I RIS di Cagliari elaborano il DNA del Vate a partire da tracce biologiche del Poeta

Il caso è risolto: ricostruito il DNA di d’Annunzio

12/03/2015 in Attualità
Di Luigi Del Pozzo

Ampia è la tradizione di stu­di con­dot­ti sull’analisi del DNA-anti­co a par­tire da resti ossei di impor­tan­ti fig­ure del pas­sato, con l’obiettivo di sve­lare i mis­teri che spes­so le avvol­go­no. Per la pri­ma vol­ta, una ricer­ca con­dot­ta su trac­ce bio­logiche di qua­si un sec­o­lo fa — elab­o­ra­ta dal Repar­to Inves­tigazioni Sci­en­ti­fiche di Cagliari in col­lab­o­razione con la Fon­dazione Il di Gar­done Riv­iera – ha prodot­to un risul­ta­to di rilie­vo nel panora­ma sci­en­tifi­co inter­nazionale e di grande val­ore stori­co e cul­tur­ale.


Il lavoro dei RIS — attra­ver­so meto­di comune­mente imp­ie­gati nel­la genet­i­ca forense — è inizia­to con l’analisi di trac­ce bio­logiche rin­venute sul­la super­fi­cie di alcu­ni ogget­ti per­son­ali appartenu­ti al Vate: un faz­zo­let­to bian­co con­ser­va­to nel­la cas­set­ta di sicurez­za dell’Archivio Gen­erale insieme alle let­tere che la Con­tes­sa Olga Levi Brun­ner scrive­va a , suo amante, e uno da spaz­zoli­no da den­ti  in avo­rio e setole nat­u­rali con­ser­va­to alla Prio­r­ia, la casa-museo del Poeta.
I reper­ti sono sta­ti sot­to­posti a esa­mi più appro­fon­di­ti che han­no riv­e­la­to la pre­sen­za di trac­ce bio­logiche, in segui­to prel­e­vate dai RIS e con­frontate con il DNA estrat­to dal tam­pone sali­vare di un dis­cen­dente in lin­ea maschile di Gabriele d’Annunzio, Fed­eri­co d’Annunzio. Dai risul­tati delle indagi­ni è emer­so che solo i residui organi­ci rin­venu­ti sul faz­zo­let­to sono di orig­ine maschile, prob­a­bil­mente prove­ni­en­ti dal liq­ui­do sem­i­nale. Dalle medes­ime trac­ce è sta­to estrat­to un pro­fi­lo genotipi­co di ses­so maschile com­ple­to di 16 mar­ca­tori del DNA. Gra­zie alla trasmis­sione del cro­mo­so­ma Y pres­soché invari­a­to attra­ver­so le gen­er­azioni, il con­fron­to tra i reper­ti bio­logi­ci anal­iz­za­ti e il tam­pone sali­vare del pronipote di d’Annunzio ha con­fer­ma­to l’appartenenza al Poeta delle trac­ce rin­venute sul faz­zo­let­to.

Il val­ore stori­co di queste indagi­ni è mes­so in luce dalle parole del Pres­i­dente del Vit­to­ri­ale “Il Vit­to­ri­ale ave­va già avu­to una stra­or­di­nar­ia col­lab­o­razione dai RIS di Cagliari quan­do, pochi anni fa, con i loro macchi­nari rius­cirono a leg­gere cor­rezioni altri­men­ti illeg­gi­bili: una tec­ni­ca che ha riv­o­luzion­a­to le pos­si­bil­ità degli stu­di filo­logi­ci. Oggi abbi­amo quest’altra dimostrazione del­la loro stra­or­di­nar­ia capac­ità sci­en­tifi­ca, che sarà preziosa per i repar­ti di indagine crim­i­no­log­i­ca, e per gli stori­ci, di tut­to il mon­do. A chi mi chiede se ques­ta scop­er­ta abbia una qualche util­ità per il Vit­to­ri­ale, rispon­do che il nos­tro scopo statu­tario è “con­ser­vare e val­oriz­zare la figu­ra e l’opera di Gabriele d’Annunzio”. Lo abbi­amo fat­to — in questi ulti­mi sei anni — por­tan­do i vis­i­ta­tori da 140.000 a 190.000, chi­u­den­do i bilan­ci in atti­vo, acquisendo doc­u­men­ti e cimeli, apren­do tre nuovi musei e con­tribuen­do a cam­biare l’immagine di d’Annunzio da quel­la di proto­fascista deca­dente a quel­la di lib­er­tario mod­ern­iz­za­tore. Lo abbi­amo fat­to, ora, fis­san­do il suo dna. Nes­suno vuole clonare d’Annunzio, ma nes­suno può sapere quali saran­no le evoluzioni del­la scien­za e del­la soci­età: è bene che quel dna sia sta­to ril­e­va­to”.

L’importanza sci­en­tifi­ca di tali stu­di si indi­vid­ua nel­la pre­ci­sione e nell’avanguardia degli stru­men­ti a dis­po­sizione dei RIS che sono sta­ti capaci di sin­te­tiz­zare e anal­iz­zare – per la pri­ma vol­ta — trac­ce bio­logiche risalen­ti al sec­o­lo scor­so. Un bril­lante risul­ta­to tec­ni­co-sci­en­tifi­co frut­to delle ele­vate pro­fes­sion­al­ità e delle capac­ità analitiche offerte dal­la strut­tura tec­ni­co-sci­en­tifi­ca dell’Arma dei Cara­binieri.

L’interesse tec­ni­co-sci­en­tifi­co verte­va nel testare le metodiche analitiche, comune­mente imp­ie­gate dal RIS-Cara­binieri di Cagliari, su un reper­to qua­si cen­te­nario, recante solo trac­ce bio­logiche non evi­den­ti e non sot­to­pos­to a par­ti­co­lari con­dizioni di con­ser­vazione.  Il faz­zo­let­to, stori­ca­mente ricon­ducibile a Gabriele d’Annunzio, pre­sen­ta­va, almeno in lin­ea teor­i­ca, queste carat­ter­is­tiche inoltre era pos­si­bile, se si fos­se rius­ci­ti a tip­iz­zare il cro­mo­so­ma Y, con­frontar­lo con quel­lo estrat­to da un dis­cen­dente patri­lin­eare: Fed­eri­co d’Annunzio pronipote del poeta. In altri ter­mi­ni sig­nifi­ca­va risol­vere un “cold case” per un “reato” data­to un sec­o­lo fa. I risul­tati ottenu­ti con­sentono di affer­mare che il caso è risolto; la valid­ità, l’importanza e il rig­ore delle tec­niche imp­ie­gate saran­no ver­ifi­cate dal­la comu­nità sci­en­tifi­ca inter­nazionale al cui esame saran­no sot­to­poste medi­ante l’invio di comu­ni­cazione sci­en­tifi­ca ai più rig­orosi gior­nali del set­tore.