Se sulle tariffe dell'acqua potabile non si guarda in faccia nessuno, più indulgenza c'è invece nei confronti di quei venticinque rivani venticinque che hanno la barca ormeggiata a Porto S. Nicolo

Il Consiglio annaspa tra le tariffe

23/02/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
G.R.

Se sulle tar­iffe del­l’ac­qua pota­bile non si guar­da in fac­cia nes­suno, più indul­gen­za c’è invece nei con­fron­ti di quei ven­ticinque rivani ven­ticinque che han­no la bar­ca ormeg­gia­ta a Por­to S. Nico­lo e che quest’an­no potran­no godere di uno sgravio con­sid­erev­ole: così ha deciso il con­siglio comu­nale l’al­tra sera, pri­ma di inter­romper­si per stu­di­are nel­la sua inti­ma essen­za i dis­cor­si pro­gram­mati­ci di sin­da­co e vi-cesin­da­co impeg­nati ad illus­trare il bilan­cio di pre­vi­sione 2000. Le due cir­costanze, è vero, poca atti­nen­za han­no tra loro: è sta­ta la sorte a vol­er­le svis­cer­ate in con­siglio pro­prio durante la stes­sa sedu­ta, ed è sta­to il con­sigliere di mag­gio­ran­za Bom­bardel­li a sot­to­lin­earne l’estrema poten­zial­ità crit­i­ca. Non fos­se sta­to per il suo inter­ven­to, molti con­siglieri avreb­bero appog­gia­to a cuore più leg­gero la pro­pos­ta di Bas­set­ti (poi approva­ta con 17 voti a favore, 6 asten­sioni e 4 voti con­trari: Bertol­di, Lot­ti, Zuc­chel­li e Calza) di ele­vare al 15% la detrazione da con­cedere ai res­i­den­ti rivani sul­la tar­if­fa di ormeg­gio del­la bar­ca a Por­to S. Nico­lo. Addirit­tura c’era sta­to pri­ma chi ave­va esager­a­to (Zam­bot­ti), aumen­tan­do al 50% l’of­fer­ta di sgravio. Il tut­to pochi minu­ti dopo che quindi­ci mani si era­no alzate per approvare a mag­gio­ran­za l’au­men­to delle tar­iffe del­l’ac­qua per tutte le famiglie rivane del 20%. “Ma c’è coeren­za — ha allo­ra chiesto Bom­bardel­li ad un’im­baraz­za­ta mag­gio­ran­za — ad aumentare il cos­to del­l’ac­qua e con­tem­po­ranea­mente diminuire quel­lo del­l’ormeg­gio per imbar­cazioni?”: inutili sono sta­ti gli inter­ven­ti dei col­leghi di mag­gio­ran­za, che sol­lecitati dalle provo­cazioni delle oppo­sizioni, han­no avu­to il loro bei daf­fare nel­lo speci­fi­care che innanz­i­tut­to si trat­ta di un aumen­to impos­to dal­la Provin­cia e che poi, alla fin fine, per una famiglia di bas­so red­di­to l’in­ci­den­za non sarà supe­ri­ore alle 1400 lire men­sili. Quel­lo delle tar­iffe al por­to si è insom­ma trasfor­ma­to in un prob­le­ma più com­p­lesso di quel­lo che pote­va apparire in un pri­mo momen­to, anche per­ché sono sta­ti molti i con­siglieri che al riguar­do han­no avan­za­to pro­poste di miglior­ie ad un sis­tema che, cosi com’è, fa davvero acqua da tutte le par­ti. La pro­pos­ta di aumen­to delle detrazioni per i res­i­den­ti va allo­ra let­ta nel­l’ot­ti­ca del­la pro­mozione di un’at­tiv­ità sem­pre meno sen­ti­ta: “I rivani — ha det­to Bas­set­ti ‑si sentono più legati alla mon­tagna che al lago: bisogna che il Car­da torni ad essere un ele­men­to con­nat­u­ra­to all’in­dole degli abi­tan­ti del­la cit­tà”. A soll­e­vare le stor­ture del sis­temaci attribuzione dei posti bar­ca è sta­to poi Prati, che ha aus­pi­ca­to la rifor­mu­lazione di un rego­la­men­to chiaro e pre­ciso nel­l’ap­posi­ta com­mis­sione, favorev­ole ai res­i­den­ti: solo 25 barche su 147 attual­mente ormeg­giate sono “tar­gate” Riva. Meno cam­panilista è sta­to infine l’at­teggia­men­to di Bal­lar­di­ni, che ha sug­ger­i­to di appli­care gli sgravi a chi davvero uti­liz­za la bar­ca domeni­ca dopo domeni­ca e non a quel­li, mag­a­ri anche rivani, che ten­gono ormeg­gia­ta al por­to una imbar­cazione da due­cen­to mil­ioni solo per pot­er dire di aver­la. Una soluzione potrebbe essere quel­la del­la real­iz­zazione di un nuo­vo por­to tur­is­ti­co: ma forse è meglio rimanere coi pie­di per ter­ra. O meglio, nell’acqua.