Dalle scuole agli affari la frana ha cambiato la vita in tutto l’alto lago

Il «caso» Gardesana. Curiosità e tanti disagi

Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Un caso emblem­ati­co è rap­p­re­sen­ta­to dal­la sig­no­ra limonese in atte­sa del lieto even­to ormai immi­nente; per non rischiare, la qua­si mam­ma si è trasferi­ta nei giorni scor­si a Riva, dove ha affit­ta­to un appar­ta­men­to. In questo modo si tro­va più vic­i­na alla clin­i­ca, ed eviterà di dover­si spostare in fret­ta e furia fino a Gavar­do quan­do dovrà par­torire. Il bloc­co del­la tra Limone e Riva — deter­mi­na­to dal­la frana del 22 dicem­bre scor­so alla Roc­chet­ta — non offre rif­lessi legati al solo aspet­to del­l’ac­coglien­za tur­is­ti­ca, a quel­l’in­dus­tria del forestiero che ormai deter­mi­na la for­tu­na eco­nom­i­ca di tut­ta l’area. Il bloc­co del­la stra­da incide, infat­ti, anche sul­la vita comune e obbli­ga gli abi­tan­ti dei pae­si altog­a­rde­sani (non solo Limone, ma anche Cam­pi­one e altre frazioni di Tremo­sine) ad affrontare la gior­na­ta pren­den­do pre­cauzioni che — in tem­pi nor­mali — fareb­bero sor­rid­ere. Ne esce un’im­mag­ine nuo­va (che tut­ti si augu­ra­no provvi­so­ria) che nul­la ha a che vedere con quel­la con­sue­ta, det­ta­ta da un’­ef­fi­cien­za pati­na­ta, fun­zionale all’of­fer­ta tur­is­ti­ca di alto liv­el­lo. Ride poco, all’in­ter­no di questo incon­sue­to spet­ta­co­lo, Tar­ci­sio Dag­no­li, pesca­tore limonese. Ogni mat­ti­na si reca a Riva per vendere il pesce fini­to nel­la rete durante la notte. Con il suo «Apecar» si mette in coda ver­so le 7 per pot­er­si imbar­care sul traghet­to ed essere nel­la cit­tad­i­na trenti­na alle 9. Si reca, quin­di, in Piaz­za delle Erbe a vendere: «Tra anda­ta e ritorno per­do dalle 3 alle 4 ore al giorno, fra atte­sa del traghet­to e tra­ver­sa­ta: tut­to tem­po che devo rubare al riposo. E mi cos­ta 25.000 lire. Con l’Ape imp­ie­ga­vo un quar­to d’o­ra e mi bas­ta­va un litro di ben­z­i­na». Dag­no­li scende di notte in bar­ca fino al Por­to di Tig­nale; a Riva vende core­gone, anguille e qualche luc­cio. «La notte scor­sa, alcu­ni di noi han­no por­ta­to a casa 15 o 20 pesci. Un col­le­ga, che si era col­lo­ca­to qualche metro più in là, ne ha tira­to in bar­ca 150 chili». Un prece­dente bloc­co — sim­i­le a questo — si era ver­i­fi­ca­to nel 1999 quan­do, tra feb­braio e mag­gio, la stra­da era rimas­ta chiusa per riparare i dan­ni del­l’en­nes­i­ma frana. Allo­ra ne fece le spese anche la squadra di cal­cio del­la Limonese: mili­ta nel girone trenti­no per ques­tioni di vic­i­nan­za geografi­ca, al pari di altre squadre del­l’al­ta Valsab­bia. In queste set­ti­mane il cam­pi­ona­to osser­va la pausa inver­nale, ma tra un mese i «canari­ni» (gio­cano in maglia gial­la) del­l’al­to lago dovran­no por­tar­si a Riva in bat­tel­lo, pros­eguen­do poi in bus. E rif­lessi neg­a­tivi si abbat­tono anche sul­la vita not­tur­na dei garde­sani abit­uati a rag­giun­gere il bas­so Trenti­no. Nei giorni scor­si tut­ti — o qua­si — in cas­ti­go: niente cin­e­ma o