La sfida del codeghì vede trionfare il Kus

Il concorso dei cotechini

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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Ha vin­to il «Kus». È lui il vinci­tore del­la pri­ma dis­fi­da del «codeghî» orga­niz­za­ta in paese. La giuria non ha avu­to esi­tazioni, fra i nove in gara. «Il seg­re­to? Abbi­amo usato roba buona: guan­ciale e stin­co», dice il dom­i­na­tore. E quan­do dice «abbi­amo», intende che il cotechi­no «l’ha fat­to su» in soci­età. Socio era il «Bòba». Al sec­o­lo il Kus è Gian­car­lo Zanol­li, che è oste e ris­tora­tore per mestiere: sua è la Tav­er­na Kus, quest’anno pre­mi­a­ta con la chioc­ci­o­la (ed è la pri­ma vol­ta che accade per un locale dell’area baldense e garde­sana) su «Osterie d’Italia», la gui­da alle cucine di ter­ri­to­rio, edi­ta da Slow Food. Il cotechi­no l’ha con­fezion­a­to insieme a Rober­to «Bòba» Aloisi, ris­tora­tore anche lui: suo è il Gia­r­dinet­to, bar, ris­torante e pizze­ria vista lago pro­prio all’ingresso del paese. Altro ris­tora­tore è l’organizzatore del tor­neo: Lui­gi «Pàcio» Per­ot­ti, del Costa­bel­la. «Vogliamo val­oriz­zare al meglio la nos­tra tradizione», dice con­vin­to quest’ultimo. A propos­i­to: Per­oii s’è piaz­za­to sec­on­do, ma i giu­rati non sono sta­ti influen­za­ti. La degus­tazione, infat­ti, avveni­va nel rispet­to del più asso­lu­to anon­i­ma­to. Giuria di pres­ti­gio quel­la chia­ma­ta a giu­di­care una serie di piat­ti da lec­ca­r­si i baf­fi: c’erano il pres­i­dente delle Comu­nità del e del Gar­da, ossia Cipri­ano Castel­lani, e il sen­a­tore di Forza Italia nonché pres­i­dente del­la Aventi­no Frau, e poi Leone Lenot­ti, eccel­lente nor­ci­no di San Zeno, Ange­lo Zanet­ti, Siro Palet­toni (è in giuria infat­ti anche nell’omologo tor­neo «cotechi­naro» di San Pietro in Car­i­ano), Giuseppe Boldri­ni. A vig­i­lare i lavori del­la giuria, poi, c’erano tan­ti curiosi, che han fat­to onore al mez­zo quin­tale di cotechi­no let­teral­mente anda­to a ruba in un’oretta. Accom­pa­g­nati da Lam­br­us­co e Valpo­li­cel­la: for­n­i­tore uffi­ciale un valpo­li­cellese, Cesare Franceschet­ti, che del cotechi­no è fan scate­na­to. Sono arrivati in centi­na­ia, dal paese, dal lago, ma anche dal­la cit­tà, per assag­gia­re i codeghìni di San Zeno di Mon­tagna. «Una bel­la sod­dis­fazione, per la pri­ma edi­zione. Ringrazio chi è venu­to a trovar­ci e tut­ti i pro­dut­tori locali che han­no offer­to i cote­chi­ni. A questo pun­to cre­do pro­prio che il tor­neo andrà avan­ti», dice Lui­gi Per­ot­ti. Il numero dei con­tenden­ti l’anno prossi­mo potrebbe addirit­tura salire: qual­cuno s’è già offer­to. Intan­to, è gius­to ricor­dare chi ha parte­ci­pa­to quest’anno: oltre a Zanol­li, Aloisi e Per­ot­ti, si son mes­si alla pro­va Gian­ni Pip­pa in soci­età con Finot­ti, Ernesto Con­soli­ni, Bruno Fen­ner con l’in­tera famiglia, Pao­lo Castel­lani insieme con Gian­fran­co Pietropoli, Rino Pret, Willy Con­soli­ni, Cristo­foro «Tof­fali­no» Con­so­lati. Tut­ti bravi, tut­ti difen­sori del «codeghî» tradizionale del Bal­do. Del resto, a San Zeno di Mon­tagna l’allevamento del maiale era parec­chio in voga in pas­sato. S’univa alla prat­i­ca dell’alpeggio esti­vo nelle mal­ghe. Accan­to al bài­to c’era sem­pre uno spazio ded­i­cati al por­co, nutri­to con «scò­ta e latìn», gli scar­ti di lavo­razione del for­mag­gio. Il maiale era la ris­er­va di carne. Oggi l’allevamento suino è scom­par­so, ma l’abitudine a «far sù ’l pôrc» res­ta. E a San Zeno sono con­vin­ti che l’aria locale aiu­ti, e molto, il gius­to affi­na­men­to degli insac­cati. Così, per dimostrar­lo, è nato anche il palio del «codeghî». Sfi­da già lan­ci­a­ta per la prossi­ma edi­zione. E c’è da giu­rare che la gara sarà a dir poco appas­sio­n­ante nel seg­no del­la tradizione del buon mangiare.

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