Il caolino inquina molto più del ferro i fondali del Garda

22/04/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Il Tenace non è cer­to l’u­ni­co relit­to sul fon­do del Gar­da. In val di Sog­no una imbar­cazione in fer­ro lun­ga 37 metri, orig­i­nar­ia di Man­to­va, è meta fre­quen­tatis­si­ma dai som­moz­za­tori del­la spon­da veronese. Davan­ti alla cartiera di Toscolano c’è una bet­toli­na, fra Desen­zano e Salò un pic­co­lo bat­tel­lo. Nel 1891 davan­ti a Cam­pi­one è affonda­to un bar­cone che trasporta­va quo­tid­i­ana­mente le donne a lavo­rare al cotonifi­cio Olcese dai pae­si del­la riv­iera di Bren­zone. Altra con­sid­er­azione: il Tenace è fer­ro e bas­ta, non ci sono motori, nè morchia, nè ben­z­i­na. Gli Ami­ci del­la Ter­ra, il cui pres­i­dente Pao­lo Barbagli col suo inter­ven­to ha innesca­to il dibat­ti­to, potreb­bero aver nutri­to pre­oc­cu­pazioni ecces­sive. In fon­do al lago giac­ciono anco­ra ton­nel­late di caoli­no scar­i­cate dalle cartiere e ton­nel­late di fanghi deposi­tati per anni dai depu­ra­tori delle fog­na­ture pri­ma che la tec­ni­ca rius­cisse a far­li fun­zionare a dovere. L’opera di rip­uli­tu­ra potrebbe inter­es­sar­si in via pri­or­i­taria di quei deposi­ti. Infine Luciano Rigat­ti, ingeg­nere e som­moz­za­tore, sug­gerisce di usare il Tenace come zavor­ra a fon­do, per anco­rarvi dei pon­tili gal­leg­gianti, sicu­ra­mente utili in occa­sione di regate. Ma potrebbe essere la vol­ta buona per real­iz­zare un vec­chio sog­no accarez­za­to fin dai tem­pi del­la direzione Bon­daval­li all’Am­sea. Aggan­cian­do una pom­pa elet­tri­ca al Tenace som­mer­so, si potrebbe sparare in alto uno zampil­lo d’ac­qua, come a Ginevra.