Gli investimenti pericolosi hanno sconvolto molte amministrazioni italiane: sul lago una delle poche a trarne addirittura vantaggi

Il Comune fa soldi con i derivati

02/11/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Il Comune di Gar­da ha chiu­so l’operazione «Inter­est rate swap», ovvero quel­la lega­ta ai (tris­te­mente) famosi «derivati» che tan­to scal­pore han­no soll­e­va­to a liv­el­lo nazionale per i for­ti rischi finanziari connessi.Così il Comune, pochi giorni fa, come è ripor­ta­to in una relazione, ha con­clu­so l’iter, che era sta­to avvi­a­to il 23 mag­gio con delib­er­azione di giun­ta, per la chiusura dell’operazione finanziaria inizia­ta nel 2003. «La stip­u­la del con­trat­to con la Ban­ca agri­co­la man­to­vana», dice la relazione alle­ga­ta alla delib­er­azione, «è sta­ta fat­ta per dare la pos­si­bil­ità al Comune di avere un ritorno finanziario pos­i­ti­vo, sfrut­tan­do la vari­abil­ità dei tas­si d’interesse sui mutui pas­sivi». E il bel­lo è che, scam­pa­to ogni peri­co­lo, «abbi­amo avu­to un guadag­no di 100mila euro», com­men­ta sod­dis­fat­to il sin­da­co Davide Bendinelli.A con­ti fat­ti, dunque e «vis­to il peri­o­do dif­fi­cile dal pun­to di vista finanziario», questo è un «suc­ces­so del­la amministrazione».Garda, quin­di, sem­bra essere uno dei pochi Comu­ni ital­iani che non solo sono rius­ci­ti a uscire inden­ni ma, anzi, traen­done un guadag­no, da oper­azioni fat­te sul­la base di derivati ad alto ris­chio. Gli stes­si prodot­ti finanziari che per set­ti­mane han­no «sban­ca­to» nel­la cronaca del­la stam­pa e nei com­men­ti degli anal­isti finanziari.Ammette lo stes­so sin­da­co: «Il nos­tro Comune ha avu­to for­tu­na, pro­prio per l’essere sta­to tra i pochi che sono rius­ci­ti a trarre van­tag­gio da queste oper­azioni». Nel­la relazione sono ripor­tati i dati: «Il con­trat­to, vista la situ­azione di mutui che il munici­pio ave­va al 2003 con la Cas­sa deposi­ti e presti­ti a un tas­so fis­so del 5,90 per cen­to, essendo il tas­so “Euri­bor” (l’indice di rifer­i­men­to europeo per il cos­to del denaro) al 2,80 alla data dell’operazione, ha con­sen­ti­to di introitare pre­ven­ti­va­mente 90 mila euro quale “upfront” (pre­mio di ingres­so) e come flus­si pos­i­tivi fino a oggi 26mila e 537 euro per un incas­so totale di 116mila e 537 euro».«Così», pre­cisa il sin­da­co, «quan­do abbi­amo deciso di chi­ud­ere il con­trat­to per­ché riteneva­mo fos­se trop­po ris­chioso por­tar­lo avan­ti, vis­to quan­toe è accadu­to negli altri Comu­ni, ci sono sta­ti chi­esti 17mila euro di penale (prez­zo mas­si­mo di usci­ta antic­i­pa­ta): ma ce ne sono rimasti alla fine 99mila e 537 euro di guadagno».Che sia for­tu­na o «fiu­to» del momen­to buono, meglio così. Soprat­tut­to in questi che ormai sono evi­den­ti a tut­ti come i «tem­pi del­la crisi».