teatri, niente attiv­ità cul­tur­ali, stop ai cor­si di gin­nas­ti­ca, nuo­to, infor­mat­i­ca. E soprat­tut­to, la sera, niente carne sala­ta e fagi­oli: un piat­to che, per gli altog­a­rde­sani, è un rito in occa­sione delle feste, e non solo. Tra i gio­vani, alcu­ni colti­vano ami­cizie o han­no la fidan­za­ta sul­l’al­tro ver­sante del­la frana. Penal­iz­za­ti anche loro: l’ul­ti­ma cor­sa del bat­tel­lo qua­si sem­pre parte trop­po presto. Al pari di Limone, anche le frazioni set­ten­tri­on­ali di Tremo­sine han­no i loro grat­ta­capi. Baz­zane­ga, Ustec­chio, Volti­no e altre grav­i­tano su Riva e Arco per i servizi, san­ità, stu­dio, e in alcu­ni casi per lavoro: operai bres­ciani che van­no in Trenti­no e com­mer­cianti tremosi­ne­si che si approvvi­gio­nano da for­n­i­tori tren­ti­ni. Un esem­pio: il tito­lare di una delle mag­giori aziende for­ni­tri­ci di gaso­lio, che ha sede a Riva, è orig­i­nario di Tremo­sine dove serve il 90% delle famiglie. E sono oltre 20 le per­sone si recano da Tremo­sine in Trenti­no per lavoro. «Subito dopo la frana, nei giorni pri­ma di , parti­va­mo alle 3 per essere ad Arco alle 5, quan­do inizia il turno in fab­bri­ca. Face­va­mo il giro del lago, all’an­da­ta e al ritorno», rac­con­ta Ser­gio Moran­di, di Priez­zo. Nel­la stes­sa dit­ta di Arco lavo­ra­no dod­i­ci suoi com­pae­sani. «Per for­tu­na, c’è sta­to qualche giorno di vacan­za e adesso atten­di­amo che la , da domani 8 gen­naio, adegui gli orari di servizio, antic­i­pan­doli la mat­ti­na e pro­traen­doli la sera. La nos­tra dit­ta è dis­pos­ta a procu­rar­ci una abitazione a Riva. Ma abbi­amo tut­ti qualche cosa da fare, dopo avere smes­so in fab­bri­ca. Stare ore e ore a bighel­lonare non ci entu­si­as­ma». Intan­to, per qualche giorno, Moran­di ed altri operai scen­der­an­no da Tremo­sine a Limone, las­cian­do la macchi­na sul­la Garde­sana, all’im­boc­catu­ra del vec­chio sen­tiero del Ponale. Sali­ran­no a pie­di (25–30 minu­ti) fino a Pre­gasi­na dove tro­ver­an­no il pullmi­no del­la dit­ta che li con­dur­rà in fab­bri­ca. Stes­so espe­di­ente per il ritorno. Sul fronte delle emer­gen­ze san­i­tarie (ricor­so a Gavar­do e Desen­zano anziché a Riva), Tremo­sine affronta gli stes­si prob­le­mi di Limone. I «Volon­tari di Tremo­sine» gestis­cono due ambu­lanze — poco meno di un centi­naio di inter­ven­ti urgen­ti all’an­no — e sot­to­lin­eano: «E’ ben diver­so rag­giun­gere Riva in una venti­na di minu­ti o Gavar­do in oltre un’o­ra. Tut­ti par­lano di Limone, ma da noi la situ­azione sot­to questo aspet­to è addirit­tura più com­pli­ca­ta». Non sta meglio Cam­pi­one, rag­giun­to da sud con i bus di lin­ea che, però, non pos­sono pros­eguire ver­so Limone. Stes­so dis­cor­so per il col­lega­men­to in pull­man da Tren­to a : adesso pros­egue da Riva ver­so Bres­cia, attra­ver­so la spon­da vene­ta. Alcu­ni stu­den­ti di Cam­pi­one si sono trasfer­i­ti a Tremo­sine, da dove pos­sono scen­dere in bus fino a Limone. Qui pren­dono il traghet­to ver­so Riva e si recano a scuo­la. Da Cam­pi­one non sareb­bero in gra­do di far­lo. Bruno Festa