Da sabato a domenica la mostra del libro dedicata al lago e alla sua gente

Il Casinò diventa libreria con le «Pagine sul Garda»

19/11/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Già atti­va la macchi­na orga­niz­za­ti­va impeg­na­ta a pro­porre, da saba­to a domeni­ca prossi­ma, «», la mostra del libro ded­i­ca­ta all’editoria sul ter­ri­to­rio e sulle gen­ti bena­cen­si. Gra­zie all’impegno dell’associazione cul­tur­ale il , da ben undi­ci anni è pos­si­bile conoscere e vedere le più impor­tan­ti novità edi­to­ri­ali prodotte non solo nel­la zona del Gar­da ma anche dei ter­ri­tori delle tre province con giuris­dizione sul baci­no bena­cense (Tren­to, Bres­cia e Verona) e di quel­la di Man­to­va. Il prog­et­to è riv­olto in par­ti­co­lare a col­oro che non sono mai stanchi di conoscere cosa è accadu­to, cosa si può sco­prire nel ter­ri­to­rio e quali ric­chezze pos­sono offrire i cen­tri bena­cen­si. Splen­di­da cor­nice del­la rasseg­na, con pre­vista la pre­sen­tazione da parte di case editri­ci, asso­ci­azioni ed enti di più di mil­letre­cen­to titoli, sarà il Cas­inò munic­i­pale arcense che agli inizi del sec­o­lo scor­so ebbe ospi­ti gli scrit­tori Thomas Mann, Kaf­ka, Niet­zsche e i fratel­li Hein­rich. Una rasseg­na con pro­tag­o­nista non solo il libro ma anche le immag­i­ni: le dieci del Castel­lo di Arco rac­colte in ele­gante cartel­la, nonché la procla­mazione dei vinci­tori del pre­mio di con­tem­po­ranea «Fed­eri­co Vender» edi­zione 2003. Il pre­mio è un doveroso omag­gio a un fotografo di fama inter­nazionale in attiv­ità fino alla fine degli anni Cinquan­ta che ha trascor­so ser­e­na­mente ad Arco gli ulti­mi anni del­la sua vita. Quest’anno ricorre anche il tre­cen­tes­i­mo anniver­sario dell’invasione francese del Trenti­no nel­la guer­ra di suc­ces­sione spag­no­la. Il Ven­do­mo, figu­ra di spic­co nel­la sto­ria di ques­ta inva­sione, ha las­ci­a­to nel bas­so Trenti­no, come a Tren­to cit­tà, un seg­no pesante, di dis­truzione, di morte, di peri­co­lo. Un seg­no che è divenu­to qua­si leggen­dario e che ha mod­i­fi­ca­to molto l’aspetto del ter­ri­to­rio. Arco, quin­di con ques­ta rasseg­na pun­ta a ricor­dare Ven­dome, «riper­cor­ren­done il cam­mi­no, riesam­i­nan­do i doc­u­men­ti dell’epoca, risco­pren­do cosa vera­mente il gen­erale francese ha dis­trut­to, come è rimas­to il ter­ri­to­rio dopo la sua riti­ra­ta. Se l’avanzata di un eserci­to di ven­tim­i­la uomi­ni lun­go le val­late alpine non era sta­ta una benedi­zione ed ave­va por­ta­to tan­ti dan­ni, la riti­ra­ta», come mette a fuo­co Lui­gi Bres­san nel vol­ume L’invasione del Trenti­no nel 1703, «ne provocò anco­ra più, poiché i france­si era­no cer­ta­mente irri­tati per il fal­li­men­to del­la spedi­zione e arrab­biati con la gente che non li ave­va sostenu­ti, cre­an­do anzi il vuo­to di fronte a loro. Vari vil­lag­gi furono incen­diati, le colti­vazioni dis­trutte. Le popo­lazioni dovet­tero ricostru­ire il tut­to, pur nel­la con­so­lazione di un numero lim­i­ta­to di mor­ti, a meno da quan­to risul­ta dai reg­istri par­roc­chiali dell’epoca». Nel cor­so del­la mostra, che ver­rà aper­ta saba­to alle 16 con il salu­to del pres­i­dente de Il Som­mo­la­go Sele­nio Iop­pi e del sin­da­co di Arco Rena­to Verone­si, e che chi­ud­erà domeni­ca 30, saran­no pre­sen­tati volu­mi come: «I rac­con­ti dell’Ars Venan­di»; «A5Q05-Il cor­ag­gio di vivere», «Zibal­done», sag­gi sul e «Cor­rispon­den­ze 2» nel ricor­do del gior­nal­ista trenti­no Aldo Gor­fer. Inoltre al teatro par­roc­chiale di Dro, «Per grazia rice­vu­ta», rif­lessi dell’invasione francese per la comu­nità di Dro e Ceni­ga. La man­i­fes­tazione gode del patrocinio di Amsa spa, dell’Azienda di pro­mozione tur­is­ti­ca del Gar­da trenti­no, del Comune di Ten­no del­la e del Grup­po ami­ci dell’oratorio di Dro, men­tre il servizio di sorveg­lian­za è presta­to dal­la Lega Vita Serena.