Statale allagata a Gardone, timore per le frane a Limone e danni a case e veicoli. La grandine colpisce campi e vigneti a Moniga

Il cielo martella il Garda

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Di Luca Delpozzo
Franco Mondini

Un tem­po­rale come quel­lo che si è abbat­tuto ieri pomerig­gio sul Gar­da non si ricor­da­va da tem­po, anche se spes­so, in estate, il cielo sem­i­na dan­ni. Acqua mista a gran­dine è cadu­ta in abbon­dan­za tra Salò e Toscolano alle 16.30, provo­can­do prob­le­mi alla cir­co­lazione per l’allagamento del­la statale a Gar­done Riv­iera. La stra­da si è trasfor­ma­ta in un fiume, con l’acqua che ha super­a­to in alcu­ni pun­ti anche i 40 cen­timetri. Decine le auto in panne. Fer­mi, davan­ti al Grand Hotel, anche un paio di fur­goni. Le strade a monte per oltre ven­ti minu­ti han­no scar­i­ca­to migli­a­ia di litri d’acqua sul­la Garde­sana, che è rimas­ta bloc­ca­ta fino a quan­do il liq­ui­do e il fan­go han­no inizia­to a defluire. Inevitabili le lunghe code nei due sen­si di mar­cia. Numerosi anche i rami e i tronchi d’albero spez­za­ti dal ven­to e fini­ti sul­la stra­da. I prob­le­mi mag­giori si sono avu­ti a Mon­temader­no, dove un grosso albero ha cedu­to. A Toscolano, un cipres­so alto una quindic­i­na di metri, uno degli alberi del par­co di Vil­la Adele, è cadu­to dan­neg­giano la ringhiera. Nes­suna con­seguen­za per le per­sone e per le auto in sos­ta nelle vic­i­nanze del «piantone», forse il più grosso albero del Gar­da che ogni anno richia­ma curiosi alla con­fluen­za tra il lun­go­la­go Zanardel­li e via Fos­co­lo. In ser­a­ta, i vig­ili del fuo­co lo han­no rimosso. Sono inter­venu­ti i vig­ili di Toscolano. Guai molto più seri, purtrop­po, a Moni­ga, dove la gran­dine ha vera­mente las­ci­a­to il seg­no. Chic­chi a volte grossi come noci sono pre­cip­i­tati al suo­lo per molti minu­ti (e inter­es­san­do una fas­cia di ter­ri­to­rio che ha com­pre­so anche Padenghe). Il putife­rio si è scate­na­to attorno alle 19, e ha provo­ca­to dan­ni ingen­ti ad auto (car­rozzerie seg­nate e parabrez­za infran­ti), case e soprat­tut­to colti­vazioni; sen­za dimen­ti­care i campeg­gi e le barche. Una pri­ma ric­og­nizione è sta­ta effet­tua­ta dal vicesin­da­co Enzo Dol­ci, ma nat­u­ral­mente in zona sono inter­venu­ti anche vig­ili urbani, e vig­ili del fuo­co, impeg­nati a sgomber­are dal fan­go e dall’acqua can­tine e scant­i­nati. Numerosi gli inci­dente tra Padenghe e Moni­ga con gran lavoro per polizia, cara­binieri ne vig­ili. «E’ sta­to il putife­rio. Sem­bra­va una trom­ba d’aria. Il cielo era nero come il car­bone» rac­con­tano Mario Cas­sano e la moglie Lucia di in vacan­za sul Gar­da. La loro auto è rimas­ta in panne. Momen­ti di vera pre­oc­cu­pazione anche nel­la parte alta del Gar­da bres­ciano: a Limone la piog­gia e il fan­go trasci­na­to a valle han­no fat­to temere una nuo­va frana dopo quel­la che qualche set­ti­mana fa ave­va sep­pel­li­to il parcheg­gio di un hotel. E per di più pare che non sia anco­ra fini­ta. Ieri è infat­ti sta­to dichiara­to lo sta­to di pre­al­larme meteo in Lom­bar­dia. Il tran­si­to di una per­tur­bazione ha inter­es­sato, come abbi­amo vis­to, già ieri pomerig­gio la Regione con pre­cip­i­tazioni anche vio­lente. Le zone più col­pite le Alpi, le Pre­alpi e l’alta pia­nu­ra occi­den­tale. E in base alle pre­vi­sioni, dal Pirellone è sta­to dis­pos­to appun­to lo sta­to di aller­ta — codice uno — per ris­chio idro­ge­o­logi­co in sette province; a decor­rere dalle 18 di ieri.

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