Il consigliere regionale della Lega nord e i guai del traffico da e per la Valsabbia e il Garda dopo i tre tunnel finiti fuori uso. Viabilità in tilt, e Flocchini spara a zero: «Costruzioni fatte alla leggera»

«Il caso gallerie? Una vergogna»

Di Luca Delpozzo
Gaia Mombelli

«La situ­azione del­la per il Gar­da e la Valsab­bia è una ver­gogna». Gio­van­maria Floc­chi­ni, con­sigliere regionale del­la Lega nord, non usa mezzi ter­mi­ni per com­mentare la man­can­za di inter­ven­ti per ripristinare la per­cor­ri­bil­ità del­la super­stra­da dopo il bloc­co, a causa di una frana, di un ced­i­men­to e del­la cadu­ta di alcu­ni cal­ci­nac­ci, di ben tre gal­lerie. «Non è pos­si­bile — aggiunge l’esponente del Car­roc­cio — con­vi­vere con ques­ta situ­azione, ed è inoltre inam­mis­si­bile che l’Anas non sia in gra­do di spie­gare alle ammin­is­trazioni locali cosa sta succe­den­do. Dopo la frana ora c’è sta­to anche il seque­stro, e ciò pro­l­ungherà nec­es­sari­a­mente i tem­pi di ria­per­tu­ra: un dan­no enorme non solo per i res­i­den­ti, ma anche per col­oro che devono rag­giun­gere la Valsab­bia o il lago per lavoro». La situ­azione, vale la pena di ricor­dar­lo, è effet­ti­va­mente pesante. A causa del fer­mo delle gal­lerie «Monte Castel­lo», «La Guar­da» e «Monte Covo­lo (l’ultima mes­sa ko in ordine di tem­po), le uniche strade dici­amo così agevoli che por­tano in Valsab­bia e ver­so il Bena­co si sono riv­e­late sostanzial­mente inutili, e in questi giorni, lo svin­co­lo di Tormi­ni non è in gra­do di sop­portare il mas­s­ic­cio traf­fi­co pesante di pas­sag­gio. Floc­chi­ni rib­adisce anco­ra la sua per­p­lessità sul­la tem­p­is­tiche che riguarderà quel­la stra­da: «Se i tem­pi del­la mag­i­s­tratu­ra saran­no quel­li che abit­ual­mente ven­gono appli­cati ai pro­ces­si — pros­egue Floc­chi­ni par­lan­do dei sequestri dei tun­nel -, cor­ri­amo il ris­chio di vedere quelle strade chiuse per anni; e di cer­to non ce lo pos­si­amo per­me­t­tere. Oltre al dis­a­gio attuale, mi sem­bra inam­mis­si­bile che queste gal­lerie abbiano prob­le­mi di questo tipo a soli 4 anni e mez­zo dal­la costruzione. Evi­den­te­mente sono state fat­te oper­azioni con estrema leg­gerez­za. Il ter­re­mo­to, ricor­diamo­lo, non ha intac­ca­to antichi mon­u­men­ti e case ben più vec­chie». La pri­ma gal­le­ria inter­rot­ta, in direzione Valsab­bia, è sta­ta chiusa più di un mese fa, all’indomani del ter­re­mo­to, quan­do un camion era sfug­gi­to per un sof­fio al crol­lo di una parte del­l’ar­ca­ta. Allo­ra si par­lò di un dan­no strut­turale, del ced­i­men­to dell’arco por­tante e di altre crepe in altre par­ti del man­u­fat­to. Ora è toc­ca­to alla bretel­li­na che por­ta a Desen­zano, lun­go la quale un auto­mo­bilista ha nota­to la cadu­ta di cal­ci­nac­ci e di intona­co. Dopo un pri­mo sopral­lu­o­go, i tec­ni­ci dell’Anas han­no assi­cu­ra­to che nel caso del­la Monte Covo­lo non si reg­is­tra­no prob­le­mi alla strut­tura por­tante, ma solo dan­ni super­fi­ciali facil­mente rime­di­a­bili. Una ipote­si che però sem­bra essere smen­ti­ta dal­la mag­i­s­tratu­ra, che mer­coledì ha aper­to un fas­ci­co­lo con l’ipotesi di reato di «crol­lo colposo».