Il consigliere di Lonato Oscar Papa replica al comunicato del sindaco di Desenzano Rosa Leso

17/01/2015 in Attualità
Di Luigi Del Pozzo

In mer­i­to all’ar­ti­co­lo-comu­ni­ca­to stam­pa pub­bli­ca­to su ieri Gar­dan­otizie il con­sigliere comu­nale di Lona­to  del Gar­da pun­tu­al­iz­za così:

In tem­pi in cui le cit­tà del Gar­da mira­no ad essere con­siderati comu­ni europei e luoghi di inter­esse nazionale per attrat­tive tur­is­tiche e cul­tur­ali, c’è chi tro­va il tem­po per attac­chi gra­tu­iti e provin­ciali che mostra­no pri­ma di tut­to mol­ta dis­in­for­mazione.
Innanzi tut­to nel luo­go di espo­sizione del­la copia dell’aratro del Lavagnone è ben evi­den­zi­a­to che il ritrova­men­to è avvenu­to in ter­ri­to­rio desen­zanese e che l’originale è sito nel museo di Desen­zano. I pan­nel­li inoltre inquad­ra­no geografi­ca­mente il sito arche­o­logi­co e il peri­o­do stori­co di rifer­i­men­to.

Quin­di pri­ma di pen­sare che i vis­i­ta­tori siano dei poveri inca­paci sen­za doti cog­ni­tive invi­to il sin­da­co ad infor­mar­si e  vis­itare la mostra. I cartel­loni infor­ma­tivi sod­dis­fano infat­ti ogni curiosità riguar­do val­ore, orig­ine, uti­liz­zo e con­tes­tu­al­iz­zazione del reper­to.
Tra l’altro l’appellativo uti­liz­za­to dal sin­da­co Leso “fal­so reper­to”, che tradot­to in lin­gua ital­iana purifi­ca­ta da velenose velleità pro­pa­gan­dis­tiche sta ad indi­care “copia da cal­co di reper­to arche­o­logi­co”, volen­do pun­tu­al­iz­zare, si potrebbe attribuire anche all’aratro del museo Ram­bot­ti. Il vis­i­ta­tore a Desen­zano si tro­va infat­ti di fronte ad una ricostruzione con una stan­ga e un gio­go arti­fi­ciali. Direi quin­di che nep­pure a Desen­zano il vis­i­ta­tore può apprez­zare i det­tagli e subire il forte impat­to emo­ti­vo che si pro­va davan­ti all’o­rig­i­nale.

La pro­mozione cul­tur­ale di un sito arche­o­logi­co come quel­lo del Lavagnone ora patro­ci­na­to anche dall’Unesco, è un tema uni­ver­sale che traval­i­ca qual­si­asi diver­sità ide­o­log­i­ca, reli­giosa, etni­ca e anche polit­i­ca. Ricor­do che il sito del Lavagnone è sì con­di­vi­so a liv­el­lo ter­ri­to­ri­ale tra i comu­ni di Desen­zano e Lona­to, ma in un otti­ca di più ampio respiro è pat­ri­mo­nio europeo ed ogni sua pro­mozione è cer­ta­mente da val­oriz­zare. Come le opere let­ter­arie e artis­tiche non restano evi­den­te­mente legate al luo­go di stesura o real­iz­zazione ma sono dif­fuse e con­di­vise, così anche per i reper­ti arche­o­logi­ci che por­tano tes­ti­mo­ni­an­za di momen­ti stori­ci lon­tani è impor­tante creare luoghi di infor­mazione e scam­bio in modo cap­il­lare sul ter­ri­to­rio. Come ad esem­pio l’idea di dare enfasi all’aratro del lavagnone nell’anno dell’expo.

Ed il com­pi­to dei sin­daci è quel­lo di ele­var­si a garan­ti e pro­mo­tori del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale ital­iano. Non è sicu­ra­mente quel­lo di restare legati a prospet­tive provin­ciali e ad attac­chi privi di fon­da­men­ta”.