.

Il Comune premia due turisti stranieri per i quarant’anni di fedeltà a

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

40 anni di fedeltà; molto prob­a­bil­mente un record, soprat­tut­to se si con­sid­era che sti­amo par­lan­do di 40 anni di fedeltà ad una local­ità di vil­leg­giatu­ra. E’ la sto­ria del set­tanta­c­inquenne Jean Sar­to­rio, francese di chiara orig­ine ital­iana, e dell’austriaco Johann Streif, 81 anni, che da quat­tro decen­ni scel­go­no Peschiera per trascor­rere le loro vacanze, per l’esattezza al camp­ing But­ter­fly. Un amore che mer­i­ta­va di essere pre­mi­a­to e così ieri mat­ti­na, in munici­pio, il sin­da­co Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na ha volu­to porg­ere i salu­ti dell’amministrazione accom­pa­g­nati dall’omaggio del gagliardet­to del Comune e di alcu­ni volu­mi sul­la local­ità aril­i­cense. «E’ bel­lo con­statare che ci sono per­sone che si trovano tal­mente bene nel nos­tro paese da scegliere di tornar­ci ogni anno e per così tan­to tem­po, un risul­ta­to che sicu­ra­mente dob­bi­amo anche all’ospitalità offer­ta dal­la famiglia Bat­tis­toni, tito­lare del­la strut­tura». «Per quan­to riguar­da noi, invece», ha sot­to­lin­eato il sin­da­co, «pos­si­amo con­fer­mare l’impegno per cer­care di ren­dere anco­ra più inter­es­sante la nos­tra cit­tad­i­na, speran­do che la stes­sa pas­sione nei suoi con­fron­ti ven­ga tra­man­da­ta di gen­er­azione in gen­er­azione». Jean Sar­to­rio e Johann Streif, per parte loro, han­no rice­vu­to il riconosci­men­to con grande com­mozione. «Mio padre è di orig­i­ni ital­iane», ha det­to Sar­to­rio, «pre­cisa­mente del lago Mag­giore; ma a quel­lo io preferisco il Gar­da, la cui lumi­nosità mi ricor­da quel­la di Venezia e del­la sua lagu­na; il pae­sag­gio e il cli­ma, qui, sono davvero uni­ci. E se a questo si aggiunge l’ospitalità rice­vu­ta in tut­ti questi anni e l’amicizia che si è instau­ra­ta beh… il quadro è com­ple­to». Un rac­con­to di emozioni che rical­ca quel­lo di Streif, il cui legame con il e Peschiera risale nien­te­meno che alla fine del­la Sec­on­da guer­ra mon­di­ale. «Sono sta­to pri­gion­iero a Berg­amo», ricor­da, «e dopo la lib­er­azione sono arriva­to qui a Peschiera e ho dor­mi­to all’addiaccio sul ter­reno su cui ora sorge il campeg­gio; da allo­ra mi sono ripromes­so di tornar­ci e l’ho fat­to, insieme alla famiglia e alle varie gen­er­azioni che negli anni l’hanno arric­chi­ta. Questo deside­rio non mi ha anco­ra las­ci­a­to, e se questal­tr’an­no potrò, potete essere cer­ti che non mancherò il mio appun­ta­men­to con Peschiera».

Parole chiave: