pro­pri, sen­za “presti­ti” da altre soci­età locali com’è accadu­to invece in pas­sato), i gio­vani di Bres­cia, Lumez­zane, Ata­lan­ta, Bologna e Mod­e­na, a cui van­no aggiun­ti i dane­si del Brond­by, gli svizzeri del Gras­so­pher e del Kriens, gli ingle­si del­lo Sheffield Unit­ed, i tedeschi del Werder Bre­ma e i bielorus­si del Gomel.Una nota par­ti­co­lare va ded­i­ca­ta a quest’ultima com­pagine, che non com­peterà prob­a­bil­mente per il suc­ces­so finale, ma che appro­dan­do a Gavar­do ha già vin­to una battaglia ben più impor­tante: la lot­ta per la nor­mal­ità. Già, per­ché Gomel è una delle cit­tà bielorusse più col­pite dalle con­seguen­ze dell’esplosione del­la cen­trale nucleare ucraina di Cher­nobyl, che dal 1986 con­diziona anco­ra forte­mente le prospet­tive e la qual­ità di vita delle popo­lazioni locali, alle prese con una situ­azione eco­nom­i­ca pres­soché dis­as­trosa, ma soprat­tut­to con un ambi­ente anco­ra con­t­a­m­i­na­to dove ammalar­si grave­mente è, purtrop­po, qua­si di rego­la. «Dob­bi­amo ringraziare il grup­po Gar­da sol­i­dale di Desen­zano se siamo rius­ci­ti a portare al tor­neo i bielorus­si», spie­ga Gio­van­ni Gof­fi, ref­er­ente Unicef per il Gar­da e la Valsab­bia e diri­gente dell’Ac Gavardo.È dunque un ulte­ri­ore sfor­zo uman­i­tario in soc­cor­so dei più gio­vani quel­lo pro­fu­so dagli orga­niz­za­tori con il coin­vol­gi­men­to dei ragazz­i­ni di Gomel, che va ad aggiunger­si al tema benefi­co prin­ci­pale, ovvero il sosteg­no all’Unicef, a cui andran­no buona parte dei rica­vati del tor­neo, «com­pre­sa la ven­di­ta del mate­ri­ale marchi­a­to dall’agenzia Onu, del libro “Pri­ma o poi me ne vado in serie A” di Gabriele Pas­cale e delle nos­tre “pig­otte”, le bam­bole preparate dalle “Mamme per la sol­i­da­ri­età” che col­lab­o­ra­no con l’Unicef» dice anco­ra Gof­fi, che sot­to­lin­ea anche la «parte­ci­pazione atti­va nell’organizzazione del­la man­i­fes­tazione mes­sa in cam­po quest’anno dal comi­ta­to bres­ciano del Fon­do per l’infanzia».In sin­te­si quin­di un even­to da non perdere, con un alles­ti­men­to cura­to nel det­taglio e anche un val­ore sporti­vo di tut­to rispet­to, che accen­tra ovvi­a­mente l’interesse sul­la finale che si giocherà domani alle 17. Da lì uscirà il nome del suc­ces­sore del­lo Spar­tak Mosca, pri­mo vinci­tore straniero nel 2006, dopo che le edi­zioni prece­den­ti era­no state appan­nag­gio dell’Atalanta (1999), del Bres­cia (2000, 2001 e 2004), dell’Inter (2002 e 2003) e del Mod­e­na (2005). Durante le pre­mi­azioni (pre­viste sem­pre domani, alle 18.15) ver­ran­no con­seg­nati anche due riconosci­men­ti spe­ciali: il pri­mo sarà des­ti­na­to al miglior gio­ca­tore, a cui ver­rà dona­ta una medaglia del­la Pres­i­den­za del­la Repub­bli­ca, che patroci­na l’evento insieme alla , alla Provin­cia di Bres­cia, alla Comu­nità mon­tana valsab­bina e al Comune di Gavar­do; il sec­on­do pre­mio, inti­to­la­to all’ex gio­ca­tore del Gavar­do Mar­co Fran­zoni (mor­to tragi­ca­mente a soli 24 anni nel 2006), sarà invece asseg­na­to alla squadra più corretta

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