Ripercorse durante una tavola rotonda alla Rocca le tappe di trasformazione della città attraverso i suoi monumenti

Il concetto di restauro dall’età di Baruffaldi ad oggi

09/04/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Appas­sio­n­ante e non solo per iniziati il tema trat­ta­to alla tavola roton­da saba­to scor­so in Roc­ca, “La cit­tà fra tradizione e rin­no­va­men­to”: che cosa è il restau­ro e come deve essere ese­gui­to per rispettare il mon­u­men­to o il doc­u­men­to stori­co? L’oc­ca­sione per par­larne l’ha offer­ta la pre­sen­tazione del­l’­opera di Bar­bara Scala su “Tutela e Restau­ro nel­l’età di Baruf­fal­di”, vincitrice del con­cor­so per uni­ver­si­tarie indet­to dal­l’as­so­ci­azione “Ric­car­do Pin­ter”. Il pre­mio, ha ricorda­to l’asses­sore Lui­gi Mari­no, ha seg­nala­to gius­ta­mente un’­opera val­i­da (per metodolo­gia, orig­i­nal­ità, doc­u­men­tazione), che gode del­la dot­ta pre­fazione del prof. Gian Pao­lo Trec­ca­ni, docente al politec­ni­co di e attual­mente all’ di Bres­cia, pre­sente alla tavola roton­da. Argo­men­to del­l’in­con­tro, coor­di­na­to dal pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione Pin­ter Graziano Ric­cadon­na, la parabo­la com­pi­u­ta dal con­cet­to di “restau­ro” nel cor­so del sec­o­lo: da restau­ro “politi­co” per­ché lega­to al nazion­al­is­mo, a restau­ro con­ser­v­a­ti­vo puro. Parabo­la è la stes­sa opera di Scala, che ha due valen­ze: 1) esame dei restau­ri del­l’e­poca del Baruf­fal­di (porte civiche S.Marco, Michele, Bru­ci­a­ta e S.Francesco; Apponale; S.Rocco; S.Michele; Invi­o­la­ta); 2) dibat­ti­to in seno agli organi isti­tuzion­ali. Si trat­ta di un’età di pro­fonde trasfor­mazioni urban­is­tiche e architet­toniche, che nel­la sec­on­da metà dell’800 dan­no a Riva un carat­tere pecu­liare, pari a quel­lo di G.Carlo Maroni e a quel­lo del­la conur­bazione attuale. L’età di Baruf­fal­di è al cen­tro di queste trasfor­mazioni, al dis­plu­vio tradizione 800 e mod­ern­iz­zazione maro­ni­ana, pun­to di pas­sag­gio o cerniera tra due peri­o­di. Trec­ca­ni ha affronta­to il tema del restau­ro col­le­ga­to con la tutela del mon­u­men­to, sostanzian­do­lo con i numerosi esem­pi rivani, non ulti­mo l’aper­tu­ra delle mura sul­la chiesa di S.Giuseppe, vero sfre­gio com­pren­si­bile medi­ante la con­tes­tu­al­iz­zazione. “Il restau­ro spes­so impov­erisce la strut­tura del mon­u­men­to, il mito divo­ra se stes­so, quin­di bisogna affrontar­lo con cog­nizione di causa e ampia com­pren­sione stor­i­ca. Cosa che ha fat­to il Baruf­fal­di, anche se fuorvi­a­to a volte dal­l’ide­olo­gia nazion­al­ista, nelle porte urbiche così come nel­la pro­pos­ta di restau­ro neo-rinasci­men­tale del­la Torre Apponale”, ha ricorda­to il docente.Ha con­clu­so gli inter­ven­ti l’arch. Francesca Odor­izzi illus­tran­do un esem­pio ecla­tante di restau­ro attuale, quel­lo di Piaz­za Erbe, il cui pri­mo inter­ven­to risale addirit­tura all’arch. Enri­co Odor­izzi, con­tem­po­ra­neo di Maroni.Con la tavola roton­da si è inau­gu­ra­to quel­lo che è sta­to defini­to “il salot­to buono” del­la cul­tura rivana, che d’o­ra in avan­ti è disponi­bile alla cit­tad­i­nan­za e agli incon­tri cul­tur­ali sia del che delle asso­ci­azioni. Per il ciclo di “Momen­ti e vicende storiche del­l’Al­to Gar­da” vi si svol­ger­an­no per i prossi­mi tre lunedì di aprile tre incon­tri, sui mon­u­men­ti fune­bri, sul com­mer­cio e con­tra­b­ban­do, su un roman­zo di von Heigel.