L’associazione ha sede a Rivoltella. Nel corso del 2005 è stato offerto aiuto a 290 nuclei familiari

Il Centro per la vita sostiene le mamme

Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

Anche per il 2006 il Cen­tro di aiu­to alla vita, che ha sede a Riv­oltel­la in via Benedet­to Croce 27 ed è pre­siedu­to da Bruna Fil­ip­pi­ni, ha rin­no­va­to il pro­prio impeg­no per la dife­sa dei dirit­ti dei nasc­i­turi in occa­sione dell’incontro con i 55 volon­tari, pedi­atri, medici di base, psi­colo­gi, soci, i rap­p­re­sen­tan­ti del Comune di Desen­zano, del­la Comu­nità mon­tana e di altri comu­ni del­la zona e di alcune par­roc­chie. «Sec­on­do la relazione del min­istro del­la Salute — ha det­to la Fil­ip­pi­ni — nel 2004 in Lom­bar­dia sono state fat­te 23.909 inter­ruzioni volon­tarie di gravi­dan­za: in media una don­na su 100 di età com­pre­sa fra i 15 e i 49 anni ha effet­tua­to un abor­to volon­tario. Il nos­tro inten­to è quel­lo di sal­vare il bam­bi­no, non con­tro sua madre ma insieme alla madre per­ché l’esperienza ci inseg­na che vit­ti­ma dell’aborto non è solo il bam­bi­no». La pres­i­dente ha quin­di relazion­a­to sull’attività svol­ta nel 2005: 83 le donne in atte­sa di un figlio che sono state segui­te, da loro sono nati 60 bam­bi­ni, 2 han­no avu­to un abor­to spon­ta­neo, 2 han­no deciso per l’interruzione volon­taria di gravi­dan­za, le altre sono anco­ra in atte­sa. I prob­le­mi da loro man­i­fes­ta­ti sono sta­ti soprat­tut­to di natu­ra eco­nom­i­ca, di allog­gio insuf­fi­ciente o man­cante, di dif­fi­coltà nel rap­por­to di cop­pia, di prob­lem­atiche sociali, legali o di salute. Le straniere sono in net­ta mag­gio­ran­za e proven­gono da 18 pae­si: Alba­nia, Alge­ria, Brasile, Cile, Colom­bia, Egit­to, Ghana, India, Jugoslavia, Maroc­co, Mol­davia, Nige­ria, Perù, Polo­nia, Roma­nia, Sene­gal, Sri Lan­ka, Tunisia, Uruguay. «Alcune era­no già nos­tre uten­ti — ha pros­e­gui­to la Fil­ip­pi­ni — o ave­vano amiche che lo era­no, tre le abbi­amo incon­trate in ospedale dove in base a un accor­do con la direzione ospedaliera, siamo state pre­sen­ti per 94 mat­ti­nate. E per alcune situ­azioni eco­nomiche di grave dif­fi­coltà abbi­amo richiesto ed ottenu­to 7 nuove «adozioni pre­na­tali a dis­tan­za» dal­la Fon­dazione «Vita Nova»: la mam­ma adot­ta­ta riceve 160 euro men­sili per 18 mesi da per­sone che restano anon­ime. In alcu­ni casi abbi­amo eroga­to con­tribu­ti per pagare bol­lette, rette di scuole mater­ne o asili nido, cauzioni di appar­ta­men­ti, far­ma­ci e vis­ite spe­cial­is­tiche. Abbi­amo dis­tribuito 2.560 chili di riso, 8.568 di pas­ta, 6.924 di lat­te, 2.941 di omo­geneiz­za­ti, 1.625 di for­mag­gio, 2.310 di scat­o­lame. Abbi­amo acquis­ta­to e for­ni­to lat­te in pol­vere, in media a 18 neonati al mese e pan­no­li­ni a 30». Ma le inizia­tive non si sono fer­mate qui: al cor­so di alfa­bet­iz­zazione con 3 inseg­nan­ti volon­tarie han­no parte­ci­pa­to 20 donne por­tan­do con sé i loro bim­bi in locali mes­si a dis­po­sizione dal Comune; i nuclei famil­iari aiu­tati nell’anno sono 290, e dal cen­tro di Aiu­to alla Vita han­no rice­vu­to ves­tiario, ali­men­ta­ri, attrez­za­ture per l’infanzia e per la casa, aiu­to nel­la ricer­ca del­la casa e del lavoro, sup­por­to per i vari servizi. E nel­la comu­nità «Accoglien­za», gesti­ta in con­ven­zione con il Comune, nei quat­tro appar­ta­men­ti sono state accolte sette famiglie, e, in peri­o­di dif­fer­en­ti e vari­abili, in tut­to sono sta­ti ospi­tati 17 nuclei famil­iari. «Inten­di­amo con­tin­uare ad oper­are come fat­to fino­ra — ha con­clu­so la Fil­ip­pi­ni — vor­rem­mo inoltre orga­niz­zare un «lab­o­ra­to­rio» nel quale ognuna delle nos­tre mam­ma pos­sa impara­re e nel­lo stes­so tem­po met­tere a dis­po­sizione le pro­prie com­pe­ten­ze e abil­ità in mate­ria di cuci­to, ricamo, cuci­na e altro. Per chi fos­se inter­es­sato ad essere infor­ma­to sul cen­tro può con­tattare lo 030/9901520; e da quest’anno è pos­si­bile anche veico­lare all’associazione, il cui codice fis­cale è 93003360174, il 5 per mille del­la dichiarazione dei redditi».