La commovente storia del piccolo venuto alla luce alla «Pederzoli» e sepolto per intervento del sindaco

Il Comune «adotta»il bimbo nato già morto

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

«Nes­sun giudizio. Solo la scelta di accogliere questo bam­bi­no e accom­pa­g­narlo davan­ti al Sig­nore con la nos­tra preghiera. Lo affidi­amo alle cure amorevoli di Maria». Poche parole, pro­nun­ci­ate di fronte ad una bara bian­ca che colpisce per la sue dimen­sioni. Tal­mente pic­co­la che il maz­zo di fiori, anche questi bianchi, qua­si la sovrasta.Il «bam­bi­no» di cui par­la don Tar­ci­sio Sol­dà, par­ro­co del­la chiesa del Beato Andrea, ha un nome: Gia­co­mo, come il san­to cel­e­bra­to il 28 novem­bre, giorno in cui il pic­co­lo è nato, già mor­to, nel repar­to di oste­tri­cia del­la Casa di cura Ped­er­zoli. Ieri pomerig­gio don Tar­ci­sio ne ha cel­e­bra­to i funer­ali, volu­ti dall’amministrazione comu­nale, che ha anche provve­du­to alla sepoltura nel cimitero del Frassino.L’amministrazione ha scel­to di inter­venire dopo la comu­ni­cazione, arriva­ta dall’ospedale, del­la deci­sione, da parte dei gen­i­tori di Gia­co­mo, di rifi­u­tarne il riconosci­men­to. «Di questo bam­bi­no non sap­pi­amo nient’altro, se non appun­to che è nato già mor­to e la deci­sione pre­sa dai gen­i­tori. Ma di fronte a ques­ta vita a noi è sem­bra­to gius­to ritrovar­ci, come comu­nità, per dare un sen­so almeno di una dig­ni­tosa sepoltura a un bim­bo che, per quan­to mi riguar­da, ha vis­su­to dal momen­to in cui è sta­to con­cepi­to», dice il sin­da­co .È sta­to, di fat­to, pro­prio lui a decidere di ren­dere pub­bli­ca la notizia: «Per­ché cre­do che pos­sa servire un po’ a tut­ti: par­lare del­la morte può essere utile, o almeno lo spero, a riflet­tere sul­la vita, forse a com­pren­derne meglio il sig­ni­fi­ca­to, anco­ra oggi ogget­to di tante dis­cus­sioni, a qual­si­asi livello».«Inoltre», aggiunge il sin­da­co, «abbi­amo deciso di par­larne anche per­ché vor­rem­mo che mai una famiglia si pos­sa sen­tire e ritrovar­si sola in un momen­to come questo. Non inten­di­amo e non ci inter­es­sa esprimere alcun tipo di giudizio sulle per­sone coin­volte in ques­ta vicen­da. Soltan­to deside­ri­amo che si sap­pia che ci sono molte realtà, dai sevizi sociali alle tante asso­ci­azioni attive nel nos­tro ter­ri­to­rio. Soprat­tut­to c’è una comu­nità che può ascoltare, aiutare e sostenere chi si tro­va ad affrontare anche momen­ti così difficili».Quella comu­nità, ha sot­to­lin­eato don Tar­ci­sio, «che allo stes­so modo si stringe ora intorno a questo pic­co­lo, per un momen­to di sol­i­da­ri­età cris­tiana e umana. Sen­za vol­er giu­di­care nes­suno». Gia­co­mo ora riposa all’ombra di un grande albero, nel cimitero del Frassi­no. Occu­pa poco posto.

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