Stasera al via le manifestazioni per Sant’Ercolano. Sabato lo spettacolo dei fuochi: due battelli nel golfo

Il «Cantalago» apre la festa

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Ques­ta sera, nel­l’ex cam­po ippi­co sul lun­go­la­go di Mader­no, si svol­gerà la 12ª tap­pa del «Can­ta­la­go», il Fes­ti­val canoro che unisce le varie local­ità del Gar­da. Pre­sen­ta Fed­er­i­ca Moro, ex miss Italia. Ingres­so gra­tu­ito. In caso di piog­gia si recu­per­erà domani, mer­coledì. Tra gli ospi­ti, il cor­po di bal­lo «Moulin Rouge», Elisa Antonel­li, Dilet­ta Orlan­di (di Riv­oltel­la), «La pan­tera rosa» e la cabaret­tista Giusy Venere. Pre­vista anche una sfi­la­ta val­i­da come selezione per il con­cor­so di miss Italia. Con questo appun­ta­men­to inizia la set­ti­mana ded­i­ca­ta a , il patrono, che avrà come pez­zo forte Brunet­to e la Brix­ia Jazz (ven­erdì) e si con­clud­erà con lo spet­ta­co­lo pirotec­ni­co di saba­to, alle ore 23. Ercu­liano, di orig­i­ni teu­toniche, fu abate in un monas­tero di Bres­cia. Venne elet­to vesco­vo dopo Cipri­ano, nel 552, sot­to l’im­per­a­tore Gius­tini­ano. La leggen­da rac­con­ta che, per le virtù e i prodi­gi, fos­se in gran fama di san­tità. Dopo ven­t’an­ni, stan­co e invec­chi­a­to, forse anche perse­gui­tato dai Goti ari­ani, decise di riti­rar­si a Cam­pi­one, sul , per con­durre una vita da eremi­ta. «Come dimo­ra scelse un antro, assieme a un com­pag­no fedele — rac­con­ta Benedet­to Lenot­ti -. Si ciba­va di erbe e radi­ci, sus­ci­tan­do ammi­razione e ven­er­azione per le dure rin­unce, la bon­tà, il fer­vore del­la preghiera. I fedeli anda­vano da lui in pel­le­gri­nag­gio. Una mat­ti­na lo trovarono mor­to, ste­so sul povero giaciglio, fat­to di erbe e foglie sec­che. Tra gli abi­tan­ti dei pae­si vici­ni sorse una con­te­sa: ognuno vol­e­va la salma. Alla fine rag­giun­sero un accor­do. Deposi­tarono Ercu­liano in una bar­ca e lo abban­donarono, affinchè Dio lo guidasse. Il giorno dopo i mader­ne­si la videro are­na­ta sul­la spi­ag­gia del loro gol­fo. Levarono il cor­po e lo col­lo­carono in San­t’An­drea, in una tom­ba di pietra». Nel­l’agos­to 1580, per ordine e alla pre­sen­za del car­di­nale Car­lo Bor­romeo, arcivesco­vo di , le reliquie ven­nero tolte dal­la crip­ta, e por­tate in pro­ces­sione da quat­tro­mi­la per­sone. Molti sec­oli dopo, otto­bre 1825, furono trasportate nel­la nuo­va chiesa par­roc­chiale, e sis­te­m­ate in un’ur­na sopra l’altare a lui ded­i­ca­to. Ercu­liano, poi diven­ta­to San­t’Er­colano, è con­sid­er­a­to il patrono del­la Riv­iera bres­ciana. Una pala rinasci­men­tale di Pao­lo Caliari, det­to il Veronese, lo ritrae in preghiera tra le roc­ce di Cam­pi­one. «Nel­la notte del 24 mar­zo 1972 il quadro venne ruba­to — ricor­da Andreino Rossi, lo stori­co locale -. For­tu­nata­mente fu ritrova­to qualche giorno dopo, a Pergine Val­sug­ana». Recen­te­mente Gian Pietro Bro­gi­o­lo, arche­ol­o­go e docente del­l’ di Pado­va, ha sostenu­to la tesi che Ercu­liano sia scap­pa­to da Bres­cia per evitare la guer­ra, e non per­chè vera­mente con­vin­to di diventare un eremi­ta. Nel 568–569 i si impadronirono di Sirmione e del Bas­so lago, che assi­cu­ra­vano il con­trol­lo del­la stra­da padana, e del­la diret­trice lun­go la Val d’Adi­ge. Il medio e l’al­to Gar­da rimasero bizan­ti­ni, al pari del­la Val di Non e delle Giu­di­carie, che assi­cu­ra­vano un per­cor­so alter­na­ti­vo. «Prob­a­bile che lo stra­no ritiro di Ercu­liano fos­se dovu­to al ten­ta­ti­vo di sfug­gire i nuovi inva­sori — rimar­ca Bro­gi­o­lo -. Come fecero il vesco­vo di Milano, anda­to a Gen­o­va, quel­lo di Aquileia, scap­pa­to a Gra­do, e il suo col­le­ga di Pado­va, spostatosi nel­la lagu­na di Venezia. Anziché col­lab­o­rare coi con­quis­ta­tori, preferirono restare sot­to Bisanzio». A Cam­pi­one esiste anco­ra la grot­ta di San­t’Er­colano: 30 metri sopra il lago. La costruzione del­la statale 45 bis negli anni Trenta ha mod­i­fi­ca­to il trat­to inter­me­dio del­la parete, che ave­va forse un anda­men­to più digradante, dove pote­vano essere ospi­tate strut­ture lignee. Nel­la roc­cia sono rimasti dei pic­coli tagli, prob­a­bili appog­gi di travi oriz­zon­tali. Qua­si cer­ta­mente l’ac­ces­so era meno arduo del­l’at­tuale, che pre­sen­ta un pas­sag­gio di ses­to gra­do. Per i fuochi arti­fi­ciali di saba­to la ha allesti­to due moton­avi: la Tonale (parten­za da Desen­zano alle ore 20.35, attrac­chi a Sirmione alle 20.55, Moni­ga 21.20, Portese 22, Salò 22.15, Gar­done Riv­iera 22.35, sos­ta nel gol­fo di Mader­no dalle 22.35 alle 23.30, quin­di il rien­tro), e l’Adamel­lo (imbarcherà i passeg­geri a Mader­no tra le 22 e le 22.30). Un’oc­ca­sione per evitare gli ingorghi del­la stra­da statale 45 bis e gustare da vici­no lo spet­ta­co­lo pirotec­ni­co. Le tar­iffe: 24.000 lire chi sale a Desen­zano, Sirmione o Moni­ga; 17.500 a Portese o Salò; 14.000 Gar­done e 13.000 a Mader­no. I ragazzi dai 4 ai 12 anni pagano 13.000, ovunque sal­gano. Infor­mazioni e acquisti pres­so le bigli­et­terie Nav­i­gar­da o l’a­gen­zia viag­gi Moli­nari. Le due moton­avi sono in gra­do di trasportare (com­p­lessi­va­mente) un migli­aio di per­sone. San­t’Er­colano è anche l’oc­ca­sione per i bam­bi­ni di trascor­rere una gior­na­ta… dolce. Sul lun­go­la­go, infat­ti, ver­ran­no col­lo­cate le tradizion­ali ban­car­elle, con ogni ben di Dio.