Missione in provincia di Cremona degli agricoltori per studiare alcuni impianti. Energia elettrica e acqua calda da usare per il teleriscaldamento

Il Comune ora pensa al biogas

05/11/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Lona­to pen­sa sem­pre di più a creare sul pro­prio ter­ri­to­rio fonti di ener­gia puli­ta e alter­na­ti­va al petro­lio. Alcu­ni giorni fa han­no pre­so avvio i lavori per una nuo­va cen­trale idroelet­tri­ca real­iz­za­ta dal Con­sorzio di bonifi­ca del medio Chiese in local­ità Maglio. Costerà oltre 2 mil­ioni di euro e pro­dur­rà ogni anno 2 mil­ioni di kilo­watt. Ieri un pull­man mes­so a dis­po­sizione dall’amministrazione comu­nale ha por­ta­to quar­an­ta tito­lari di aziende agri­cole nel Cre­monese, per una visi­ta ad un impianto per la pro­duzione di bio­gas, inau­gu­ra­to poche set­ti­mane fa. È l’ultimo atto di una serie di inizia­tive pro­mosse dall’assessore all’ecologia Rober­to Vanaria con­vin­to che anche Lona­to può pen­sare seri­amente a dotar­si di ques­ta fonte ener­get­i­ca alter­na­ti­va. «Di questo prog­et­to — spie­ga — abbi­amo già dis­cus­so in com­mis­sione ecolo­gia e poi anche in una assem­blea pub­bli­ca che ha reg­is­tra­to una disc­re­ta parte­ci­pazione. Quel­lo a cui sto lavo­ran­do è un impianto ali­men­ta­to dai reflui sui­ni per la pro­duzione di mille kilo­watt di ener­gia elet­tri­ca e acqua cal­da. Il letame dei diver­si all­e­va­men­ti suini­coli non ver­rebbe più spar­so sui ter­reni ma stoc­ca­to nei silos del­la cen­trale a bio­gas dove, dopo essere sta­to trat­ta­to con un appos­i­to pro­ced­i­men­to, pro­dur­rebbe un gas molto sim­i­le al metano. Gas che ver­rebbe bru­ci­a­to e trasfor­ma­to in ener­gia elet­tri­ca. Si potreb­bero bru­cia­re anche diverse col­ture veg­e­tali quali mais, colza, ecc.». Ma l’idea di Vanaria sarebbe anche quel­la di pot­er sfruttare l’acqua cal­da prove­niente dall’impianto di raf­fred­da­men­to per creare una sor­ta di teleriscal­da­men­to. Una rete di calore che potrebbe essere usa­ta per ali­menta­re i ter­mosi­foni degli edi­fi­ci comu­nali: munici­pio, scuole, case di riposo, palestre, cen­tro sociale. Dopo ques­ta ver­i­fi­ca nelle prossime set­ti­mane sono pre­visti ulte­ri­ori incon­tri con gli agri­coltori lonate­si per capire tut­ti i prob­le­mi logis­ti­ci del caso. Il prog­et­to, attual­mente allo stu­dio, passerebbe così alla fase tec­ni­co-oper­a­ti­va. Quali sareb­bero i van­tag­gi per l’ambiente? «Diver­si — con­tin­ua l’assessore -. Per esem­pio, con il dras­ti­co calo del­la fer­tir­rigazione, ovvero lo sparg­i­men­to dei liqua­mi sui ter­reni agri­coli, sparireb­bero i cat­tivi odori purtrop­po pre­sen­ti nelle zone agri­cole. Effet­ti pos­i­tivi sicu­ra­mente anche per la fal­da freat­i­ca, vis­to che la forte com­po­nente di azo­to pre­sente nei liqua­mi è in parte respon­s­abile dell’aumento dei quan­ti­ta­tivi di nitrati nelle acque. Inoltre, ricor­do che bru­cian­do il letame suino per pro­durre un megawatt di ener­gia si risparmiereb­bero decine di migli­a­ia di mc di metano». Da un pun­to di vista finanziario il cos­to di un impianto per pro­durre bio­gas è piut­tosto ele­va­to, intorno ai 4–5 mil­ioni di euro, ma sec­on­do Vanaria ver­rebbe ammor­tiz­za­to in pochi anni, por­tan­do notevoli van­tag­gi sul­la bol­let­ta comu­nale e sulle bol­lette dei pri­vati che decidessero di aderire. L’obiettivo sarebbe quel­lo di arrivare alla cos­ti­tuzione di un con­sorzio di ges­tione «indis­pens­abile per l’economicità dell’intera oper­azione». Utopia o sfi­da prat­i­ca­bile? Lo vedremo nei prossi­mi mesi.