Il municipio nell’ex Vetturi: la Giunta la comprerà coi fondi Ue

Il Comune nell’ex cartiera

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il palaz­zo munic­i­pale si trasferirà nell’ex cartiera Vet­turi, sul­la quale la srl «Val­le­la­go» sta già inter­ve­nen­do. E’ la grande novità emer­sa nell’ultimo con­siglio comu­nale di Toscolano Mader­no; lo stes­so che ha approva­to una boz­za pre­lim­inare di com­praven­di­ta. Una scelta che non ha man­ca­to di soll­e­vare polemiche. L’ex asses­sore del Polo Pier Ange­lo Bonaspet­ti, per esem­pio, ha crit­i­ca­to l’operazione giu­di­can­dola un rega­lo ai pri­vati (ecces­sivi gli impor­ti da pagare). Il cen­trosin­is­tra ha abban­do­na­to l’aula, dichiaran­do di avere pre­sen­ta­to una denun­cia alla mag­i­s­tratu­ra sull’intera vicen­da rite­nen­do trop­po dis­in­volti i vari pas­sag­gi. La fab­bri­ca, sit­u­a­ta all’imbocco del­la , pro­prio all’inizio del­la stra­da che sale a Gaino, ha chiu­so molti anni fa. Nel ’93 venne approva­to un piano di recu­pero che prevede­va una vol­ume­tria di 20.630 metri cubi tra res­i­den­ziali (8.891), uffi­ci (6.850) e negozi (4.889). I metri qua­drati cop­er­ti sareb­bero dimi­nu­iti da 3.224 a 2.178. Il sin­da­co di allo­ra, Mar­co Man­fre­di, e il vice Faus­to Morati annun­cia­rono che sta­vano trat­tan­do l’acquisto di un piano per trasferire qui tut­ti gli uffi­ci del Munici­pio, dis­tante un centi­naio di metri. Ma l’intero prog­et­to rimase nel cas­set­to, e riemerse dalle neb­bie nel set­tem­bre del ’97, quan­do l’amministrazione di cen­trosin­is­tra gui­da­ta da Sil­vano Boni approvò un piano di recu­pero aggior­na­to. La novità mag­giore? L’acquisizione di una sala da 450 metri quadri uti­liz­z­abile come audi­to­ri­um a ridos­so del ponte stori­co. Per orga­niz­zarvi con­cer­ti, dibat­ti­ti e incon­tri. I pri­vati avreb­bero dovu­to con­seg­narla a rus­ti­co. Nel­la zona ret­rostante, il parcheg­gio pub­bli­co. Trem­i­la mq., invece, gli spazi auto pri­vati (sot­ter­ranei). Qual­cuno sollevò dub­bi sull’insediamento abi­ta­ti­vo nell’ex cartiera, all’imbocco del­la valle e sot­to la diga di Valvesti­no, sug­geren­do (inutil­mente) un recu­pero in chi­ave di arche­olo­gia indus­tri­ale. Vista la bellez­za del luo­go, il servizio Beni ambi­en­tali del­la Regione impose una serie di vin­coli: lim­i­tar­si a un sopral­zo di due metri; no a soluzioni da con­do­minio, tipo ringhiere e tap­par­elle; obbli­go di man­tenere i fine­stroni tipi­ci dell’attività indus­tri­ale svol­ta per decen­ni; no all’asfaltatura del piaz­za­le nel cor­tile. Nel­la con­ven­zione, la «Val­le­la­go» (una srl con sede a Rez­za­to ammin­is­tra­ta da Mari­no Savol­di) si impeg­nò a sis­temare il parcheg­gio pub­bli­co di 1.650 mq. e le aree ver­di, a pavi­menta­re il por­ti­ca­to e a costru­ire l’auditorium, fino a un val­ore di 600 mil­ioni. Poi l’anno scor­so l’accordo venne riv­is­to. La soci­età effet­tuò alcu­ni lavori pub­bli­ci (l’allargamento del piaz­za­le Mat­teot­ti, tra il ponte del­la 45 bis e l’ex cartiera), otte­nen­do in cam­bio undi­ci box auto. Nel­la cir­costan­za le mino­ranze giu­di­carono la pro­ce­du­ra un tan­ti­no dis­in­vol­ta, e criti­carono, tra l’altro, il neo asses­sore Fabio Bel­loni, usci­to dall’aula poichè prog­et­tista del­la Val­le­la­go. «Farà gli inter­es­si del­la comu­nità o del­la soci­età?», but­tò lì Daniela Vas­sali­ni, area Ppi. Adesso, a lavori già iniziati, il colpo a sor­pre­sa. Il sin­da­co Pao­lo Ele­na e gli ammin­is­tra­tori del Polo han­no deciso di com­prare buona parte dell’immobile, per trasferirvi il Munici­pio da tem­po insuf­fi­ciente alle neces­sità. Nel sem­i­nter­ra­to, 1.053 mq., di cui 635 mq. già acquisi­ti in sede di con­ven­zione; al piano ter­ra 735 mq.; al pri­mo, 756; al sec­on­do 316. Prez­zo con­corda­to: quat­tro mil­ioni e 300 mila lire al metro quadro, com­pren­sive di Iva al 10 per cen­to. Il paga­men­to avver­rà (subito) per 700 mil­ioni a tito­lo di caparra con­fir­ma­to­ria; il resto a tranche di mez­zo mil­iar­do cias­cu­na, in base allo sta­to di avan­za­men­to dei lavori. Il bilan­cio 2001 prevede uno stanzi­a­men­to di 800 mil­ioni; il pro­gram­ma 2002 sei mil­iar­di e 900 mil­ioni, tut­ti da ottenere in base alla legge Obi­et­ti­vo 2 sulle zone depresse, vale a dire con­tribu­ti dell’Unione euro­pea a fon­do per­du­to o a tas­so zero. E se i finanzi­a­men­ti non arrivassero? L’acquisto ver­rà ridot­to a 1.800 mq.

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